Il II° Congresso Comunista si apre con manifestazioni di solidarietà internazionale
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La seduta inaugurale
L’affluenza dei congressisti a Roma è incominciata sin da ieri e da sabato. Verso le 10 la sala destinata alle sedute plenarie è gremita.
Alle ore 10:20 il compagno on. Ambrogio Bellone prende posto al tavolo della presidenza e dice:
Dichiaro aperto il Secondo Congresso del Partito Comunista d’Italia. Saluto tutti gli intervenuti e li invito a discutere con serenità e con serietà. Inoltre rivolgo a tutti la preghiera e il comando di serbare la maggiore discrezione sulle discussioni che nel Congresso di faranno. Ciò è necessario per ragioni intuitive e anche per dimostrare che il costume che domina nel Partito comunista è profondamente diverso da quello che vigeva nel vecchio Partito socialista.
In seguito il compagno Bellone invita il Congresso a nominare l’ufficio di presidenza, i segretari, e l’ufficio per la verifica dei poteri.
Vengono indicati ed eletti alla presidenza i compagni Bellone e Roberto; segretari i compagni Azario e Giulianini; per la verifica dei poteri Germanetto, Michelangeli e Carretto.
Ha la parola il compagno BOCHICCHIO della Sezione di Roma.
Premesso che il Congresso poco tempo può dedicare alle formalità e molto tempo dovrà invece riserbare alla discussioni, egli rivolge ai congressisti brevi parole di saluto. Si augura che dal Congresso esca agguerrito il pensiero e sia rigidamente fissata la linea di condotta del Partito. Ciò è necessario ad evitare che per tener dietro a nuove tendenze, si conduca, anche involontariamente, il proletariato a dar modo alla borghesia di superare la crisi che la travaglia. Bisogna che gli sfruttati si guardino, per voler salvare se stessi, dall’offrire salvezza alla borghesia.
La Sezione di Roma ha fatto quanto era necessario per garantire sicurezza e tranquillità ai lavori del Congresso, e il compagno BOCHICCHIO terminando ricorda che, benché in Roma non esistano forti masse proletarie, i lavoratori si stanno però orientando sempre maggiormente verso il nostro movimento e verso il nostro Partito.
BELLONE – La parola al compagno Berti, segretario della Federazione giovanile comunista d’Italia.
BERTI – Saluto il Congresso a nome della gioventù comunista d’Italia. La gioventù comunista tiene a ricordare le lotte combattute al vostro fianco quando eravate ancora frazione comunista in lotta contro i dirigenti del Partito Socialista Italiano. Quando si è costituito il Partito Comunista d’Italia la gioventù comunista abbandonando ogni pretesa di autonomia si è posta ai suoi ordini come battaglione disciplinato ed animato da volontà di combattere. Tale essa vuole continuare ad essere.
ROBERTO – Fa una dichiarazione relativa alle rappresentanze del Comitato Esecutivo dell’Internazionale comunista.
Il delegato del Partito comunista di Germania
BELLONE – Ha la parola il compagno Boettcher rappresentante del Partito Comunista tedesco.
Il compagno BOETTCHER sale alla tribuna accolto da grandi applausi da tutto il Congresso.
E dice:
Compagni, in nome del Partito comunista tedesco porto ai comunisti italiani i nostri fraterni saluti.
La reazione economico-politica della Germania somiglia molto a quella dell’Italia. In Germania vi è la giustizia bianca, in Italia il fascismo. Perciò la necessità di vincoli internazionali per fronteggiare il nemico comune.
È giustificato dunque il mio proposito di esporvi la situazione politica ed economica in Germania, ma poiché non voglio stancarvi, la mia relazione vi sarà senz’altro letta in italiano dal compagno Peluso.
La parole del compagno Boettcher vengono tradotte al Congresso dal compagno Edmondo Peluso il quale legge in seguito la relazione sulla situazione del Partito comunista tedesco che è stata stesa dal delegato del P.C. di Germania.
Daremo domani nella sua integrità questa relazione che il Congresso ha ascoltato con interesse e con attenzione vivissima, sottolineandone con approvazioni e applausi i passi più significativi.
Saluto alle vittime
MERZAGORA – Reduce dal carcere giudiziario di Torino mi sento in dovere di portare a questo Congresso la voce dei compagni che in quel carcere soffrono e degli altri di tutte le parti d’Italia. Il pensiero di tutte le vittime politiche è orientato verso il nostro Partito. Nel carcere di Torino tutte le mattine i detenuti politici nei momenti destinati alla quotidiana passeggiata nei cortili si riuniscono per cantare l’«Internazionale». Questo vuol dire che essi ormai hanno fiducia solamente nell’avvenire del Partito e dell’Internazionale Comunista. Il Partito Comunista ha il dovere di nulla trascurare per queste vittime del tradimento della socialdemocrazia, per questi operai che scontano in carcere la pena di aver creduto ed obbedito ciecamente agli ordini del Partito Socialista, e che saranno domani i migliori combattenti della rivoluzione.
