Partito Comunista Internazionale

Mozione della Frazione Comunista Astensionista

Categorie: Communist Abstensionist Fraction of the PSI

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Partito Socialista Italiano
XVI Congresso Nazionale
Bologna 5-6-7-8 ottobre 1919

«Il XVI Congresso Nazionale del Partito Socialista Italiano dichiara che il programma costitutivo di Genova del 1892 non risponde più alle esigenze della vita e dell’azione del partito;

delibera che il partito faccia parte integrante dell’Internazionale Comunista accettandone il programma costitutivo di Mosca ed impegnandosi ad osservare la disciplina dei congressi internazionali comunisti;

dichiara incompatibile la presenza nel partito di coloro che proclamano la possibilità dell’emancipazione del proletariato nell’ambito del regime democratico e ripudiano il metodo della lotta armata contro la borghesia per la instaurazione della dittatura proletaria;

delibera che il partito assuma il nome di PARTITO COMUNISTA e adotti il programma che segue, nel quale, sulla base delle dottrine fondamentali bandite nel Manifesto dei Comunisti nel 1848, e delle direttive politiche sulle quali procedono le rivoluzioni contemporanee, sono prospettati gli sviluppi storici del trapasso dal presente ordine sociale a quello comunista, ed è stabilito il compito del partito nelle diverse fasi del processo;

delibera che il partito si astenga dalle lotte elettorali intervenendo nei comizi a propagandare le ragioni di tale suo atteggiamento, ed impegna tutti gli organi e le forze del partito all’opera:
a) di precisare e diffondere nella classe operaia la consapevolezza storica della necessaria realizzazione integrale del programma comunista;
b) di allestire gli organi proletari e i mezzi pratici di azione e di lotta necessari al raggiungimento di tutti i suoi successivi capisaldi programmatici».

Esito della votazione

(dal “Almanacco Socialista”, 1920)

Hanno votato 1418 sezioni rappresentanti 66.708 soci.
    Per l’o.d.g. Serrati, massimalista elezionista: sez. 1.012, voti 48.411
    Per l’o.d.g. Lazzari, massimalista unitario: sez. 339, voti 14.880
    Per l’o.d.g. Bordiga, massimalista astensionista: sez. 67, voti 3.417
    I destri bloccarono sulla mozione Lazzari.

Deliberazione della Frazione Astensionista dopo il voto 8 ottobre 1919

(Da “Il Soviet” del 20 ottobre 1919)

(Dopo il voto favorevole, con grande maggioranza, alla tendenza Serrati, la frazione adottò con voto unanime il seguente deliberato):

I delegati al XVI Congresso Nazionale Socialista aderenti alla frazione Comunista Astensionista;

visto il deliberato col quale la grande maggioranza del Congresso ha adottato la tattica elezionista e riconfermando il loro punto di vista secondo il quale una simile tattica contraddice al programma massimalista, ai metodi della Terza Internazionale ed alla preparazione dell’azione rivoluzionaria del proletariato italiano; ed è inevitabile una netta separazione tra i seguaci del metodo social-democratico e quelli del metodo comunista;

deliberato di proporre alle Sezioni da loro rappresentate di rimanere nel seno del Partito Socialista Italiano rinunciando per disciplina ad agitare nella massa la propaganda dell’astensione elettorale;

dichiarano costituita la Frazione Comunista Astensionista nel partito, invitando tutte le sezioni ed i gruppi che ne condividono il programma presentato al congresso a farvi adesione.

Passano a discutere sulle funzioni e sul compito che la sezione dovrà esplicare.

* * *

“Il Soviet”, organo degli astensionisti (che usciva a Napoli dal dic. 1918), così concludeva il suo commento al congresso:

«La Frazione Comunista Astensionista, costituitasi subito dopo il voto del congresso, ispirandosi nella sua azione ad una bene intesa e dignitosa disciplina, come risulta dai deliberati che pubblichiamo, continuerà a svolgere, nel seno del Partito e fuori di esso, la sua opera, attendendo che venga presto l’ora in cui, sorpassati i piccoli dissensi tattici tra i veri rivoluzionari ed eliminati gli elementi avversi, si possa procedere tutti concordi verso la grande meta».