Partito Comunista Internazionale

La CGdL e il problema sindacale internazionale

Categorie: CGL, PCd'I, Third International, Union Question

Ludovico D’Aragona, quale rappresentante della C.G.d.L., nel periodo di sua permanenza in Russia, nell’Agosto-Settembre dell’anno scorso, firmò in accordo con Losowski, per i sindacati russi, ed insieme ad alcuni rappresentanti di sindacati rivoluzionari di altri paesi, una mozione in cui si stabiliva di far aderire il nostro organismo confederale a una nuova internazionale di sindacati, subordinata e disciplinata alla 3° Internazionale politica, per dare battaglia alla vecchia organizzazione di Amsterdam, asservita ormai completamente agl’interessi del capitalismo dell’Intesa, e per condurre le masse lavoratrici su un aperto terreno di lotta di classe alla conquista violenta del potere politico per la rivoluzione mondiale. La III Internazionale ha poi messo come condizione sine qua non alle Confederazioni nazionali, che vogliono aderire a Mosca, il distacco immediato da Amsterdam, concedendo invece ai gruppi comunisti di minoranza di rimanere nelle organizzazioni nazionali, aderenti ad Amsterdam, pur dovendo continuare a far parte e a eseguire i deliberati e i principi dell’Internazionale rossa sorta in contrapposto alla gialla. Così, ad esempio, i gruppi comunisti di minoranza che si trovano in seno ai sindacati tedeschi, diretti dai socialdemocratici e affiliati toto corde a Amsterdam, possono, anzi debbono restare in essi per fare opera di penetrazione comunista in mezzo alle masse operaie che ancora non hanno saputo scuotere il gioco dei socialtraditori.

In Italia, col congresso di Livorno, cioè con le scissioni del Partito socialista e la costituzione del Partito comunista d’Italia, sezione della III Internazionale, viene a crearsi una strana situazione per ciò che concerne i rapporti internazionali del nostro massimo organismo sindacale. La C.G.d.L., che è ancora legata per un patto di alleanza al Partito socialista, espulso dopo il congresso di Livorno dalla Internazionale di Mosca, si trova per una forte maggioranza nelle mani dei riformisti e come assolutamente renitente ad annullare il suddetto patto. È pacifico però che così anche la C.G.d.L. verrà a trovarsi esclusa dall’Internazionale dei Sindacati rossi.

L’on. Bianchi, come del resto già da tempo Baldesi e D’Aragona, della Segreteria confederale, ha emesso nell’ultimo numero di Battaglie Sindacali il suo giudizio in proposito e, poiché comprende che la C.G.d.L. non sarà ammessa a far parte dell’organismo comunista di Mosca, che aderendo e disciplinandosi al Partito comunista d’Italia, si domanda se per non trovarsi fuori da ambedue le internazionali, non convenga, prima di prendere una deliberazione su questo problema, attendere il responso del primo congresso dei Sindacati rossi, che sarà tenuto a Mosca il primo di Maggio prossimo venturo. Ciò dimostra, a nostro modesto parere, come i dirigenti della C.G.d.L. siano propensi a restare in grembo ad Amsterdam, cioè alle dirette dipendenze della Lega delle Nazioni e quindi a fianco del maggior nemico della Russia dei Soviets, e come inoltre si tenti, col non prendere una posizione netta, turlupinare le masse e conservare le cariche.

Il Partito socialista non ha ancora preso nessuna decisione in merito, ma forse non esiterà, specialmente per opera degli unitari, a perpetuare l’equivoco di Livorno, col far credere che la III Internazionale verrà indotta a più miti consigli se i nostri organismi politici e sindacali non la molleranno e proporrà, senz’altro, l’adesione della C.G.d.L. ai sindacati rossi di Mosca, sapendo tuttavia fino da ora che questa non vi potrà essere ammessa finché sarà aderente al vecchio partito. In tal modo tutti gli organizzati d’Italia saranno, per opera dei loro dirigenti, divisi dai lavoratori russi e magari messi contro di loro.

Questi i maggiori pericoli cui vanno incontro gli operai italiani. Il Partito comunista ha il dovere imprescindibile di smascherare il brutto tiro che si sta per giocare alle nostre masse. Tutti gli organizzatori comunisti e tutti i gruppi comunisti delle fabbriche, delle aziende e dei sindacati non si stanchino mai, in questi pochi giorni che ci separano ancora dal congresso confederale, di far comprendere ai lavoratori quale rovina sarebbe per il movimento rivoluzionario l’essere espulsi dall’internazionale dei Sindacati rossi; illustrino l’o.d.g. dei compagni di Torino che fu pubblicato nel passato numero de L’Azione Comunista e che sarà senza dubbio sostenuto dal Partito comunista al congresso di Livorno, ricordandogli anche di chiarificare l’eventuale equivoco degli unitari. Persuadano inoltre gli operai che la salvezza loro è riposta nel far aderire la C.G.d.L. al Partito comunista e quindi all’internazionale rossa dei Sindacati di Mosca, per cooperare, nell’ambito di una ferrea disciplina nazionale ed internazionale, al trionfo della rivoluzione proletaria.

W l’Internazionale dei Sindacati rossi!

W la III Internazionale!

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