AZZARIO legge le adesioni pervenute al Congresso.
Il Partito Comunista austriaco ha comunicato di non poter inviare una rappresentanza, essendo impegnato esso pure per il suo Congresso Nazionale che avrà luogo a Vienna dal 24 al 26 marzo. Sarà lieto di vedere al suo Congresso un nostro rappresentante ed invia i migliori auguri senza dubitare che il nostro Congresso avrà un esito favorevole allo sviluppo del Partito e della Internazionale Comunista.
Il Partito Operaio Norvegese, dolente di non poter mandare rappresentanti ha inviato un dispaccio di augurio.
Hanno aderito il Partito operaio dell’America, la Federazione dei lavoratori d’America.
Il compagno Carlo Niccolini, già rappresentante del Comitato Esecutivo della Internazionale comunista in Italia ha inviato una lettera con il suo saluto. Egli constata il crescente e vigoroso sviluppo preso dal nostro Partito da Livorno in poi malgrado la reazione che si è scatenata. Riconosce che il Partito Comunista d’Italia è l’unica forza rivoluzionaria nel paese ed è sicuro che non passerà molto tempo che potrà diventare padrone dei destini del popolo lavoratore dei campi e delle officine d’Italia. Ricorda la considerazione speciale che l’Esecutivo di Mosca ha verso il nostro Partito e dice che essa non solo deve servire d’incoraggiamento ma essere una ragione di orgoglio e di soddisfazione per il lavoro ed i progressi fatti in così breve tempo.
Il regolamento del Congresso
BELLONE comunica che per regolare il funzionamento del Congresso è stato redatto un regolamento il quale viene letto dal compagno Azzario. Il regolamento dice:
1 – Nel seno del Congresso sono nominate 5 commissioni:
1) Commissione per la Relazione del C.C.;
2) Commissione per la tattica;
3) Commissione per la quistione agraria;
4) Commissione per la quistione sindacale;
5) Commissione per lo statuto.
2 – Ogni commissione si compone della quinta parte dei delegati presenti, del relatori, e dei rappresentanti del C.C.
3 – Ogni delegazione federale rimetterà alla Presidenza un elenco dei propri membri, con la indicazione delle Commissioni nelle quali desidera che figurino. Le delegazioni che hanno meno di 5 membri indicheranno per ciascuno di essi, in via subordinata, in quale altra commissione desidererebbero che fosse compreso in caso di impossibilità materiale a comprenderlo nella prima.
4 – L’ufficio di presidenza farà lo spoglio di queste liste, attenendosi ai seguenti criteri:
Comprendere in ciascuna commissione un rappresentante delle delegazioni con 5 e più membri;
Completare le liste ed eseguire gli opportuni spostamenti disponendo a suo arbitrio dei rappresentanti in eccesso delle delegazioni aventi più di 5 membri, e tenendo presente per le altre le designazioni, in via subordinata per quanto più sopra possibile.
L’Ufficio di Presidenza ha in questo lavoro pieni poteri, ma potrà di sua iniziativa interrogare i delegati.
5 – Ogni commissione nel costituirsi nominerà un presidente e due segretari che saranno responsabili della esatta redazione di un processo verbale da rimettere alla presidenza.
6 – I lavori delle Commissioni potranno, in generale, procedere come segue:
Una discussione di ordine generale sull’insieme delle conclusioni proposte dal comitato centrale, aperta da una esposizione del relatore, in seguito lettura e discussione di dettaglio del testo delle conclusioni, per gli eventuali emendamenti.
7 – La Presidenza stabilirà l’orario delle riunioni di Commissione, ed a seconda che queste si dichiareranno pronte alla discussione generale, stabilirà in quale seduta plenaria del congresso verrà discusso il rispettivo punto all’ordine del giorno.
8 – La discussione plenaria su ciascun punto dell’o.d.g. sarà continuativa. Si inizierà secondo le decisioni della Commissione con un rapporto del compilatore delle conclusioni oppure di un incaricato della Commissione che esporrà le proposte di questa. Il relatore e i relatori avranno diritto ad una replica finale prima del voto.
9 – Le comunicazioni per la riunione di sedute plenarie con determinato programma saranno fatte dalla Presidenza in fine di ogni seduta e opportunamente affisse nei locali del Congresso, e in quelli frequentati per le riunioni delle Commissioni.
