Partito Comunista Internazionale

Dichiarazione della delegazione italiana

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Terza Internazionale (Comunista)
Terzo congresso

14ª Seduta

Dal Protocollo tedesco, pp. 669-670

Dichiarazione della delegazione italiana

La delegazione italiana dichiara che le proposte d’emendamento da essa appoggiate devono essere interpretate esattamente come i proponenti le intendevano, e per nulla affatto come il compagno Lenin indica nel suo discorso.

Il Partito Comunista d’Italia non ha mai sostenuto la teoria del putschismo e non ha la più lontana intenzione di farla propria. La miglior dimostrazione di ciò è data dalla lotta che esso quotidianamente conduce contro gli anarchici e contro i sindacalisti.

La delegazione italiana non è – come sembra risultare dall’interpretazione del compagno Lenin – contro l’organizzazione sempre crescente delle masse proletarie. Lo prova lo stesso grande lavoro di proselitismo che il Partito Comunista d’Italia svolge fra le masse.

La delegazione italiana non è affatto dell’avviso che non si debbano guidare le masse in lotte o azioni parziali. Ed è un fatto che il Partito Comunista d’Italia le guida in tutti i loro movimenti e sollevazioni.

Il compagno Lenin, nella sua interpretazione delle proposte d’emendamento, si batte implacabilmente contro lo spauracchio del putschismo, che, dove esiste, rappresenta effettivamente un pericolo, ma che nel Partito Comunista d’Italia non esiste affatto. Involontariamente, egli dà così nelle mani delle tendenze opportuniste e centriste, contro le quali la lotta continua tuttora, un’arma e uno strumento di battaglia.

Come ha già dichiarato, anche a nome di altre delegazioni all’inizio del dibattito, nel presentare le sue proposte di emendamento la delegazione italiana ha deciso di votare per le Tesi e di accettarle nei loro lineamenti generali, prima che esse ritornino alla commissione apposita.