Partito Comunista Internazionale

Il fronte unico in Francia Pt.1

Categorie: PCF, Union Question

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Tesi del compagno Leo Trotzki

PUNTATA PRIMA

1. – Considerazioni generali sul fronte unico

1. Il compito del Partito comunista consiste nel dirigere la rivoluzione proletaria. Allo scopo di guidare il proletariato alla conquista diretta del potere e di effettuare questa conquista il Partito comunista deve appoggiarsi sulla maggioranza schiacciante della classe operaia.

Fino a che non possiede questa maggioranza esso deve lottare per averla, ma non può ottenere questo scopo se non costituisce un’organizzazione completamente autonoma, provvista di un programma chiaro e di una disciplina interna molto severa. Perciò il Partito comunista ha dovuto separarsi ideologicamente ed organizzativamente dai riformisti e dai centristi i quali non aspirano alla rivoluzione proletaria, non sanno e non vogliono preparare ad essa le masse e si oppongono con ogni loro azione a che questo lavoro venga compiuto.

Quei membri del Partito comunista i quali deplorano la scissione in nome dell’unità del fronte operaio mostrano con ciò stesso di non capire nemmeno l’A.B.C. del Comunismo e d far parte del Partito comunista soltanto per circostanze fortuite.

2. Dopo essersi garantita una completa indipendenza mediante la creazione di una unità ideologica tra i suoi membri il Partito comunista lotta per estendere la sua influenza sulla maggioranza della classe operaia. Questa lotta si può svolgere come maggiore o minore conformità della tattica con lo scopo che ci si propone di raggiungere. È però evidente che la lotta di classe del proletariato non cessa durante questo periodo di preparazione alla rivoluzione.

I conflitti tra la classe operaia ed i padroni, la borghesia e lo Stato, sorgono e si sviluppano senza posa per l’iniziativa dell’una e dell’altra delle parti. In questi conflitti per quanto essi tocchino gli interessi vitali di tutta la classe operaia e della sua maggioranza oppure di una parte di essa, le masse operaie sentono la necessità dell’unità di azione, dell’unità nella difesa contro l’attacco del capitale come dell’unità nell’offensiva contro il capitale stesso. Il partito il quale si opponga meccanicamente a questa aspirazione della classe operaia all’unità di azione sarà irrevocabilmente condannato dalla coscienza degli operai.

Per ciò dunque la questione del fronte unico tanto per la origine quanto per la sua essenza non è tanto una questione di rapporti tra le rappresentanze parlamentari comuniste e socialiste, tra i Comitati centrali di un partito e dell’altro, tra l’«Humanitè» ed il «Populaire». Il problema del fronte unico sorge dalla necessità di assicurare alla classe operaia la possibilità di un fronte unico nella lotta contro il capitale nonostante la divisione fatale del momento presente tra le organizzazioni politiche che hanno l’appoggio di essa.

Per coloro che non comprendono questo principio il partito non è che una associazione di propaganda e non è una organizzazione di azione di massa.

3. Nel caso in cui il Partito comunista non rappresenta ancora che una minoranza numericamente insignificante, la questione del suo atteggiamento al riguardo del fronte della lotta di classe non ha un’importanza decisiva. In queste condizioni le azioni di massa saranno dirette dalle vecchie organizzazioni le quali in virtù delle loro tradizioni ancora forti continuano ad avere importanza decisiva. D’altra parte il problema del fronte unico non si pone nei paesi dove, come ad esempio in Bulgaria, il Partito comunista si presenta come l’unica organizzazione che dirige la lotta delle masse lavoratrici. Ma dove il Partito comunista costituisce una grande ……… politica pur senza avere ancora un’importanza decisiva, dove esso comprende il quarto od il terzo dell’avanguardia proletaria, la questione del fronte unico si pone in tutta la sua acuità.

Se il Partito comunista comprende il terzo o la metà dell’avanguardia del proletariato, vuol dire che l’altra metà o gli altri due terzi fanno parte delle organizzazioni riformiste o centriste. Ma è evidente che quegli operai i quali sostengono ancora i riformisti ed i centristi hanno lo stesso interesse dei comunisti alla difesa di migliori condizioni d’esistenza materiale e di più grandi possibilità di lotta. È dunque necessario applicare la nostra tattica in modo che il Partito comunista il quale l’avvenire di tutta la classe operaia, non si presenti oggi e soprattutto non sia di fatto un ostacolo alla lotta quotidiana del proletariato.

Ma il Partito comunista deve fare di più: esso deve prendere l’iniziativa di assicurare l’unità di questa lotta quotidiana. Soltanto in questo modo esso si avvicinerà agli altri due terzi della classe operaia i quali non marciano ancora con lui ed in lui non hanno ancora fiducia perché non lo capiscono. Soltanto in questo modo esso riuscirà a conquistarli.

4. Se il Partito comunista non avesse effettuata una rottura radicale e decisiva con i socialdemocratici, esso non sarebbe mai diventato il partito della rivoluzione proletaria. Esso non avrebbe potuto fare nemmeno il primo passo serio sulla via della rivoluzione e sarebbe sempre rimasto una valvola di sicurezza parlamentare dello Stato borghese. Non comprendere ciò vuol dire ignorare anche la prima lettera dell’alfabeto comunista. Ma se il Partito comunista non cercasse di trovare le vie organizzative capaci di rendere possibili ad ogni istante delle azioni comuni tra le masse operaie comuniste e non comuniste (socialdemocratiche comprese) esso proverebbe in questo modo di essere incapace di compiere la conquista della maggioranza della classe mediante azioni di massa. Esso degenererebbe in una società di propaganda comunista e non si trasformerebbe mai in partito di conquista del potere.

Non basta avere una spada: bisogna affilarla; non basta affilarla: bisogna sapersene servire.

Non basta aver separato i comunisti dai riformisti ed avere stretto assieme i comunisti con la disciplina dell’organizzazione: è necessario che l’organizzazione impari a dirigere tutte le azioni collettive del proletariato in tutte le circostanze della sua lotta vitale.

E questa è la seconda lettera dell’alfabeto comunista.

5. L’unità di fronte si estende solamente alle masse operaie oppure comprende anche i capi opportunisti?

Questa domanda è il frutto solamente di un malinteso.

Se noi avessimo potuto raccogliere le masse operaie attorno alla nostra bandiera o sulle nostre parole d’ordine trascurando le organizzazioni riformiste sia politiche che economiche, ciò sarebbe stato senza dubbio la cosa migliore. In questo caso la questione del fronte unico non si presenterebbe nella forma attuale.