Al proletariato italiano in occasione della lotta elettorale
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Articolo genitore: O Preparazione rivoluzionaria, o preparazione elettorale
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Al proletariato italiano in occasione della lotta elettorale
CARI COMPAGNI !
Un decreto del vostro Governo ha sciolto il Parlamento ed ha indetto i nuovi comizii elettorali. Il governo di Giolitti, che tutto il mondo chiama l’ultimo governo del re d’Italia, tenta d’inscenare una nuova commedia parlamentare, per meglio opporre al proletariato rivoluzionario un fronte unico della borghesia organizzata e rafforzata dal sostegno delle bande assoldate del terrorismo fascista.
COMPAGNI LAVORATORI !
Le condizioni nelle quale voi andrete questa volta alle urne non sono più quelle dell’altra volta. Ora la borghesia ha ripreso la sua audacia.
Dall’armistizio in poi, l’Italia si trova in una acuta crisi rivoluzionaria. Tutti i ministeri borghesi che si sono succeduti al potere hanno dimostrato la loro impotenza a salvare il paese dal marasma economico. L’Italia, fra tutti i paesi vincitori, è quello che più dolorosamente ha sentito i risultati della vittoria. Tutte le manovre e le belle promesse a voi fatte da Nitti e da Giolitti non son servite che a guadagnar tempo, facendo concessioni sulla carta, ma togliendo con la mano destra ciò che colla sinistra porgevano. In realtà, le misure prese sul serio dai governanti italiani sono state quelle tendenti al rafforzamento della difesa armata del privilegio borghese: al sempre nuovo incremento dato allo sviluppo della Guardia regia e dei Carabinieri si è contrapposto l’aumento del prezzo del pane e quello favoloso delle imposte. La crisi monetaria diventa sempre più grave e la disoccupazione prende dimensioni sempre più catastrofiche. La borghesia italiana sente l’approssimarsi della sua ultima ora: e con disperata, selvaggia furia si dedica alle provocazioni ed al terrorismo, mediante le sue bande mercenarie.
Ufficiali senza impieghi, figli di proprietari, studentelli borghesi aggrediscono i lavoratori, bruciano le cooperative e le camere del lavoro, distruggono i giornali proletari. La guerra civile è ora in Italia una realtà; l’offensiva della borghesia precede quella del proletariato.
Ed è in grazia al vecchio partito socialista, composto di elementi eterogenei, se non furono sfruttate le occasioni favorevoli – che diverse volte si presentarono – per impegnare il proletariato in una decisiva lotta rivoluzionaria. I riformisti d’Italia, poiché questa è la loro funzione, hanno fatto e continuano a fare il gioco della borghesia, aiutandola a puntellare il malandato edificio economico del capitalismo.
COMPAGNI OPERAI !
Dall’armistizio in poi, vi hanno stordito con le chiacchierate intorno alla necessità di “produrre di più e consumar di meno”: e questi discorsi vengon fatti sia dai borghesi che dai social-riformisti rimasti nel vecchio partito socialista, in seno al quale intensificano la loro propaganda per la collaborazione con la borghesia.
La storia di questi ultimi anni nulla ha insegnato a questi signori; viceversa molto ha insegnato ai proletarii che sanno oggi distinguere i loro amici dai loro nemici. I vostri riformisti si diffondono in lamenti ogni volta che le bande fasciste bagnano di sangue proletario le vie delle città e dei villaggi; i riformisti invocano la calma ed il disarmo… Qual’è il significato dell’atteggiamento dei riformisti? La capitolazione ed il disarmo della classe operaia dinanzi alla borghesia armata sino ai denti. Non è coi discorsi che si potrà frenare la reazione borghese, ma con la violenza esercitata in comune da tutta la classe oppressa. In risposta alla violenza borghese, la classe proletaria italiana deve continuamente ed energicamente mettere in pratica il suo motto: “disarmare l’avversario, armare il proletariato”.
COMPAGNI OPERAI !
Per la prima volta il giovane Partito Comunista d’Italia prende parte ad una lotta elettorale.
Voi tutti, certo, conoscete come il Partito Comunista d’Italia nacque al Congresso di Livorno, dalla scissione col partito socialista nel quale – in seguito all’atteggiamento della corrente Serrati – rimasero i riformisti. Gli avvenimenti ulteriori della vita politica italiana e del partito socialista hanno mostrato che gli unitarii han favorito e favoriscono l’influenza perniciosa e demolitrice degli opportunisti: e ciò, in fin dei conti, torna a tutto vantaggio della borghesia. È su questo, appunto, che conta la vecchia volpe della borghesia – Giolitti. Egli sa che nel vecchio partito socialista sono molto forti gli elementi riformisti (forti nel Parlamento, nella Confederazione del lavoro, nelle Cooperative) che non celano il desiderio di entrare nel governo e collaborare con la borghesia “per – essi dicono – compiere opera ricostruttiva”.
Noi crediamo – e ci auguriamo – che il Partito Comunista abbia, malgrado la sua recente costituzione, conquistato le simpatie di tutto il proletariato italiano, mediante la sua devozione illimitata alla causa dei lavoratori. Solo il Partito Comunista ha solidarizzato cogli operai che han lottato e perduto a Firenze e nelle Puglie e che continuano a lottare ancora dappertutto. Esso solo dichiara apertamente e francamente il suo programma comunista rivoluzionario. Solo esso si prepara ad organizzare l’insurrezione armata. Solo esso non nasconde il suo motto: “alla violenza borghese bisogna rispondere con la violenza organizzata del proletariato”.
COMPAGNI OPERAI !
I deputati e la burocrazia confederale del vecchio partito socialista non mancheranno di farvi, come sempre, nel momento delle elezioni, mirabolanti promesse di ogni genere. Ma solo il Partito Comunista, sezione dell’Internazionale Comunista, avendo sulla sua bandiera l’insegna della Repubblica dei Soviets, vi dichiara senza ambagi che esso entra nel Parlamento non per iniziare un lavoro ricostruttore di ciò che è destinato a rovina, ma per propagandare le idee comuniste, per utilizzare la tribuna parlamentare allo scopo di accrescere la coesione e la coscienza del proletariato che si appresta alla finale lotta rivoluzionaria contro la borghesia.
COMPAGNI !
Non dimenticate il vostro dovere di fraternità verso la Russia che da quattro anni respingendo tutti gli attaché della borghesia mondiale, si sforza nell’opera pacifica di ricostruzione, utile non solo alle masse operaie ed ai contadini della Russia, ma anche al proletariato di tutto il mondo.
Voi potrete dimostrare ancora una volta la vostra solidarietà col proletariato russo e colla Federazione dei Soviets Russi, inviando nel Parlamento, cittadella borghese, il maggior numero di comunisti che potrete. Essi useranno tutti i mezzi indicati dalla tattica comunista per impedire alla borghesia l’inganno del proletariato; e, mediante l’appoggio delle grandi masse, sapranno affrettare il giorno della completa vittoria del proletariato e del trionfo del comunismo in Italia.
Votate, dunque, solo per i candidati del Partito Comunista d’Italia.
Votate per l’Internazionale Comunista e per la sua sezione d’Italia.
Votate per la Russia Soviettista e per il Partito ad essa legato da vincolo fraterno: il Partito Comunista d’Italia.
Viva il proletariato italiano ed il suo solo rappresentante: il Partito Comunista d’Italia!
Il Comitato Esecutivo della Internazionale Comunista