Alle donne del popolo lavoratore della Francia e della Germania
Categorie: France, Germany, Women's Question
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Operaie, impiegate, professioniste, madri, spose, sorelle e figlie di tutti coloro che lavorano nelle officine, nelle fabbriche e nelle miniere, negli uffici e nei campi, che cosa farete?
Un catastrofe terribile, una nuova guerra vi minaccia!
Il signor Poincaré, il “factotum” degli imperialisti francesi, ha occupato militarmente il distretto carbonifero della Ruhr. Egli vuole riscuotere colle baionette i “pegni per riparazioni”, richiesti dal Comitato metallurgico francese. E, precisamente, richiamandosi al trattato di Versailles.
Il signor Cuno, il “factotum” dei capitalisti tedeschi, si richiama pure allo s’esso ed incita gli impiegati e gli operai delle miniere e delle ferrovie alla resistenza passiva, e persino allo sciopero, all’arresto della escavazione e del trasporto del carbone.
Quei minatori e ferrovieri che possiedono una coscienza di classe dichiarano: Né per il signore Poincaré e Schneider du Creusot, né per i signori Cuno e Stinnes! Via con le truppe di occupazione! Nessuna “sacra unione” coi proprietari delle miniere e colla borghesia tedesca! Non lavoreremo né sotto le minacce delle baionette francesi né sotto le minacce delle bocche dei cannoni tedeschi. Sciopero? Sì. Ma soltanto per imporre ai proprietari tedeschi delle miniere, i nostri postulati determinati dalla fame di un pane quotidiano e dalla sete di una vita veramente umana.
Donne del popolo lavoratore di Germania e di Francia!
Ascoltate la voce dei vostri fratelli, dei minatori della Ruhr.
E la voce della vostra stessa classe! Non cadete vittime delle menzogne che vi presentano i capitalisti di questa e quella sponda del Reno nei loro giornali ed attraverso i loro politicanti diffamati. In tutti e due i campi si parla della Patria. Ma questa bella parola nasconde la cassaforte dei capitalisti. Nella occupazione della Ruhr non si tratta né della patria tedesca né della patria francese. Si tratta unicamente del profitto che si vuole spremere dalle molte migliaia di minatori, di metallurgici, e di proletari di ogni categoria. Ferve la lotta fra i signori della metallurgia francese ed i baroni delle miniere tedeschi per la partecipazione a questo profitto.
Come nelle infauste giornale dell’agosto 1914, i signori Poincaré e Cuno ed il loro servitorame scatenarono le peggiori passioni nazionaliste per mascherare che si tratta di un grosso affare. In Francia il fallimento dello Stato che va minacciando in Germania la miseria spaventevole degli operai, dei piccoli borghesi e degli intellettuali proletarizzati, sono dei cattivi consiglieri. I monarchici ed i militaristi tentano sfacciatamente di sfruttare. la situazione per: ristabilire il vecchio regime di Guglielmo. Un caso fortuito può scatenare una guerra, che diventerebbe una nuova carneficina mondiale ancor peggiore di quella del 1914, data la tensione della situazione internazionale. Tute le conferenze dei Governi borghesi stanno a dimostrate la incapacità della borghesia capitalista, di ristabilire la pace nel mondo e dimostrano che essa borghesia è pronta a sacrificare la pace per il lucro capitalistico, ché si può trarre da convenzioni finanziare; da piantagioni di cotone, da sorgenti di petrolio, ecc.
Donne delle masse lavoratici di Francia e di Germania!
Ancora piangete i vostri cari morti che la guerra fratricida del 1914 vi ha strappato. Il vostro cuore sanguina alla vista dei mutilati, dei ciechi, dei paralitici e degli ammalati, che vi sono stati rinviati dalla battaglie e dalle truce. Se gli uomini dovessero dimenticare la atrocità e gli orrori della guerra, voi donne non li dimenticherete mai.
Alzate la vostra voce! Fate risuonare all’unisono il vostro grido, ad onta della differenza di lingua ed esigete forte e decise: Non vogliamo l’occupazione della Ruhr che può condurre soltanto ad un nuovo eccidio militaristico! Abbasso tutti re! Abbiamo da combattere per una sola lotta, per l’ultima lotta che libererà e lavoratori dal giogo capitalistico!
Donne della classe oppressa!
C’è un altro nemico ancora che sta in agguato! La miseria, la figlia della rapacità capitalistica! Fra non molto le proletarie francesi faranno la conoscenza della sorte toccata alle tedesche! In innumerevoli famiglie della Germania il focolaio è spento, le provviste sono esaurite, i bambini deperiscono e muoiono. La carestia va crescendo di continuo nei due paesi aumentano le pigioni, le imposte diventano, sempre più insopportabili. La diminuzione dei salari e la disoccupazione colpiscono sempre più terribilmente la massa dei poveri, dei deboli, i tentativi delle massa proletarie di migliorare il loro tenore di vita vengono repressi con crudeltà dalla polizia, dai tribunali, dai fucili dello Stato capitalistico e borghese.
La sottomissione degli operai della Ruhr al doppio giogo del capitalismo tedesco e francese, avrà per conseguenza la riduzione dei salari, l’aumento della giornata di lavoro e della disoccupazione. Dapprima per gli operai tedeschi, ed in seguito, per contraccolpo, anche per i proletari francesi. Lo sfruttamento capitalistico non conosce alcuna patria. Esso sorpassa te frontiere ed è internazionale. Il popolo lavoratore della Francia e della Germania procede sul medesimo calvario. Esso deve quindi animarsi di solidarietà internazionale nella sua lotta contro lo sfruttamento capitalistico.
Operai, contadine, impiegate, masse!
È nostro dovere di lottare per impedire che la ricostruzione della vita sociale, distrutta dalla guerra, avvenga in favore del lucro sociale e sia pagata collo sfruttamento crescente dei lavoratori di ambo i sessi. Essa deve avvenire in favore di coloro che lavorano.
Via te imposte sugli articoli di prima necessità! Abbasso i profitti dei mercanti, degli imprenditori e degli affaristi senza scrupoli! Abbasso l’usura rapace!