La discussione sul fronte unico è terminata nella riunione di Mosca
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MOSCA, 5.
Proseguendo nella discussione sul fronte unico ha parlato Thalheiner (Germania).
Egli ha detto che in Germania la tattica del fronte unico ha una lunga storia. Dopo la caduta dei consigli operai il fronte unico di tutti gli operai si è realizzato per la prima volta all’epoca del putsch di Kapp. Quindi nel luglio del 1920, durante la guerra russo-polacca, venne lanciato il manifesto comunista per impedire il trasporto delle armi e munizioni in Polonia, e finalmente la «lettera aperta» del Partito comunista per la lotta comune e le rivendicazioni immediate. Seguirono parecchie difficoltà nell’interno del Partito comunista tedesco. Si manifestarono una corrente di sinistra, del Partito comunista operaio tedesco, ed una corrente di destra, della Comunanza comunista, che intendevano fare del fronte unico una organizzazione formale con le frazioni del Partito socialista maggioritario tedesco e del Partito socialista indipendente tedesco.
Burian (Cecoslovacchia) dice che il movimento comunista deve conglobare tutti i problemi. Limitare il movimento sarebbe escludere le tesi più fondamentali. Il fronte unico non può esser fatto da un giorno all’altro, ma deve mettere in movimento le masse operaie. Non ci si deve limitare al fronte unico sindacale ma è opportuno rivolgersi agli altri partiti solo dopo una buona preparazione, e solo quando la necessità di procedere in comune appaia evidente a tutti gli operai.
In seguito vennero presentate due dichiarazioni dalla delegazione francese, di cui una da Souvarine e l’altra da Cachin, Renauld e Allie.
Lunaciarski rispose al delegato italiano Roberto: Roberto si è congratulato con Zinoviev per la coraggiosa franchezza con la quale avrebbe confessato che la tattica del fronte unico è dettata dal desiderio di migliorare la situazione politica russa, ed ha dichiarato inoltre che la importanza di questa tattica è evidente. Tutto ciò era però inopportuno e proveniva da un malinteso causato da uno svisamento delle parole di Zinoviev. In verità Zinoviev ha detto unicamente che le favole diffuse dai nostri nemici non costituiscono affatto uno smascheramento per noi, poiché la Russia dei Soviet è e resta la migliore arma nelle mani del proletariato.