10 – Il Congresso potrà dopo un voto di massima sulle conclusioni, rinviare eventualmente ad ulteriore lavoro della Commissione la definitiva redazione del testo delle conclusioni.
11 – Le Commissioni votano per numero di delegati federali componenti.
12 – Il Congresso in seduta plenaria vota per numero di delegati federali e per alzata di mano, e per numero di rappresentanti con appello nominale in caso di richiesta di 10 delegati, o su parere dell’Ufficio di presidenza.
13 – In commissione ed in congresso la maggioranza può votare tanto la chiusura della lista degli oratori quanto quella del dibattito che esclude tutti gli inscritti che non hanno ancora parlato.
Dopo aver dato lettura di tutto il regolamento il Presidente lo pone in discussione articolo per articolo.
I due primi articoli vengono approvati senza discussione. Riguardo l’articolo 3 il compagno PRESUTTI si preoccupa del fatto che sia garantita una rappresentanza in tutte le commissioni alle eventuali minoranze.
SCAFFIDI allo stesso scopo propone che ogni commissione possa avere un numero di membri superiore alla quinta parte dei delegati al Congresso.
BORDIGA – È permettere ai delegati di scambiarsi il posto da una Commissione all’altra in modo che ognuno possa discutere il tema per il quale ha avuto speciale mandato dalla sua Federazione.
CORNELI crede superfluo l’ordinamento del Congresso per Commissioni. Poiché dai Congressi provinciali non è risultata l’esistenza di una minoranza e poiché non si sono delineate tendenze, la discussione delle Commissioni avrà nessun valore. Nessun delegato ha ricevuto mandati specifici da sostenere.
BORDIGA – Poichè il lavoro preparatorio non si è fatto sin’ora perché vuoi che lo si faccia adesso?
SCAFFIDI – Quello che dice il compagno Corneli non è vero per tutte le Federazioni. Io ad esempio ho ricevuto un mandato specifico da sostenere e credo che soltanto la divisione del Congresso in Commissioni possa permettere un lavoro utile.
CORNELI – A che cosa si riferiscono i mandati specifici?
SCAFFIDI – Vi è stata una rosa di canditati e vi sono state delle tendenze.
Dopo un’altra breve discussione vengono approvati tutti gli articoli del regolamento fino al 13.
All’art. 13 PRESUTTI chiede che se si vota la chiusura del dibattito si cerchi di far sì che ogni tendenza possa essere rappresentata da un egual numero di oratori.
CORNELI ritornando sull’argomento della divisione del Congresso in Commissioni afferma che vi sono anche altre delegazioni le quali ritengono inutile questa divisione.
BELLONI – Ma noi approviamo un regolamento il quale costituisce una precedente anche per i prossimi Congressi in cui può darsi che vi sia una più profonda delimitazione di tendenze.
SCAFFIDI ribattendo gli argomenti di Corneli fa osservare che dopo la formulazione delle tesi sono intervenuti dei fatti nuovi sui quali si deve discutere; ad esempio vi è stata la costituzione dell’Alleanza del Lavoro.
GRAZIADEI – Vi è stata anche la riunione dell’Internazionale comunista.
Il regolamento viene quindi approvato in tutti i suoi articoli.
BELLONE – Ha la parola il compagno Tommasi, rappresentante del Partito comunista di Francia.
Il Congresso, applaude vivamente, mentre il compagno francese sale alla tribuna.
Il delegato francese
TOMMASI – Io porto al vostro Congresso il saluto del Partito comunista di Francia. Non mi propongo di farvi una esposizione molto lunga della situazione del nostro Partito e delle lotte in cui noi siamo impegnati, ma soltanto di indicarvi a grandi linee quali sono i problemi che attualmente stiamo risolvendo e quali le speranze che fanno nascere in noi le condizioni attuali del nostro movimento.
Premesso ciò, il compagno francese, le cui parole vengono seguite con grande attenzione da tutti i congressisti, afferma che ad un anno dalla scissione, il Partito comunista di Francia si trova in condizioni profondamente diverse da quelle che i suoi avversari speravano e prevedevano. Esso si avvia alla conquista di centomila aderenti e la soddisfazione per questo fatto non deriva tanto dalla entità numerica, quanto dalla considerazione dei progressi che il Partito ha fatto sulla via della conquista delle masse e della risoluzione dei fondamentali problemi della orientazione comunista.
La questione della quale principalmente il Partito comunista di Francia deve occuparsi è quella dell’atteggiamento verso la organizzazione sindacale. Per le particolari condizioni nelle quali si era svolta in Francia la lotta politica prima della guerra, l’organizzazione sindacale aveva assunto una importanza particolare divenendo una cellula politica a sé, gelosa della sua autonomia dai movimenti politici. Ciò rende particolarmente delicato il lavoro attualmente i comunisti devono svolgere per stabilire dei rapporti razionali ed organici tra gli uomini migliori del sindacalismo rivoluzionario ed il Partito comunista stesso e soprattutto fra i due movimenti. L’intesa però non è lontana e certamente essa si realizzerà quando il Partito comunista avrà dato la prova di non essere un partito di politicanti, ma un vero partito politico di classe.
