Partito Comunista Internazionale

Il Congresso dell’Unione Sindacale Italiana

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Seduta antimeridiana

Quest’oggi nella sala del piano terreno del palazzo acquistato dal P.S. in via del Seminario si sono inaugurati i lavori del Congresso Nazionale dell’Unione Sindacale Italiana.

I lavori dovevano incominciare alle ore 9, ma alle 10 il numero dei presenti è ancora scarsissimo.

Sembra che attendano ancora dei rappresentanti, i quali dovrebbero giungere coi treni del mattino, ma la prima impressione è che il congresso non sarà molto numeroso.

Senza dubbio l’Unione Sindacale risente della grave crisi economica che attraversa il proletariato, che ha fortemente indebolito le organizzazioni e per conseguenza la loro disponibilità finanziaria. Il congresso non è animato, i congressisti non fanno tra di loro discussioni animate. Ambiente congressuale per ora calmo.

Sono quasi le 11 quando un membro del C.E. dichiara aperto il congresso.

Sottovia per il Fascio Sindacale Romano di azione diretta porta il saluto ai congressisti, esponendo le ragioni per cui le condizioni speciali dell’ambiente romano mantengono i sindacalisti nella Confederazione, dove essi fanno opera classista rivoluzionaria.

De Dominicis ricorda la storia ed i precedenti dell’U.S.I. I congressi di Modena, Milano, Parma, rappresentano le tappe del movimento sindacalista rivoluzionario italiano. Formula l’augurio che l’Unione Sindacale si mantenga salda e forte, unendo un saluto alle vittime politiche.

Sono proposti alla presidenza Borghi, Meschi e Nencini.

Nencini propone che il Congresso si inizi oggi alle 14, in modo di permettere la partecipazione degli altri congressisti non ancora giunti a Roma.

Sacconi protesta contro l’autoritarismo del Presidente, che instaura una dittatura di Congresso. Presenta un lungo ordine del giorno per le vittime politiche della reazione internazionale. Un congressista propone di inviare un telegramma di solidarietà ai compagni libertari che si trovano nelle prigioni della Russia dei Soviet.

Merlino chiede che si diano aiuti tangibili alle vittime della reazione.

De Giovanni propone la nomina di un Comitato pro vittime politiche.

Si approva quindi per acclamazione il saluto a tutte le vittime della reazione, unendo nello stesso ordine del giorno la protesta contro i governi borghesi e la Russia dei Soviet.

La seduta è rimandata alle 14.

Seduta pomeridiana

Alle 15 con la consueta ora di ritardo abitudinario in tutti i congressi italiani si inizia la seduta.

Sono presenti altri rappresentanti giunti nel mattino dalle province.

Vediamo Borghi, Vecchi, Giovannetti, Magro ed altri.

Mancini passa in rassegna gli avvenimenti degli anni che hanno seguito la guerra.

Il Presidente raccomanda che i congressisti partecipino alla discussione tenendo presente il loro compito morale di difendere il passato e la tradizione dell’U.S.

Le questioni personali sono state ormai superate, quindi sarà opportuno non insistervi ancora. Discussione di idee e di principi, quindi, e non di persone.

Borghi propone che Negro assuma la presidenza del Congresso.

Gervasio a nome del C.E. fa la relazione morale del C.E. dell’Unione Sindacale. Legge le adesioni pervenute dall’estero. Quella della C.G.T. francese, dei sindacalisti tedeschi, quella dell’Internazionale Sindacale Rossa. Questa dopo aver fatto i suoi auguri per i lavori del congresso, formula la speranza che i malintesi saranno eliminati ed invita il Congresso a non prendere delle decisioni affrettate ed a partecipare in ogni modo al prossimo congresso dell’I.S.R.

Clerici chiede che tenendo conto delle critiche situazioni in cui si trovano le organizzazioni le votazioni siano fatte per rappresentati e non per rappresentanti.

Bini si oppone alla proposta di Clerici ed è di opinione che la votazione si faccia per testa, come è stato fatto per i passati congressi.

Gervasio fa notare che la proposta Clerici porta ad un capovolgimento dell’ordine del giorno, il cui ultimo comma tratta precisamente delle modifiche dello statuto.

Vecchi dice che non si può dimenticare che vi sono delle tendenze e che questo congresso deve risolvere delle questioni di grande importanza.

Il Congresso di quest’anno ha avuto un lungo dibattito come preparazione, che l’oratore crede che sia stato utile.

Non si può dire che sia antidemocratico votare per rappresentati invece che per rappresentanti. Ogni tendenza ha interesse che siano esattamente valutate le sue forze.

Lo statuto dice soltanto che le organizzazioni possono essere rappresentate con un delegato ogni 500 soci.

Ma non vieta che le votazioni possano farsi per rappresentati.

La violenza della reazione borghese ha reso difficile che le organizzazioni possano mandare tutti i rappresentanti cui hanno diritto al Congresso.

Sacconi prega la presidenza di decidere si tratti di pregiudiziale oppure di inversione dell’ordine del giorno.

Clerici insiste sulla proposta.

Sacconi ricorda che al Congresso di Parma fu deciso che non doveva essere il numero degli aderenti che rappresentavano il valore morale dell’U.S.I., ma il numero delle organizzazioni.

Non bisogna poi dimenticare che altri periodi difficili, come durante la guerra, furono attraversati pari per lo meno a quello di oggi.

Chiede il mantenimento del sistema di votazione per rappresentanti.

Bonazzi chiede in base a quali dati avverrebbero le votazioni se fosse approvata la pregiudiziale Clerici.

Giovannetti sostiene che le condizioni attuali dell’U.S. non sono peggiori di quelle di altri periodi e lo dimostra con il numero dei delegati presenti in questo Congresso, messi in relazione con quelli di altri precedenti. Questo Congresso dimostra che l’U.S. è più forte che mani numericamente e moralmente.

Mancini parla contro la pregiudiziale Clerici, che se fosse approvata distruggerebbe la stessa ragione di essere dell’U.S.I.

Al Congresso di Genova il segretariato della resistenza fu vinto per l’equivoco riformista, che fecero entrare in gioco la forza numerica delle Federazioni.

Da qui nacque il Comitato Nazionale di azione diretta, che inutilmente tentò la conquista della Confederazione, che costituiva il peso di piombo del proletariato italiano.

Negro dichiara di essere d’accordo con Clerici. Ogni congressista deve tener conto della situazione del nostro movimento.

È giusto che la votazione debba dipendere dalle possibilità finanziarie delle organizzazioni?

Durante la guerra si trattava soltanto di difendere l’esistenza dell’U.S.I., ma oggi si tratta di questioni di capitale importanza.

Essi sono tutti rappresentanti di leghe e di sezioni di Camere del Lavoro e non avviene come nella Conf. Dove sono rappresentati organismi mastodontici.

Alle 16 il Congresso continua.