La risposta di Amsterdam a Mosca sulla proposta di fronte unico proletario mondial
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Nel nostro numero del 14 luglio noi riportammo integralmente la lettera diretta dalla Centrale dei Sindacati Panrussi alla Federazione di Amsterdam, per la costituzione del fronte unico proletario. Diamo ora la risposta della Federazione Internazionale di Amsterdam, approvata all’unanimità meno uno dal suo Consiglio Direttivo.
«Il Comitato internazionale della F.S.I. deliberando sulla proposizione di un fronte unico e specialmente in rapporto alla lettera del Consiglio Centrale panrusso dei Sindacati operai e quella riferentesi alla risoluzione del Consiglio Generale dell’I.T.F. (internazionale dei Trasporti); considerando che nelle circostanze attuali nel momento in cui la reazione fa uno sforzo supremo per annientare la forza dell’organizzazione sindacale, è d’una importanza capitale per la classe operaia organizzata di vedere realizzarsi l’unità sindacale; che questa unità sindacale, per raggiungere il suo scopo, deve realizzarsi nel quadro di ciascun centro sindacale nazionale e della F.S.I.; rinnovando il desiderio sincero della F.S.I. di vedere i sindacati russi avvicinarsi alla massa dei lavoratori organizzati del mondo e a conformarsi alle risoluzioni dei congressi sindacali d’Amsterdam, di Londra e di Roma; considerando, tuttavia, che di unità sindacale non si potrà utilmente parlare se prima non si è creata un’atmosfera di stima e di fiducia reciproca; che per creare questa atmosfera gli attacchi e le ostilità contro la F.S.I., le sue organizzazioni affigliate ed i suoi militanti devono cessare in modo assoluto; che, inoltre, gli operai russi devono dichiararsi disposti ad agire in Russia identicamente ai loro compagni operai organizzati d’altri paesi che combattono la guerra e la reazione in tutte le sue forme; approvando le dichiarazioni anteriori del Bureau della F.S.I.; riafferma di essere disposto ad entrare in trattative con i delegati della Centrale Sindacale di Russia alla sua volta mandataria delle organizzazioni russe, allorché le condizioni su enunciate sian state accettate e realizzate dalle organizzazioni suddette.
Per ciò che concerne la collaborazione fra la F.S.I. ed i segretariati professionali internazionali, il Comitato, fedele alla sua tattica inaugurata alla Conferenza sindacale internazionale di Zurigo nel 1913 e in conformità agli accordi conclusi fra il Bureau delle F.S.I. ed i segretari internazionali a Roma; riconoscendo la necessità di una azione comune e sostenuta negli organismi su designati, [TESTO MANCANTE] non intraprendano alcuna azione che possa mettere in giuoco le decisioni dei Congressi internazionali, senza avere in precedenza discusso con la Direzione delle F.S.I..
Infine, allo scopo di evitare per l’avvenire le difficoltà risultanti dagli avvenimenti di questi ultimi mesi, il Comitato Internazionale incarica il Bureau delle F.S.I. di riunirsi nel più breve tempo possibile con tutti i segretari professionali internazionali».
Su questo importantissimo argomento è stata formulata anche una dichiarazione di principio, che riproduciamo nel suo testo integrale.
Dichiarazione di principio
In conseguenza della risoluzione presa in merito alla proposta del Consiglio Centrale pan-russo dei Sindacati operai per la costituzione di un fronte unico, la F.S.I. perseguendo la sua lotta incessante contro tutti i militarismi, contro tutti i capitalismi, contro tutte le reazioni e per il trionfo della classe operaia internazionale e della pace, è pronta a collaborare con tutte le organizzazioni operaie regolarmente accettanti questo programma e poste sul terreno dell’indipendenza sindacale.
La lotta di classe è la dottrina, la sparizione del salariato e l’emancipazione operaia ne è il suo ideale, ma la F.S.I. non saprebbe disconoscere che il regime democratico è la condizione essenziale di tutti i progressi in questo senso. Essa deve dichiarare che le riforme, i progressi sociali preparano più sicuramente l’emancipazione morale e materiale delle masse popolari che le declamazioni demagogiche, dalle quali la reazione trae i suoi argomenti di terrore delle collettività e gli elementi dei suoi successi sulle forze del progresso.
La F.S.I. proclama il diritto dei lavoratori di resistere all’oppressione con tutti i mezzi in loro potere, non esclusa la rivolta, ma essa non saprebbe sostituire la guerra civile alla lotta di classe.
L’esercito della Rivoluzione mondiale conta un soldato di più.
La vittoria del proletariato internazionale non può essere che l’emancipazione di tutti, con l’istituzione di un regime nel quale sia sparita la proprietà individuale e gli interessi particolari siano banditi a benefizio dell’interesse generale delle collettività umane. Su questo terreno, per questi scopi, la F.S.I. conduce la sua battaglia, che è quella della classe operaia internazionale. Affermando l’ideale proletario, difendendo palmo a palmo le conquiste operaie, preparando le trasformazioni immediate indispensabili, la F.S.I. è in diritto di chiedere il concorso dei lavoratori di tutti i paesi e questi hanno il dovere di darglielo.
Al disopra delle tendenze, al disopra delle personalità, al di fuori e contro tutti gli interessi capitalisti, militaristi e nazionalisti, la F.S.I. lavora a realizzare la divisa del manifesto comunista: Lavoratori di tutti i paesi unitevi!
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L’Internazionale di Amsterdam ha approvato inoltre una risoluzione contro il fascismo (di cui non abbiamo ancora il testo) e contro il pericolo di guerra.
Circa la risposta ai Sindacati rossi della Russia dei Soviet, non intendiamo anticipare nostri commenti alla decisione che prenderanno i nostri compagni della Centrale dei Sindacati Panrussi, ma non possiamo tacere questa semplice constatazione: è la prima volta che l’Internazionale di Amsterdam discute a lungo e ponderatamente e dedica un suo documento ufficiale a Mosca, documento che può essere discusso, nonostante la sua evidente pregiudiziale dilatoria e gli altri espedienti ostruzionistici del fronte unico.
Questo solo fatto dice che, come i Governi non possono più «ignorare» l’esistenza della Russia dei Soviet, così, nel campo sindacale, Amsterdam non può più prescindere per qualsiasi forma di azione, dall’esistenza dell’Internazionale Sindacale Rossa.
La verità è in marcia …