Partito Comunista Internazionale

Le mozioni approvate dall’esecutivo

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Dichiarazioni delle delegazioni italiane, francese e spagnola

Ecco nel loro testo integrale le mozioni che sono state approvate e quelle presentate alla recente riunione del Comitato Esecutivo Allargato dell’Internazionale Comunista.

Sul fronte unico

Il Praesidium aveva presentato sul fronte unico la seguente mozione:

«L’Esecutivo allargato conferma le tesi approvate in dicembre sul fronte unico ed incarica il praesidium in collaborazione con le Sezioni più importanti di affrettare i primi atti pratici che devono essere immediatamente iniziati nei vari paesi per l’applicazione della tattica stabilita, la quale dovrà evidentemente essere adattata alle condizioni dei singoli paesi».

In seguito alle deliberazioni prese dalla Commissione, la mozione sul fronte unico è stata ritoccata dal compagno Trotzki. Ecco il testo definitivo di essa:

«Dopo la discussione che eliminato i malintesi e che ha provato come la tattica proposta dall’Esecutivo non significhi in nessun modo indebolimento dell’opposizione al riformismo, ma continuazione e sviluppo della tattica seguita dal III Congresso e dalle singole Sezioni nazionali, l’Esecutivo Allargato conferma le tesi approvate in dicembre sul fronte unico. Incarica il praesidium di fissare, in collaborazioni con le delegazioni delle Sezioni più importanti, le misure pratiche immediate che dovranno essere prese subito nei rispettivi paesi per l’attuazione della tattica stabilita la quale, è superfluo rilevarlo, dovrà essere adattata alla situazione dei singoli paesi».

A questo testo definitivo dell’Esecutivo, le Sezioni francese, italiana e spagnola, hanno opposto la seguente mozione:

«Il Comitato Esecutivo Allargato dichiara che le tesi del Terzo Congresso relative all’appello alle masse e all’unione di tutti i lavoratori per un’azione di classe a favore delle rivendicazioni immediate del proletariato, devono essere applicate scrupolosamente da tutte le Sezioni dell’Internazionale Comunista, approfittando della tendenza ad unificarsi nella lotta che si manifesta fra gli operai. Proclama però che quest’azione necessaria deve essere condotta all’infuori di ogni riavvicinamento formale con i partiti politici, incapaci di soddisfare efficacemente anche le più urgenti esigenze della classe lavoratrice».

La Conferenza delle tre internazionali

Per quanto riguarda la Conferenza cui l’Internazionale di Vienna ha preso l’iniziativa, convocando insieme alla II Internazionale, la Internazionale Comunista e le Centrali sindacali, l’Esecutivo presentò la mozione seguente:

«L’Esecutivo Allargato dell’Internazionale Comunista informato delle proposte dell’Unione viennese dei partiti socialisti, si pronuncia per la partecipazione dei Partiti dell’Internazionale Comunista alla Conferenza progettata.

L’Esecutivo Allargato dell’Internazionale Comunista propone, da parte sua, di fare partecipare alla Conferenza anche tutte le Confederazioni e le Associazioni sindacali nazionali e internazionali: l’Internazionale Sindacale Rossa, l’Internazionale Sindacale di Amsterdam, la C.G.T. unitaria francese, l’Unione Sindacale italiana, la Federazione del lavoro d’America e altre Associazioni sindacali autonome.

L’Internazionale Comunista crede inoltre necessario d’invitare alla Conferenza le principali organizzazioni sindacaliste, anarchiche, la I.W.W., i Shop Stewards, i Consigli di fabbrica, ecc. La Conferenza internazionale deve così divenire una rappresentanza effettiva e universale di tutte le Organizzazioni operaie del mondo. La Conferenza mondiale delle Organizzazioni operaie deve porsi un solo grande compito: l’organizzazione della lotta difensiva della classe operaia contro il capitalismo internazionale. I capitalisti di tutti i paesi sono passati ad un’offensiva sistematica contro la classe operaia. Ovunque i salari sono ridotti, l’orario di lavoro prolungato, la miseria dei disoccupati cresce, le tasse e il caro-vita aumentano.

L’imperialismo mondiale approfitta delle scissioni che esistono nella classe operaia e tenta di versare sulle spalle dei lavoratori il peso delle conseguenze finanziarie ed economiche della carneficina mondiale.

La politica imperialista continuata nel dopo-guerra e che trova la sua espressione più tipica nel trattato di Versailles, ha diviso il mondo in nuovi campi rivali; essa conduce a nuovi tentativi di alleanze imperialiste che fatalmente genereranno nuove guerre. Washington e Genova sono due tappe di questa nuova spedizione di saccheggi dell’imperialismo mondiale; sono officine in cui si preparano le guerre future.

