Partito Comunista Internazionale

Gl’ Industriali del legno all’offensiva. La denuncia del Contratto di Lavoro

Categorie: PCd'I, Union Question

Questo articolo è stato pubblicato in:

Da Bologna

L’associazione industriali del Regno, rappresentato dall’arricchito di guerra Ferruccio Stagni, ha portato a fine il proprio progetto reazionario, denunciando il contratto di lavoro, e motivando tale provvedimento on la gravissima crisi nell’industria del legno. Una vera esagerazione se si pensa che attualmente i disoccupati sono tali e quali, per numero e categoria come nella primavera del 1920; il che dimostra della infondatezza delle ragioni che hanno portato e rivela la intesa fra i grandi industriali che in questi giorni e ovunque con un’unica parola d’ordine, hanno iniziato l’offensiva generale. Non vorranno pretendere gli industriali di Bologna, diminuendo le paghe agli operai, di riuscire a fare concorrenza agli stabilimenti della Lombardia, perché ci sarebbe da ridere confrontando quelli ai nostri. Intanto, per ben coprirsi da eventuali agitazioni da parte degli operai, l’ineffabile pescecane, presidente dell’associazione, Sig. Stagni, ha in queste settimane già licenziato il già ridottissimo personale (6 in tutto!). Di modo che, se la lotta vi sarà, egli potrà tranquillamente fare la voce grossa e resistere da gran signore, mentre. Come al solito, la peggio toccherà ai piccoli industriali del legno. È risaputo del dissidio profondo che esiste fra i grossi e i piccoli industriali e la prova migliore la si è avuta proprio il giorno in cui dovendosi discutere della denuncia del contratto di lavoro, gli industriali del legno, convocati in adunanza, si sono trovati in numero di 8 su 150 e più iscritti, a deliberare di un provvedimento di tanta importanza.

Davanti ad una imposizione padronale, i lavoratori del legno si sono riuniti in una imponentissima assemblea il giorno 12 marzo 1922. Il Segretario fece un’ampia relazione, prospettando la situazione attuale e confutando con solide argomentazioni la lettera degli industriali, cui questi hanno affidato il compito di accreditare le loro ragioni.

Quindi, per la C.E. della Camera Confederale del Lavoro, portò la parola di solidarietà nella lotta che si sta iniziando e dichiarò che la C.C.d.L. sarà a fianco dei lavoratori in legno.

L’On.le Guidi, portando il saluto dei comunisti, si disse orgoglioso di appoggiare una simile causa, che è la causa di tutti gli sfruttati, e terminò invitando i lavoratori del legno a stringersi attorno al loro baluardo di difesa, che è l’organizzazione.

Furono applauditissimi. Inoltre parlarono altri in difesa del patto del lavoro. Il Segretario, a nome del C.D. presentò il seguente ordine del giorno che venne approvato all’unanimità: “I lavoratori in legno di Bologna, convocati in assemblea generale straordinaria, il giorno 12 marzo 1922, sentita la relazione esposta dal segretario sulle comunicazioni riguardanti la disdetta del contratto di lavoro in vigore da parte degli industriali, mentre constata che al sempre crescendo costo della vita, le attuali sanzioni sancite nel concordato sono insufficienti, tanto da essere in questo momento la parte operaia a dover chiedere, a ragione, una maggiore compensazione per fronteggiare le necessità più impellenti, protestano contro l’assurda pretesa degli industriali la cui denuncia del contratto di lavoro, prelude l’affamamento dei lavoratori, e poiché non tenendo conto l’attuale sacrificio che fanno già i lavoratori in legno, a tener fede al vecchio concordato, gli industriali vogliono imporre condizioni impossibili e disastrose; deliberano di confermare l’attuale concordato, dando mandato al comitato di preparare una seria agitazione, non escludendo ALCUN MEZZO per il mantenimento delle nostre conquiste.