Gli effettivi dell’Internazionale Sindacale Rossa
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Per conoscere e valutare esattamente la potenza di un’organizzazione, e soprattutto di una organizzazione internazionale, È necessario studiare le condizioni nelle quali essa agisce; e cioè: il grado di sviluppo della società in cui vive, le qualità della lotta che sostiene, gli elementi che la compongono, gli scopi e di compiti che si propone, ecc. Solo un attento e profondo esame può mettere nella sua vera luce una data organizzazione e l’attività che essa svolge.
Di questo procedimento elementare di esame e di valutazione difettano sovente gli scritti che pretendono di esporre la situazione in cui si trovano reciprocamente le Internazionali Sindacali di Amsterdam e di Mosca. Gli uomini di Amsterdam, ad esempio, si accontentano di questo ragionamento semplicista: «Noi possediamo 23 milioni e mezzo di aderenti, ed abbiamo il diritto di parlare in loro nome»; ed all’Internazionale dei Sindacati Rossi non vogliono riconoscere il titolo di organizzazione internazionale, perché, alloro giudizio, essa comprende solamente gli operai russi e pochi altri gruppi insignificanti di aderenti.
Vanoni non ci lasciamo persuadere da questi calcoli aritmetici. L’aritmetica indubbiamente una grande importanza, ma in questo caso le sue conclusioni non hanno valore se non sono accompagnate dall’esame di tutte le caratteristiche del movimento sindacale attuale, del rapporto in cui si trovano le forze contrastanti, E dei fenomeni che accompagnano lo svolgimento delle odierne lotte.
Anzitutto, l’Internazionale di Amsterdam possiede veramente circa 24 milioni di aderenti? Noi abbiamo l’audacia di dichiarare che questa affermazione è soltanto il prodotto di un miraggio statistico. Esaminiamo le cifre pubblicate dalla stessa Internazionale di Amsterdam. (Vedere N. 5 dell’organo ufficiale della Federazione Internazionale Sindacale: «Il movimento internazionale operaio»).
Essa comprende, secondo questi dati, 8 milioni di organizzati tedeschi; ma una grande parte di questi 8 milioni si dichiara attualmente contro la Centrale Sindacale Tedesca, per cui l’Internazionale di Amsterdam ma non può seriamente affermare di poter parlare in nome di 8 milioni di operai tedeschi. In Francia, l’Internazionale di Amsterdam dichiara di contare 1 milione e mezzo di aderenti; ma i dirigenti di Amsterdam, sai quali si trova Jouhaux, non possono ignorare che il numero complessivo degli organizzati francesi è disceso attualmente a 600.000 dei quali almeno la metà si schiera colla tendenza rivoluzionaria; le statistiche di Amsterdam commettono dunque un piccolo errore di calcolo attribuendosi 1.200.000 aderenti in più dei loro effettivi reali.
Secondo le medesime statistiche, l’internazionale di Amsterdam conte in Inghilterra 6 milioni e 600.000 aderenti; ma noi sappiamo che circa il 20 per cento degli operai inglesi organizzati economicamente seguono le direttive rivoluzionarie.
Tutto Il movimento della Polonia appare anche attraverso queste statistiche, aderente all’Internazionale di Amsterdam; ma nessuno ignora che circa una metà degli operai polacchi seguono le direttive comuniste; lo stesso dicasi dei 740.000 operai organizzati della Cecoslovacchia, in maggioranza diretti dai comunisti.
L’Internazionale di Amsterdam assicura di avere nell’Argentina 749.000 aderenti mentre nell’America del Sud non esiste un numero di operai organizzati che corrisponda questa cifra è una delle due organizzazioni sindacali dell’Argentina aderisce all’Internazionale Rossa dei Sindacati.
L’aritmetica degli uomini di Amsterdam non tiene dunque conto del fatto che in ogni paese del mondo esiste ormai fra i lavoratori organizzati economicamente una minoranza ideologicamente separata da Amsterdam, per cui questa cifra di 24 milioni di aderenti deve essere diminuita di almeno un terzo. E ciò non basta a dare un’idea precisa della situazione in cui si trovano rispettivamente l’Internazionale di Amsterdam e quella dei Sindacati Rossi.
Oggi i principi rivoluzionari penetrano gradatamente e continuamente nei sindacati; la tattica ed i metodi riformisti sono man mano sostituiti da una teoria e da una pratica nuova. Quali cause determinano questo interno orientamento verso sinistra del movimento operaio in tutti paesi e costringono la classe operaia a cercare delle nuove forme e di nuovi metodi di lotta? La situazione generale, il rapporto esistente tra le forze in contrasto, la grande esperienza vissuta, le conseguenze della guerra, le contraddizioni economiche e politiche proprie del mondo capitalista contemporaneo determinano questo nuovo orientamento delle masse. Quanto più queste contraddizioni si approfondiscono e la situazione diventa disperata, tanto più rapidamente le masse si rivolgono verso sinistra, poiché esse non scorgono alcuna possibile salvezza nella via loro indicato dagli uomini di Amsterdam.
