Partito Comunista Internazionale

Manifesto dei componenti il Consiglio della Social Democratic Federation dimissionari per costituire la Socialist League

Categorie: Socialist League

Ai socialisti

Noi, componenti del Consiglio della Social Democratic Federation, che, sebbene in maggioranza, abbiamo dato le dimissioni il 27 dicembre, intendiamo spiegare le ragioni di questa nostra uscita, e del nostro formare un organo indipendente dalla Social Democratic Federation.

È riconosciuto sia da chi è rimasto nel Consiglio sia da noi stessi che da qualche tempo v’era una mancanza di armonia nel Consiglio; crediamo che ciò sia dovuto a una reale differenza di posizioni rispetto a quelli che dovrebbero essere gli obbiettivi e la tattica della propaganda socialista.

Il nostro punto di vista è che un tale organo allo stato presente delle cose non ha altra funzione se non educare il popolo ai principii del Socialismo, e di organizzarlo in modo che possa prendere il suoi dovuti posti quando la crisi verrà e ci costringerà all’azione.

Noi crediamo che sia cosa ingannevole e dannosa ostentare come esche delle speranze di miglioramento nelle condizioni dei lavoratori da tirar fuori approfittando delle rivalità fra le frazioni dei privilegiati al potere.

Per portare avanti i nostri obbiettivi di educazione e di organizzazione non è necessario alcun incensato e indispensabile capo, bensì solo una compagine di uomini preparati, ciascuno di essi pronto ad adempiere, quando l’occasione lo richiedesse, alle semplici funzioni di un capo di un partito fatto di principii.

Affermiamo, inoltre, che c’è stata nelle file della Social Democratic Federation una tendenza all’opportunismo politico, che se sviluppata ci avrebbe coinvolto ad alleanze, per quanto temporanee, con una o l’altra delle fazioni politiche, ed avrebbe indebolito la nostra forza di propaganda conducendoci all’elettoralismo, e forse ci avrebbe privato dei dovuti contributi di alcuni dei nostri uomini più energici destinandoli alla farsa parlamentare, lì per annullarsi, o perfino diventare i nostri padroni o forse i nostri traditori.

Noi affermiamo anche che fra coloro che hanno favorito queste prospettive di avventura politica c’era una tendenza verso l’affermazione nazionale, il nemico di sempre del Socialismo: ed è facile vedere quanto pericoloso possa diventare tutto ciò in tempi come qiello presente.

Per di più queste prospettive hanno portato, come non poteva essere diversamente, a tentativi di sopraffazione all’interno della Federation; perché una politica come quella descritta richiede un capo destro e sfuggente, cui tutti gli uomini e le opinioni siano sottomessi, e che necessita di essere sostenuto (all’occorrenza) a spese dell’onestà e dell’apertura fraterna. Così sono stati fatti tentativi per schiacciare le libertà locali negli organi affiliati, o volti ad espellere o rendere impopolari quei membri che hanno difeso la propria indipendenza. L’organo del partito, oltretutto, era lasciato nelle mani di un redattore irresponsabile, che si è dichiarato determinato a dimettersi pur di non permettere alla Federation di avere un qualunque controllo sulla conduzione del giornale.

Tutto ciò lo abbiamo ritenuto intollerabile. Ci si potrebbe chiedere perché non siamo rimasti nell’organizzazione per cercare di affermare il nostro punto di vista con una ferma opposizione al suo interno. Rispondiamo che, finché abbiamo ritenuto possibile una riconciliazione, l’abbiamo fatto; tuttavia le tendenze di cui sopra erano necessariamente aggressive, e almeno due distinti attacchi contro degli individui hanno dimostrato che la scissione non si poteva sanare.

Ci è apparso che da allora v’erano due opposti partiti nella Social Democratic Federation. Non abbiamo ritenuto che un organo di propaganda così diviso potesse fare un utile lavoro, e abbiamo pensato che non era negli interessi del Socialismo continuare lo scontro nella Federation; perché, quale che ne sia l’esito, avrebbe lasciato una minoranza insoddisfatta, governata da una maggioranza, la cui posizione sarebbe stata tanto precaria quanto tirannica.

D’altro canto, la nostra visione sui nostri doveri nei confronti della causa del Socialismo ci vieta di smettere di diffonderne i principii o di intervenire solo come individui. Abbiamo così messo in piedi una organizzazione indipendente, la Socialist League, con nessuna intenzione di agire in ostilità con la Social Democratic Federation, ma determinati a diffondere i principii del Socialismo, nell’unico modo che riteniamo efficace.

13 gennaio 1885

Edward Aveling, Eleanour Marx Aveling, Robert Branner, E. Belfort Bax, J. Cooper, W. W. Clark, Joseph Lane, S. Mainwaring, J. L. Mahon, William Morris

Redatto negli uffici della “Socialist League”, 27, Farringdon Street, Londra, E.C.