Partito Comunista Internazionale

Fronte unico sindacale e fronte unico politico

Categorie: Opportunism, PCd'I, Union Question

I partiti politici del proletariato sono le avanguardie disciplinate della grande massa degli operai e dei contadini. In Italia tra socialisti (dato e non concesso che anche il P.S.I. sia partito rivoluzionario e d’avanguardia), comunisti e libertari delle varie gradazioni si avranno circa trecentomila iscritti, troppo pochi di fronte alla grande massa dei lavoratori e anche se fosse possibile costituire un blocco unico, avremmo un esercito di battaglia troppo limitato di fronte alle necessità ed alle esigenze della critica ora che attraversiamo.

Invece se, come già da mesi sostengono i comunisti, si riuscirà a ottenere l’unione di tutti gli organismi sindacali sul terreno della lotta di classe (Confederazione Generale del Lavoro, Unione Sindacale e Sindacato ferrovieri) in una unica centrale sindacale nazionale si avrà un blocco di circa tre milioni di organizzati che sarà una formidabile armata operaia che potrà resistere ed anche passare alla controffensiva contro la reazione di industriali e di guardie bianche. Potranno poi i Partiti, battaglioni d’assalto più ferreamente disciplinati e organizzati, costituire le truppe d’avanguardia ed i fiancheggiatori di questa grande Armata rossa che sola potrà salvare il proletariato, respinto continuamente di trincea in trincea, nelle posizioni dei peggiori periodi di schiavitù e di servaggio economico, morale e politico.

Contro però questo fronte unico, il solo possibile e realizzabile, lottano due formidabili avversari: l’ambizione e l’interesse anche pecuniario dei capi dei singoli organismi operai da una parte; la diffidenza di elementi battaglieri che del contegno nauseante dei sommi mandarini confederali hanno tratto un’invincibile diffidenza verso la Confederazione e si ribellano ad entrarvi, temendone l’influenza depressiva, dall’altra.

Sopra gli egoismi dei capi deve prevalere l’interesse di tutto il proletariato, pel quale le masse debbono piegare i dirigenti alle necessità del fronte unico, del blocco di tutte le forze operaie e contadine, senza il quale avremmo l’inevitabile sfacelo e disgregamento di tutti gli organismi nostri di difesa e d’offesa. A quei compagni poi che si trovassero in quella crisi di coscienza alla quale accennavamo e temono, entrando nella Confederazione, di indebolire lo slancio combattivo delle masse raccolte negli altri organismi, dobbiamo ricordare che solo l’inquadramento completo di tutti i proletari può permettere la lotta in questo periodo prerivoluzionario, nel quale la borghesia con tutte le armi legali ed illegali tenta di stroncare ogni nostro movimento. Bisogna poi ricordar loro che solo la viva propaganda interna tra le masse, che le illumini, può permetterci e certo ci permetterà di togliere alla dirigenza del massimo organismo operaio quegli individui che a furia di mantenersi in contatto e di collaborare colla borghesia, sono diventati dei piccoli borghesi antirivoluzionari.

Operai e contadini tutti in linea su un unico fronte.