L’offensiva del capitale a una parte importante dell’impulso dato a quest’evoluzione degli operai organizzati, essa elimina le ultime illusioni riformiste, costringe gli operai a costituire un fronte unico, ad adottare una tattica unica, ed una linea di condotta comune; essa stringe le file della classe operaia costringendo le masse a difendersi in un modo organizzato; e questa difesa organizzata, con lo esageratosi della lotta, si trasforma ineluttabilmente in una offensiva organizzata. Indipendentemente dalla nostra propaganda la tendenza rivoluzionaria si sviluppa ininterrottamente fra le masse, per effetto delle condizioni e dei fenomeni sociali che caratterizzano il momento attuale; i capitalisti, passati all’offensiva, sono oggi i nostri migliori propagandisti, inconsapevolmente essi contribuiscono ad accrescere ogni giorno i nostri effettivi, che ora tenteremo di passare in rassegna.
Attualmente vi sono in Russia 21 federazione industria comprendenti 6.857 mila operai, dei quali 1.077.000 ferrovieri ed operai dei trasporti; 882.000 impiegati ed operai dei servizi pubblici centrali e locali; 562.000 metallurgici; 373.000 operai tessili; 319.054 lavoratori dell’alimentazione e del tabacco; 303.418 minatori; 299.504 edili; 235.025 lavoratori del cuoio; 194.897 operai delle industrie chimiche; 154.469 lavoratori dell’abbigliamento; 81.694 lavoratori del libro; 183.411 lavoratori del legno; 540.054 insegnanti ed artisti; 206.018 lavoratori della terra; 189.854 postelegrafonici; 179.393 operai ed impiegati municipali; 27.158 lavoratori della carta; 482.396 lavoratori dei servizi di sanità.
Queste Federazioni l’industria posseggono 1307 sezioni provinciali e 6005 sottosezione di distretto. Complessivamente nella Russia e nell’Ucraina esistono 75 Consigli intersindacali di provincia, 557 uffici intersindacale di distretto e 427 segretariati.
I sindacati operai della Georgia, dell’Azerbaijan, dell’Armenia, dell’Abkasia, di Daghes e della Repubblica Montagnarda, strettamente collegati coi sindacati russi, comprendono 300.000 aderenti.
Repubblica dell’Estremo Oriente
Nella Repubblica dell’Estremo Oriente 120.000 operai organizzati seguono le direttive dei Sindacati Rossi.
Germania
Per iniziativa dei partigiani dell’Internazionale Rosa dei Sindacati, nell’agosto 1921, si radunò a Jena una conferenza sindacale alla quale sono invitati rappresentanti delle «Unioni operaie» e che si propose di unificare il movimento sindacale rivoluzionario tedesco ancora diviso fra queste diverse Unioni. Il 4 settembre ebbe luogo ad Halle un Congresso Unitario al quale parteciparono tre unioni: la Unione libera di Gelsenkirchen, comprendente circa 120.000 aderenti; l’Unione libera degli operai agricoli, comprendente 24.500 aderenti; l’Unione libera dei lavoratori intellettuali e manuali, comprendente 6231 aderenti. Esse si fusero in un’unica «Unione dei lavoratori intellettuali e manuali di Germania», aderente alla Internazionale Rossa dei Sindacati.
La nostra azione rivoluzionaria nei sindacati si svolge specialmente nelle organizzazioni aderenti alla Centrale Sindacale Tedesca: attualmente circa un terzo degli operai si oppongono alla burocrazia sindacale di questa Centrale e sono organizzati in Sindacati liberi.
I comunisti questa una forza sempre maggiore nella federazione dei metallurgici ottenendo in molte organizzazioni locali metallurgiche la maggioranza sugli indipendenti e sui socialdemocratici, e nella federazione dei lavoratori municipali dove, nelle ultime elezioni dell’organo centrale, ottennero una maggioranza schiacciante, tanto che il segretario, il quale da molti anni dirigeva la Federazione, costretto a ritirarsi.
Un grave conflitto si determinò in questi ultimi tempi fra i Consigli di fabbrica e la Centrale dei Sindacati.
I Consigli di fabbrica avevano chiesto la convocazione del Congresso Nazionale dei Consigli, con lo scopo di formulare un piano d’azione capace di realizzare le rivendicazioni proposte della stessa Centrale Sindacale, di fronte al problema delle riparazioni ed agli altri più gravi ed urgenti problemi che attualmente interessano la classe operaia tedesca. Ma la Centrale Sindacale e la Federazione Generale degli impiegati si opposero ostinatamente a questa convocazione, provocando un grave e generale malcontento fra le masse.
Si può affermare con sicurezza che il proletariato tedesco saprà presto emanciparsi dalla tutela contro rivoluzionaria della burocrazia sindacale.