Quindi il compagno Tommasi ricorda quanto progresso si è fatto da sei mesi a questa parte. Gli uomini del sindacalismo rivoluzionario come Monatte e Monmousseau i quali sei mesi or sono si ribellarono alle deliberazioni prese da Mosca al Congresso dell’Internazionale dei Sindacati Rossi, sono oggi in preda ad una crisi di coscienza la cui importanza non può sfuggire a nessuno e che dimostra che il Partito comunista di Francia non solo suscita le simpatie, ma sveglia le speranze dei migliori combattenti per il proletariato.
Ciò non toglie però che la le condizioni nelle quali i comunisti francesi debbono operare siano tali da imporre ad essi di procedere con grande cautela. Se il Partito comunista di Francia non avesse operato a questo modo, non avrebbe potuto condurre la lotta contro il riformismo. Questo debbono tener presente i compagni esteri i quali alle volte rimproverano ai francesi di non avere la stessa intransigenza che hanno i partiti degli altri paesi.
Il Partito comunista di Francia è riuscito ad isolare tutti i traditori del proletariato. Nel campo sindacale si è costituita una Confederazione Generale del lavoro unitaria la quale si avvia a conquistare la maggioranza del proletariato ed alla quale sono rivolte le simpatie di tutti i sinceri rivoluzionari. Gli stessi anarchici ed i sindacalisti puri incominciano a credere che questa organizzazione sindacale debba diventare il solo partito politico della classe operaia e si può anzi dire che essi – gli antistatali di una volta – facciano di questa organizzazione il primo embrione di uno Stato proletario. Ciò a dimostrare che il Partito comunista ha ottenuto con la sua tattica dei veri successi. Molti militanti libertari di una volta oggi sono fra i migliori membri del Partito comunista.
Certamente – conclude il compagno Tommasi – il Partito dovrà forse ancora epurare se stesso. Vi sono nelle sue file coloro che credono di essere dei rivoluzionari unicamente perché sono pacifisti o perché furono rollandisti durante la guerra, ma non si è lontani dal creare una organizzazione la quale risponda pienamente alle esigenze del movimento comunista internazionale.
Accennato in questo modo ai problemi interni del Partito comunista di Francia il compagno Tommasi si occupa brevemente delle condizioni nelle quali il proletariato francese è costretto oggi ad affrontare la reazione industriale; ricorda le ultime lotte combattute per la difesa dei salari ed afferma che la Confederazione Generale unitaria ed il Partito comunista sapranno guidare il proletariato nella sua difesa. Per far ciò è necessario che i rivoluzionari francesi non abbiano più nel loro petto due cuori, uno comunista ed uno sindacalista, e che vengano superati gli scrupoli che fino a ieri esistevano riguardo ai rapporti che debbono intercedere fra il movimento politico ed il movimento sindacale.
Il Partito comunista di Francia si sta ad ogni modo avviando a diventare il partito dell’avanguardia rivoluzionaria, il quale non teme i colpi ed è capace di renderli ad usura. Ciò che manca ancora è una rete di legami internazionali i quali pongano i partiti comunisti dei diversi paesi in grado di condurre una lotta comune.
Io non vi faccio giuramenti – così conclude il compagno Tommasi – ma credo di potervi dire che il Partito comunista di Francia non esiterà a fare tutto il lavoro che da esso richiede la situazione internazionale. Rivoluzionari lo siamo. Comunisti vogliamo diventarlo. La terza Internazionale potrà nei momenti supremi fare appello a noi, sicura che noi non siamo solo comunisti di formule, ma di azione.
Il Congresso che ha seguito con grande attenzione la vivace ed animata esposizione fatta dal compagno francese gli tributa alla fine un grande applauso.
BORDIGA riassume brevemente traducendole in italiano, le cose che egli ha detto.
Alle 12.20 il presidente Bellone sospende la seduta.
I lavori saranno ripresi alle 14 per la costituzione delle Commissioni ed alle 16 le Commissioni stesse inizieranno l’opera loro separatamente.
Seduta pomeridiana
All’inizio della seduta pomeridiana l’Ufficio di Presidenza del Congresso comunica i nomi dei compagni che fan parte delle varie Commissioni.
Le Commissioni immediatamente dopo si riuniscono ed iniziano i loro lavori, che si protrarranno fino a tarda ora.