Indirizzo di saluto del Comitato Esecutivo dell’Internazionale Comunista al Congresso del Partito Socialista Italiano a Livorno
Categorie: Communist Abstensionist Fraction of the PSI, Third International
“Die Kommunistische Internationale“, 1921, n. 16, pp. 452-453
Compagni!
Il vostro congresso, che ha avuto luogo in un momento in cui la rivoluzione proletaria bussa alle porte del vostro paese, rivestirà per il destino della rivoluzione internazionale una straordinaria importanza. Il proletariato italiano è finalmente prossimo a fondare un partito comunista ripulito di elementi riformisti e semiriformisti. Tutta la situazione italiana si rivolta contro il compromesso coi riformisti. Gli interessi più profondi, più radicali del proletariato italiano e della rivoluzione internazionale esigono con urgenza una rottura indiscriminata col riformismo.
In data 31 ottobre 1920 abbiamo ricevuto la risposta della direzione del vostro partito alla lettera che l’Esecutivo dell’Internazionale comunista ha indirizzato in agosto al vostro partito. Dobbiamo dirvi apertamente, compagni, che la risposta della vostra direzione non ci ha per nulla soddisfatti. Basti un esempio. Nella lettera di cui sopra la direzione ritiene tuttora possibile prendere sotto la sua protezione i capi riformisti della Confederazione del lavoro con D’Aragona in testa. Nella lettera del 31 ottobre 1920 la vostra direzione dice testualmente così: “Sebbene essi (e cioè D’Aragona e compagni) appartengano ancora all’Internazionale di Amsterdam, non sono tuttavia da paragonare a esponenti traditori del socialismo come Jouhaux, Legien e Henderson”.
L’Internazionale di Amsterdam fa parte della Seconda Internazionale. La cosiddetta Internazionale di Amsterdam, con a capo i più sfacciati traditori gialli, è oggi il principale strumento nelle mani della borghesia nella sua lotta contro il proletariato. D’Aragona e i suoi pari reputano possibile continuare ancor oggi ad appartenere a questa organizzazione, e la direzione del vostro partito, dal canto suo, ritiene possibile tollerarlo.
Siamo costretti a dichiararvi ancora una volta, egregi compagni, che con gente che appartiene alla frazione riformista, l’Internazionale comunista non ha nulla a che fare, né desidera averlo. Ve lo diciamo chiaro e tondo: dovete scegliere fra Turati, D’Aragona e i loro soci da una parte e l’Internazionale comunista dall’altra.
La frazione comunista italiana che ha tenuto poco tempo fa a Imola un’assemblea, è l’unica che ha posto il problema in termini precisi. Chi vuole rimaner fedele all’Internazionale comunista, deve sostenere tale frazione.
Poiché l’Esecutivo dell’Internazionale comunista attribuisce al vostro congresso un’importanza tutta speciale, esso aveva l’intenzione di inviare da Mosca due delegati a Livorno. Purtroppo siamo nell’impossibilità di farlo. In una quantità di documenti vi abbiamo detto apertamente la nostra opinione sulla situazione del vostro partito. Ora tocca al proletariato italiano e ai suoi stimatissimi rappresentanti radunati a Livorno, rendere nota la loro.
Viva il partito comunista italiano purgato degli elementi riformisti e semiriformisti!
Viva la rivoluzione proletaria italiana!
Viva il proletariato italiano!