Partito Comunista Internazionale

La nostra lista è una

Categorie: Parliamentarism, Second International

Sebbene non si lotti più collo scrutinio di lista e la nostra legge ci impedisca di portare all’urna più d’un voto, noi sentiamo il bisogno di proclamare a tutti che la nostra lista è una e tutta d’un colore; che le persone in essa spariscono e non resta di essenziale che la bandiera; che chi vota per uno dei nostri è come votasse per tutti gli altri; vuol dire che accetta intera la nostra azione e il nostro programma.

Sappiamo che vi ponno essere degli operai che voterebbero per taluno dei candidati operai, perché operaio e benché socialista; vi ponno essere degli elettori che darebbero il voto a qualcuno della lista e non agli altri, perché hanno per quel qualcuno simpatia personale, perché gli suppongono una speciale competenza, ecc. ecc. Dicono insomma: questo sì e quello no.

Queste distinzioni noi non le intendiamo, le crediamo contraddittorie al principio in nome del quale lottiamo, e dichiariamo di riprovarle. E lo dichiarano con noi quelli dei nostri candidati dei quali, per l’appoggio di altri giornali o associazioni estranee al partito o per notorietà personale, si possa supporre che radunino sul proprio nome un numero maggiore di voti.

L’elettore è libero di votare come crede; ma i nostri candidati sono anche liberi di dichiarare – e noi lo dichiariamo per essi – che non sanno che farne dei voti dati alla persona e non al partito.

Essi non si illudono di entrare in Parlamento, né credono che l’entrare in Parlamento – oggi – alcuni di essi o dei loro simili sarebbe una grande vittoria. La grande vittoria è nell’affermare e nel costruire il partito.

Si capisce che i candidati borghesi, la cui aspirazione – nell’assenza ormai d’ogni distinzione di partito, d’ogni lotta di principî, d’ogni grande ideale animatore – non può essere che il riuscire, si studino di barcamenare, di sfumare le tinte, di lambiccare e di evaporizzare le frasi, così da contentare un po’ tutti senza spaventare nessuno. Il loro scopo è fare dei voti. Il nostro è far delle idee, delle convinzioni, delle forze, che non si squaglino all’indomani.

Perciò il contegno nostro e dei nostri – nelle adunanze come nel giornale – non è atteggiato a lusingare, ma piuttosto a respingere: a respingere tutto ciò che verrebbe a noi senza convinzione chiara del perché. Gli opportunisti ce lo rimproverano. È perciò che vi persistiamo sempre più allegramente.

I nostri candidati sono dei portabandiera. Abbiamo curato, nella scelta, che avessero polso e persona atta all’ufficio: che la bandiera non avesse in grazia loro a soffrire tentennamenti. Ma sia bene inteso che chi vota per uno di essi – qual che sia la sua qualità o il suo nome – ha votato per la bandiera.