Partito Comunista Internazionale

Seguendo il Congresso della FIOM

Categorie: PCd'I, Union Question

Il fronte unico sindacale

La più ampia ed esauriente discussione sull’appello, ormai famoso, lanciato dal Comitato Sindacale Comunista alle massime Organizzazioni operaie ed alle masse proletarie di tutta Italia si è avuta al Congresso straordinario metallurgico. Punto maggiormente controverso: la possibilità pratica dell’attuazione di un fronte unico sindacale.

L’On. Buozzi, il più forte mandarino confederale, per le simpatie che gode e, soprattutto, per la seria e profonda preparazione tecnica, ha sostenuta l’impossibilità di raggiungere il fascio di tutte le forze operaie organizzate pel … personalismo dei capi; ha però egli stesso ammesso che nel momento dell’azione il fronte unico si realizza automaticamente, tra le masse, al di fuori degli aggruppamenti sindacali ufficiali e delle stesse tendenze politiche.

L’On. Repossi di rincalzo ha sostenuto che gli organizzati, a qualsiasi organismo nazionale faccian capo, debbono stendersi la mano, riunirsi in un solo fraterno fascio di forze da contrapporre all’offensiva capitalistica e reazionaria, anche sacrificando al superiore interesse del proletariato, quei capi che per libidine di potere si opponessero al fronte unico. Conclusione quasi unanime: Nuova forza e maggior possibilità di vittoria nelle sue battaglie verrebbe al proletariato se unisse in un solo organismo di difesa e di offesa tutte le sue energie.

Contro questa unione stanno le ambizioni, le suscettibilità di alcuni dirigenti: Tocca al proletariato imporsi ad essi, superare le idolatrie nutrite ancora per determinati uomini, vincere quest’altra catena ch’è l’impaccia nel suo cammino di redenzione e addivenire a quell’unità che come è affermato, anche nelle tesi dell’Internazionale Sindacale Rossa, è il presupposto necessario ed indispensabile per la vittoria!

Confed. Generale del Lavoro ed Unione Sindacale

L’O. Buozzi faceva poi rilevare che l’Unione Sindacale – della forza numerica della quale non si è mai riusciti a saper nulla – come mai se ne è visti i bilanci, accamperebbe certamente, soprattutto dato il carattere e l’atteggiamento di Armando Borghi, pretese superiori alla sua forza effettiva – già in altri momenti, l’auspicata fusione colla Confederazione del Lavoro era fallita per le strane pretese assurde dei dirigenti l’Unione Sindacale –.

Repossi brillantemente spiegava allora l’opera intensa e fraterna che va svolgendo il Comitato Sindacale Comunista affiancato dall’Internazionale Rossa dei Sindacati, per farsi mediatore dell’unione e per superare ogni ostacolo che si oppone alla realizzazione della prima delle aspirazioni del proletariato d’Italia: il fronte unico. Al Congresso dei Sindacati Rossi di Mosca un passo notevole è stato fatto in questo senso e possiamo sperare ormai vicina la fusione delle due Centrali Sindacali in una sola. Intanto i gregari dell’una e dell’altra organizzazione premano colle loro volontà unite sui dirigenti perché il fronte unico sia presto una realtà ed intanto comportiamoci tutti, proletari tutti d’Italia, in modo che, nel campo dell’azione, l’unità venga raggiunta ogni qualvolta l’offensiva padronale s’inasprisce e la lotta divampa. Al di sopra e contro le divisioni dei «capi» realizziamo noi, operai d’Italia, un esercito solo, compatto, disciplinato, terribile da contrapporre alle prepotenze di padroni, di guardie bianche, di governo!

Nel Sindacato Ferrovieri

Notevole il commento del socialista Buozzi al contegno dei socialisti, suoi compagni di partito e di fede, nel Sindacato Ferrovieri.

Deploro, ha detto Buozzi, e con me debbono deplorarlo quanti han fede socialista il contegno anti-proletario ed anti-socialista dei miei compagni nel Sindacato Ferrovieri che anteposero la soddisfazione di contraddire i comunisti, all’interesse del proletariato ed agli impegni che legano il Partito socialista alla Confederazione del Lavoro. Il Congresso unanime, senza distinzione di tendenze applaudiva alle dichiarazioni sincere di Buozzi. Aggiungevano gli oratori socialisti che i ferrovieri anche nell’ultimo Congresso si erano dimostrati soprattutto corporativisti per cui una loro adesione ad un movimento d’assieme di tutto il proletariato era molto problematica.

Noi comunisti dicemmo al Congresso e ripetiamo oggi che abbiamo troppa fede nella coscienza, tante volte manifestata, del proletariato ferroviario per dubitare che risponda presente nell’ora della lotta. Rilevammo però allora, come rileviamo oggi che se qualche dubbio rimane sull’appoggio dei ferrovieri nella formazione del fronte unico si deve anche qui ai capi che ci tengono a tener isolato il Sindacato per non sminuire il loro potere; aiutati da pseudo-socialisti ignoranti perfino dell’abc e dei doveri che il loro stesso partito l’impone.

Io