Partito Comunista Internazionale

I mezzi per la nuova lotta

Categorie: Fascism, PCd'I

[Articolo pubblicato su “L’Adda” settimanale comunista di Sondrio].

I fascisti cantano vittoria.

È questione di opinione e, nel nostro secolo, dicono che ci sia la libertà di opinione. Noi, per conto nostro, la concediamo. C’interessa invece di soffermarci su di un altro fatto molto più importante.

L’anno passato, di questi tempi, il proletariato sottostava, o fuggente o rassegnato, agli eccidi e alle devastazioni fasciste. A distanza di una dozzina di mesi, quel proletariato che un anno fa non rispondeva ha tenuto dovunque testa alle masnade fasciste, le quali, se hanno voluto avere ragione dei fortilizi operai, han dovuto richiedere l’aiuto delle forze di polizia e della truppa.

Si sono infatti combattute delle vere battaglie, in cui il valore proletario non può da nessuno essere negato.

L’esercito operaio, male armato, ancora male organizzato, rudimentalmente formato, ha dovuto ed ha saputo affrontare una massa formidabilmente organizzata, ed armata, ed inquadrata.

Tutto ciò è avvenuto perché si è capito, non ancora in modo generale, la necessità che ogni operaio, che ogni soldato del lavoro, sia anche contemporaneamente soldato dell’esercito proletario e sia armato.

Due cose sono ormai superate.

Il metodo della lotta sindacale è… il selcio.

La lotta sindacale si spunta innanzi alla fame che centuplica i crumiri. Il selcio diventa inutile innanzi alla bocca dei moschetti fascisti. Occorre che il sindacato abbia ai suoi margini i mezzi di lotta adeguati alla NUOVA LOTTA.

Gli operai che sperano di conservare le posizioni acquisite, o di conquistarne delle migliori, con il solo sciopero, sono degli illusi quando non sono degli sciocchi. Contro gli scioperanti si adopera oggi, sotto l’usbergo della legge e con il consenso dell’autorità, il bastone e la rivoltella. È una nuova forma di schiavitù più palese dell’antica, che s’instaura in Italia, ora come da tempo già fu introdotta in America.

Gli schiavi, quando non vogliono essere tali, debbono ascoltare l’appello di Spartaco. Ma Spartaco parlava a degli armati. Armatevi, o compagni!