Alle giovani reclute del 1902
Categorie: Military Question, PCd'I
Articolo pubblicato ne “Il Bolscevico”, settimanale comunista di Novara.
Giovani lavoratori,
Ancora una volta le Stato borghese strappa alla famiglia e al lavoro la gioventù d’Italia e la getta, strumento inconscio del suo potere, nelle tristi caserme; ancora una volta i giovani operai e contadini debbono svestire i loro abiti per indossare la casacca, abbandonare i loro strumenti di lavoro per impugnare l’arma che la borghesia pone nelle loro mani a difesa del suo privilegio di classe.
Giovani proletari!
Già con gli ultimi canti tradizionali delle reclute, che vi si spengono nella gola, compare in lontananza un fantasma, fantasma tante volte deprecato, bestemmiato e che purtroppo riappare, fatale minaccia e salutare avvertimento a voi: la guerra.
L’Italia che non ha potuto e non potrà conquistare la pace vera che attraverso l’abbattimento dello Stato borghese, e lo spazzamento di tutta la gerarchia militarista, espone ancora una volta la vita dei figli sulle pianure desertiche della Libia, a sempre maggior gloria del suo nome e del lucro dei capitalisti.
Giovani operai e contadini!
Voi che abbandonate ora le vostre case e lasciate la famiglia nella disoccupazione, nella miseria, tra la fame e il freddo, e non sapete in quali condizioni saranno domani le vostre sorelle e le vostre madri, e qual sorte le attende, voi dovete impedire che una tale situazione di miseria e di abbrutimento si prolunghi, dovete ribellarvi alla legge borghese che vi pone a difesa di una minoranza contro i vostri padri e i vostri fratelli!
La Federazione Giovanile Comunista