La conferenza delle Tre Internazionali
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BERLINO, 3.
La Conferenza degli Esecutivi delle Tre Internazionali si è aperta oggi alle 10 sotto la presidenza di Federico Adler, segretario della Unione Internazionale dei partiti socialisti (U.I.P.S.).
Le delegazioni sono composte nel modo seguente:
per la Seconda Internazionale: Vandervelde e Huysmann (Belgio); Mac Donald, Shaw e Gosling (Inghilterra); Wels (Germania); Vliegen (Olanda); Staunig (Danimarca); Moeller (Svezia); Tseretelli (per i social rivoluzionari russi);
per la Internazionale di Vienna: Adler e Otto Bauer (Austria); Faure e Bracke (Francia); Crispien (Germania); Grimm (Svizzera); Czermak (per i social democratici di lingua tedesca in Cecoslovacchia); Martov e Kalenin (per i menscevichi russi);
per la Terza Internazionale: Radek e Bucharin (Russia); Frossard e Rosmer (Francia); Warskj e Stojanovic (Jugoslavia); Smerald (Cecoslovacchia), Seu Katajama (Giappone); Clara Zetkin (Germania). È rappresentato inoltre il Partito socialista italiano, che non appartiene ad alcuna Internazionale, da Serrati e Baratono.
Sono eletti alla presidenza Federico Adler, Paul Faure e Clara Zetkin.
Iniziandosi i lavori, nel suo discorso Federico Adler disse che la Internazionale di Vienna ritiene opportuno il momento per cercar di venire ad una unificazione del proletariato sulla base dei problemi essenziali. Esiste infatti imperiosa la necessità di regolare il più possibile le forze del proletariato. Il capitalismo internazionale si convoca in conferenza a Genova e certamente per salvare sé stesso esso vorrà imporre altri oneri alla classe operaia. Di fronte a questa situazione noi crediamo utile che si trovino le premesse per una azione comune e ci si intenda circa le forme ed i mezzi di questa azione. Quella che separa i diversi partiti del proletariato, in fondo, è una diversa prospettiva storica, una concezione diversa della questione relativa al giorno in cui effettivamente l’Internazionale sarà umanità. Ma tutti quelli che lottano per i fini del proletariato debbono sentire la responsabilità verso il proletariato che in questo momento pesa su di essi.
A nome dell’Internazionale comunista Clara Zetkin ha fatto in seguito questa dichiarazione:
Per la prima volta dopo la riunione dell’Ufficio internazionale di Bruxelles alla quale fece seguito la guerra mondiale e lo sfacelo della Seconda Internazionale, dei rappresentanti di tutti gli strati del movimento operaio internazionale si riuniscono ad uno stesso tavolo.
Noi ci sentiamo il dovere di rilevare in questo momento che la scissione della classe operaia è stata causata dal fatto che alcuni tra gli elementi che la dirigevano hanno concluso una alleanza con gli elementi imperialisti, ciò che ha dato a molte organizzazioni della classe operaia un indirizzo controrivoluzionario. Le scissioni fanno sì che la classe operaia non possa riunirsi per una lotta comune. Questa unione per la lotta contro l’offensiva del capitalismo mondiale non sarà però possibile fino a che non si infrangerà la coalizione dei capi operai coi rappresentanti del capitalismo. Alla fine della guerra sarebbe stato possibile rovesciare il mondo capitalista, ma la irrisolutezza e le illusioni democratiche, che furono alimentate sistematicamente dai partiti riformisti, hanno impedito agli operai di seguire l’esempio della Russia.
Le conseguenze di questa politica si raccolgono oggi, perché il sistema borghese si rivela incapace di assicurare al proletariato quella parte alla vita di cui godeva prima della guerra.
Nel momento presente la situazione è tale che o la classe operaia si unisce per la lotta difensiva contro lo sfruttamento, per venire in aiuto ai compagni della Russia dei Soviet, oppure essa pagherà le spese della pace come ha pagato quelle della guerra. Perciò l’Internazionale comunista lancia la parola d’ordine del fronte proletario ed ha accolto l’invito per una conferenza comune. Per assicurare il successo a questo congresso pan-socialista occorre però l’intervento di tutte le organizzazioni di classe, anche di quelle non aderenti alle Internazionali sindacali di Amsterdam ed a quella di Mosca, e l’Internazionale comunista propone quindi di invitare anche queste organizzazioni, pensando anzitutto ai sindacalisti ed agli anarchici.
