Come si vota nei Congressi Confederali
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È ben noto che il sistema di votazione adottato nei Congressi e Consigli nazionali della Confederazione del lavoro è una specie di cabala attorno alla quale si è infinitamente discusso. Vorremmo però chiedere una spiegazione ai dirigenti confederali, e speriamo che saranno così cortesi da darcela.
Lo statuto ultimo della Confederazione, quello approvato dal Consiglio nazionale di Milano dell’aprile 1921, all’art. 7 dice: «i rappresentanti delle Federazioni nazionali rappresenteranno la metà dei soci della Confederazione, in base alle marche pagate nell’anno precedente; l’altra metà sarà rappresentata dalle Camere del Lavoro. I voti spettanti alle Fed. Naz. Saranno suddivisi tra queste in proporzione al numero di ciascuna di esse; altrettanto si farà per le Camere del lavoro». Le stesse parole sono ripetute all’art. 40 che si riferisce ai Congressi, mentre il precedente parla dei Consigli nazionali.
Orbene, tanto al Congresso di Livorno, che al Consiglio nazionale di Verona, non si è fatta questa ripartizione proporzionale in modo che i voti delle Federazioni fossero pari a quelli delle Camere del lavoro, ma le prime e le seconde hanno votato per un numero di soci rappresentati calcolato in modo da risultare diversa, e sempre maggiore per le prime. Ciò malgrado che, secondo quanto ha riferito l’Avanti!, a Verona la verifica dei poteri desse come rappresentati più soci di Camere del lavoro che di Federazioni. La conseguenza di questo fatto è semplice: i comunisti avevano a Verona il 40% dei voti nelle Camere del lavoro rispetto a quelli dei socialisti, e nelle Federazioni il 20%. Vi sono circa 120 mila voti attribuiti alle federazioni in più delle Camere del lavoro: se invece le une e le altre avessero avuto diritto a egual numero di voti, è facile calcolare che dodicimila voti sarebbero passati dai socialisti ai comunisti e la maggioranza dei primi sarebbe calata di 24 mila voti.
A Livorno lo spostamento sarebbe stato di 30 mila voti.
Siccome non vi sono altri testi ufficiali per chiarire la cosa che i resoconti di Battaglie Sindacali e Avanti! (per di più contraddittori tra loro nelle cifre dei voti spettanti a Fed. e Camera d. L. date dalla verifica dei poteri), siamo costretti a seguire questa via per ottenere senza malignità spiegazioni sulla interpretazione dello statuto, che ci pare contraddittoria al sistema effettivamente adottato nelle votazioni. Tanto per intenderci per l’avvenire.