Partito Comunista Internazionale

Sacco e Vanzetti

Categorie: Opportunism, USA

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Ricordiamo il messaggio inviato da questi due eroici martiri del proletariato rivoluzionario il 1° gennaio 1927:

«Noi abbiamo la convinzione che quelli che ci vogliono assassinare sono decisi a carbonizzarci nel corso di quest’anno 1927 ed è molto probabile che essi vi riusciranno. Il nostro desiderio è che l’anno nuovo ci porti o la libertà o la morte, ma in attesa noi siamo pronti a portare la nostra croce fino all’ultimo.

La Morte! ebbene, essa può distruggerci tutti e due, ma non l’Idea, non la Causa, non la nostra fede e la vostra fede. Essa non può arrestare il corso della storia, né cambiare le vie del destino.

Soldati della libertà, voi appartenete alla legione immortale. L’ora presente è quella della passione e della disfatta. Ma voi che resistete a sopravvivete alla persecuzione bestiale, all’esilio, alla fame, alle catene, alla disperazione, voi dimostrerete che la nostra legione può essere vinta ma essa resta immortale.

Compagni, cavalieri della pena e delle lacrime degli uomini, voi che sfidate i potenti ed il terrore delle forze dell’ombra e della tirannia, noi vi salutiamo. E noi vi gridiamo il nostro saluto a piena gola, con una voce possente e con un cuore felice, anche quando ci trascineranno sulla sedia elettrica».

Sacco e Vanzetti hanno mantenuto la parola. Nella lenta tortura che ha preceduto l’assassinio essi non hanno perduto un istante la ferme fede nella causa per cui venivano condannati. Anche negli ultimi istante della loro vita essi hanno detto al boia la parola della loro fede.

Interno ai nomi di questi due compagni anarchici il proletariato mondiale e soprattutto quello europeo sono insorti in manifestazioni poderosissime. Oggi questi due martiri sono già dimenticati da parte di quei liberaloidi o socialisti che l’anno scorso aderivano a queste manifestazioni per non perdere il controllo delle masse che essi influenzavano. Il proletariato ha perduto una battaglia dopo avere validamente combattuto· Ma il migliore omaggio a questi intrepidi combattenti rivoluzionari lo hanno dato i proletari con la loro battaglia. Sacco e Vanzetti avrebbero rifiutato di essere salvati dai capitalisti in veste liberale o socialdemocratica, essi fino all’ultimo momento hanno rivendicato le loro idee anarchiche. Al proletariato spettava di combattere per salvarli. Il fatto che la battaglia si sia conclusa con la sconfitta può essere attribuito solamente al disarmo del movimento sviluppatosi in America ove i dirigenti trade-unionisti decidevano di restare neutrali e non davano l’ordine dello sciopero generale.