La Russia dei Soviet, che ha combattuto da sola i tentativi dei capitalisti dell’Intesa per rendere schiava l’umanità, è oggi vittoriosa, ed è oggetto di imperiosi attacchi «pacifici» da parte del capitalismo mondiale. Si tratta di aiutare coi fatti il primo Stato che è sorto dalla rivoluzione proletaria.
Il proletariato tedesco, dopo la capitolazione della borghesia tedesca davanti all’Intesa, è in una situazione tale che lo fa rassomigliare ad un popolo di schiavi e costringe per riflesso alla riduzione dei salari del proletariato di tutto il mondo. La lotta contro il sistema delle riparazioni è quindi una lotta contro gli interessi della classe operaia anche dei paesi dell’Intesa e dell’America. La classe operaia deve far sentire la sua voce e durante la Conferenza di Genova deve cercare di ottenere che la conferenza discuta i problemi operai; cioè la disoccupazione e la giornata di 8 ore.
L’Internazionale comunista è disposta, senza nascondere quello che la separa dai partiti riformisti o semiriformisti, a partecipare alla lotta comune del proletariato internazionale. Essa sa che ogni giorno di lotta proverà che nessun compromesso coi capitalisti può servire a dare al proletariato la pace ed una vita dignitosa, e che per ottenere questi scopi occorre invece la vittoria completa del proletariato. Essa propone quindi per la conferenza pansocialista il seguente ordine del giorno:
1. difesa contro l’offensiva padronale;
2. lotta contro la reazione;
3. lotta contro nuove guerre imperialiste;
4. aiuti per la ricostruzione della Repubblica soviettista russa;
5. trattato di Versailles e la ricostruzione dei paesi devastati.
A nome della Seconda Internazionale Vandervelde ha fatto quindi una dichiarazione polemizzando contro gli accenni alle spese delle riparazioni contenute nelle dichiarazioni della Terza Internazionale. Riguardo alla necessità di una unione della classe operaia per lottare contro la reazione egli ha detto che occorrono delle garanzie contro eventuali tentativi di scissione della Internazionale di Mosca.
È naturale, egli ha detto, che i problemi della Georgia e della scarcerazione dei social rivoluzionari detenuti in Russia vengano discussi. La conferenza pan socialista dovrebbe anzi procedere ad una inchiesta al riguardo dei social rivoluzionari detenuti in Russia. Se il Governo russo continua nella sua tattica attuale si dovrà lottare per i diritti più elementari degli uomini nel suo territorio.
Ha fatto quindi una dichiarazione a nome della Internazionale di Vienna Paolo Faure ed in ultimo ha preso la parola Carlo Radek polemizzando aspramente con Vandervelde.
Oggi si è tenuta una nuova seduta.
La presidente Clara Zetkin ha dato la parola al delegato inglese Mac Donald il quale a nome della Seconda Internazionale ha chiesto un aggiornamento della seduta per le 3 del pomeriggio perché il discorso di ieri del delegato della Terza Internazionale ha creato alla Seconda Internazionale una situazione nuova, tale che i delegati di essa sono costretti a tenere una seduta separata per deliberare circa l’ulteriore atteggiamento da tenere.
La proposta di Mac Donald è accettata e la seduta è stata sospesa.
Le singole delegazioni si sono poi riunite in seduta particolare verso l’una del pomeriggio.
La Terza Internazionale ha trasmesso ai delegati delle altre due Internazionali una lettera nella quale è detto che essa si è ampiamente intrattenuta sulla situazione creata dopo i discorsi di ieri, per cui ritiene che non possono attendersi risultati concreti dalla conferenza se i dibattiti di essa dovessero continuare a svolgersi nella maniera come si sono svolti ieri.
Nella lettera si domanda se gli Esecutivi sono pronti a continuare i lavori di preparazione del congresso pan socialista sulle basi originarie, che non contenevano alcuna pregiudiziale, oppure quali sarebbero le loro condizioni.
Dato le discussioni delle delegazioni delle altre due Internazionali riunite in seduta di frazione non erano ancora terminate, si è deciso di aggiornare la ripresa della seduta plenaria a domani alle 10.
Le discussioni delle singole delegazioni hanno continuato a svolgersi nella giornata di oggi.
All’ultimo momento si apprende che la speranza di continuare i lavori non è ancora perduta, benché le difficoltà che vi si frappongono siano molto rilevanti.