Gli stessi capi dell’Unione internazionale degli operai dei trasporti (aderente ad Amsterdam) e recentemente anche l’Internazionale metallurgica (anche essa aderente ad Amsterdam) hanno denunciato al proletariato l’imminenza di questo pericolo. Di fronte ad una tale situazione è necessario che tutti gli operai serrino le file senza indugio, per la difesa dei loro interessi più elementari e primordiali. Chiunque in queste circostanze si oppone alla formazione del fronte unico di tutti gli operai, dimostra con ciò solo di essere favorevole al fronte unico degli operai con la borghesia.

L’Internazionale Comunista propone che nella prossima Conferenza non siano discusse che le questioni, le quali si riferiscono all’azione pratica immediata delle masse operaie. L’ordine del giorno della Conferenza non può avere che un obiettivo: quello di raggiungere l’unità nella azione delle masse operaie; quale può essere immediatamente realizzata, nonostante le divergenze essenziali esistenti di ordine politico. Gli operai che si rendono perfettamente conto dei motivi profondi di queste divergenze, esigono tuttavia nella grande maggioranza della classe operaia l’unità d’azione per la difesa degli interessi urgenti e vitali del proletariato. Questa volontà imperiosa che scaturisce dalle profondità delle masse operaie concorda completamente con l’atteggiamento dell’Internazionale Comunista.

L’Internazionale Comunista mantiene immutata la sua concezione fondamentale sui compiti della classe lavoratrice nel periodo rivoluzionario attuale. Essa afferma che solo la dittatura del proletariato e il sistema soviettista possono salvare il mondo dall’anarchia capitalistica. Ma l’Internazionale Comunista sa ugualmente che la via che conduce alla battaglia finale passa attraverso la lotta delle masse operaie, unite contro gli attacchi della classe capitalistica; ed è perciò che è pronta a partecipare ad una conferenza internazionale che intenda porsi al servizio di una azione proletaria unitaria.

L’Internazionale Comunista accetta l’ordine del giorno della Conferenza proposto dall’Internazionale di Vienna: lotta difensiva contro l’offensiva capitalista e lotta contro la reazione e propone di completarlo coi punti seguenti:

1. – Preparazione della lotta contro le nuove guerre imperialiste (vedere le mozioni approvate dalle Associazioni sindacali affiliate ad Amsterdam).

2. – Azione di soccorso per la riorganizzazione della vita economica della Repubblica dei Soviety (vedi il manifesto dell’Internazionale di Amsterdam, specialmente quello relativo ai soccorsi agli affamati).

3. – Ricostruzione delle regioni devastate e Trattato imperialista di Versailles.

L’Esecutivo Allargato è d’avviso che di fronte alla Conferenza mondiale è necessario che la Conferenza internazionale delle organizzazioni operaie si riunisca contemporaneamente alla Conferenza di Genova, com’è già stato suggerito, su proposta di Stauning, dal Partito socialista danese appartenente alla II Internazionale.

Lo sviluppo degli avvenimenti assicura la vittoria alle idee comuniste nel seno del proletariato mondiale. Più rapida sarà l’unione delle grandi masse della classe operaia per la difesa di suoi interessi più elementari, più vicina sarà la vittoria del Comunismo».

A questa mozione le delegazioni francese, italiana e spagnola hanno opposto la seguente dichiarazione:

«Il Comitato Esecutivo Allargato informato dell’invito rivolto dall’Internazionale di Vienna all’Internazionale Comunista per partecipare ad una Conferenza comune coi capi della II Internazionale, dell’Internazionale due e mezzo e dell’Internazionale Sindacale di Amsterdam, delibera di non accettare tale invito».

La mozione dell’Esecutivo ha raccolto 46 voti, quella della minoranza 10.

Per la disciplina

Subito dopo il voto, a nome delle tre delegazioni italiana, francese e spagnola il compagno Marcel Cachin ha letto la seguente dichiarazione:

«Compagni, abbiamo eseguito un mandato di cui siamo stati incaricati. Abbiamo detto le nostre ragioni e difeso sino al voto le nostre risoluzioni. A noi sembra che i riformisti di tutti i paesi si allontanino ogni giorno di più dalla classe operaia; che essi svolgano una politica contraria alla difesa quotidiana del proletariato. Siamo persuasi che in ogni circostanza saranno gli avversari e i sabotatori del vero fronte unico delle masse lavoratrici.

L’Esecutivo è d’accordo con noi a questo riguardo, anche se non ha interamente accettato il nostro punto di vista.

Ci inchiniamo davanti alla maggioranza che ha accettato la tattica proposta dall’Esecutivo e vi chiediamo di considerare con grande attenzione il significato del voto. Tre paesi si sono trovati d’accordo su riserve comuni. Constatiamo d’altra parte con soddisfazione che con reiterate dichiarazioni l’Esecutivo Allargato si è impegnato a tenere grandemente conto di questa situazione per l’attuazione pratica delle sue decisioni. Quanto a noi, compagni, potete essere sicuri che in questa occasione, come in tutte le altre, rimaniamo disciplinati e fedeli alle risoluzioni della III Internazionale. I dibattiti che terminano oggi hanno mostrato che essa rimane più che mai all’avanguardia del proletariato rivoluzionario mondiale».