Appello del comitato esecutivo dell’Internazionale Comunista dopo la caduta della Repubblica ungherese dei consigli
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Ai proletari di tutto il mondo!
Compagni!
È stato perpetrato il più infame dei tradimenti. Il potere sovietico in Ungheria è crollato sotto la pressione dei briganti imperialisti e in seguito al mostruoso tradimento dei socialpatrioti. I capi della Seconda Internazionale, che appoggiarono il macello imperialista, hanno fatto fallire uno sciopero internazionale di protesta. I predoni capitalisti, con a capo Clémenceau e Wilson, sono diventati insolenti. Il loro ultimatum è formulato in questi termini: “Abbattete il governo sovietico e vi lasceremo in pace”.
Si è anche manifestata tutta la bassezza dell’ex partito socialdemocratico. Esso aveva giurato fedeltà alla dittatura. Aveva firmato l’accordo con il partito comunista d’Ungheria. Anzi, si era unito a questo partito. Nelle adunanze solenni, al congresso dei soviet, al congresso del partito aveva dichiarato che avrebbe lottato sino all’ultimo sangue per il comunismo e per la rivoluzione. Con l’unificazione si era alleato con i comunisti della Terza Internazionale. Questo partito porta ora il segno di Caino sulla fronte. Esso ha venduto il proletariato, la rivoluzione, il glorioso partito dei comunisti ungheresi, l’Internazionale. Stringendo un patto segreto con gli assassini di Versailles e con i controrivoluzionari di casa propria, con l’appoggio dell’oro degli imperialisti e delle baionette dei boia, esso ha rovesciato il governo del proletariato comunista. Questi “veri socialisti” restaurano ora la proprietà privata. Le potenze della Società delle Nazioni mandano ciascuna un reggimento per dare loro appoggio. Al vertice del governo sta Peidl, l’assassino degli operai, il Noske ungherese.
Il carattere traditore dei socialpatrioti si è svelato. Così, come il gruppo di Scheidemann e di Kautsky in Germania soffoca la rivoluzione proletaria nel sangue; come i “socialrivoluzionari” russi e menscevichi aiutano obiettivamente i generali zaristi; come tutta l’Internazionale gialla di Berna vende all’ingrosso e al dettaglio la classe operaia alla rapace Società delle Nazioni, i socialtraditori ungheresi hanno sacrificato l’orgoglio del proletariato mondiale, la repubblica sovietica ungherese, riducendola a pezzi.
Non c’è posto nella Terza Internazionale per i provocatori e i boia assoldati dal capitale! Entrino pure a far parte della Seconda Internazionale, vadano da Branting e da Thomas, da Noske e da Kautsky!
Mentre è in lutto per la caduta della repubblica sovietica in Ungheria e la perdita del suo glorioso capo Tibor Szamuely, l’Internazionale comunista chiama i proletari di tutto il mondo a unirsi ancor più strettamente sotto la bandiera comunista, a rafforzare l’assalto contro le potenze del capitale.
Nella grande lotta storica dei nostri giorni ci saranno grandi vittorie e crudeli sconfitte. Tuttavia la sanguinosa esperienza della Finlandia e della Siberia ci ha mostrato che nei paesi dove ha dominato il potere sovietico, una vittoria durevole della controrivoluzione non è possibile. Ovunque si sollevano le onde dell’insurrezione. La nostra vittoria definitiva è inevitabile quanto il declino della borghesia e dei socialtraditori.
L’Internazionale comunista invita il proletariato ungherese alla risolutezza, al coraggio e alla perseveranza.
Al lavoro compagni!
Disponetevi all’organizzazione immediata di un partito illegale!
La sanguinosa lezione dell’Ungheria ha insegnato a tutto il proletariato mondiale che non può esistere nessuna coalizione, nessun tipo di compromesso con i socialisti tanto inclini al tradimento. Lo strato corruttibile dei capi opportunisti deve essere asportato. Nuovi uomini saranno a capo del movimento. Essi emergeranno dalla classe operaia. Giacché a quest’ultima, e non ai suoi avversari, è destinata La vittoria.
L’Ungheria sovietica è caduta: viva l’Ungheria sovietica!
Viva il Partito comunista ungherese!
Viva la rivoluzione operaia del mondo intero!
Viva il comunismo!