Partito Comunista Internazionale

Primo congresso del Partito Comunista di Cina

Categorie: CPC

Programma

1. Il nostro partito si chiamerà Partito Comunista di Cina.

2. Il programma del nostro partito è:
   a) Con l’esercito rivoluzionario del proletariato, per rovesciare le classi capitalistiche e per ricostruire la nazione dalla classe operaia, fino a quando le distinzioni di classe non saranno eliminate.
   b) Instaurare la dittatura del proletariato per portare a termine la lotta fra le classi fino alla loro abolizione.
   c) Per rovesciare la proprietà privata del capitale, la confisca di tutti mezzi di produzione, come macchine, terra, palazzi, prodotti semi-manifatturati, e così via, per affidarli alla proprietà sociale.
   d) Per l’unità con la Terza Internazionale.

3. Il nostro partito riconosce come sua politica principale la rivoluzione sociale, con la scelta della forma sovietica, l’organizzazione dei lavoratori industriali e agricoli e i soldati, la diffusione del comunismo; è nettamente troncato ogni rapporto con la classe gialla intellettuale e con tutti i gruppi del genere.

4. Fra gli aderenti non è ammessa alcune discriminazione di sesso o nazionalità; può essere nostro compagno chiunque, presentato da un iscritto, accetti i programmi e le politiche del nostro partito e gli prometta fedeltà; ma prima che lui o lei entri nel partito deve rompere ogni relazione con qualsiasi altro partito o gruppo che si oppone al nostro programma.

5. La procedura per l’ammissione è la seguente: il candidato viene proposto al soviet locale in osservazione, il tempo dell’osservazione sarà al massimo di due mesi. Dopo di questa, con il consenso della maggioranza dei membri, il candidato è riconosciuto come iscritto. Se in quella località esiste un Comitato Esecutivo, la candidatura sarà approvata da questo comitato.

6. Fintanto che i tempi per una attività palese non siano maturi, le dottrine così come gli aderenti del partito dovranno rimanere segreti.

7. In ogni località con più di 5 membri può essere organizzato un soviet locale.

8. Con la presentazione formale al segretario locale, un membro di un soviet può essere trasferito in un altro soviet locale.

9. Ogni soviet locale che conti meno di dieci membri avrà un solo segretario per la sua conduzione; se il soviet ha più di dieci membri saranno nominati un tesoriere, un organizzatore e un propagandista; se il soviet ha più di trenta membri si può costituire un Comitato Esecutivo. Le regole di questi comitati sono definite qui di seguito.

10. Nelle località dove c’è un incremento dei membri le organizzazioni dei lavoratori dei contadini dei soldati e studenti saranno utilizzate nel lavoro esterno a seconda della loro occupazione, queste organizzazioni saranno sotto il controllo della direzione del comitato esecutivo locale.

[Il Punto 11 manca nell’originale di Ch’en]

12. La finanza, le pubblicazioni, e le politiche di ogni soviet locale saranno visionate e dirette dal Comitato Esecutivo Centrale.

13. Quando i membri superano i 500 o quando più di cinque comitati esecutivi locali sono in essere nell’intero paese, si può scegliere un luogo adatto dove organizzare un comitato esecutivo composto di 10 membri eletti dalla conferenza nazionale dei rappresentanti. Quando le condizioni sopra dette non fossero soddisfatte sarà organizzato un Comitato Esecutivo Centrale Provvisorio per provvedere alle incombenze. La regolamentazione dettagliata del Comitato Esecutivo Centrale sarà stabilita in seguito.

14. Gli aderenti, a meno che costretti dalle leggi vigenti o che abbiano ottenuto il consenso del partito, non possono rivestire ruoli di funzionari governativi o essere membri del parlamento; non sono soggetti a restrizioni per essere soldati, poliziotti, impiegati della pubblica amministrazione.

15. Questo programma può essere modificato quando una proposta di emendamento sia approvata dai due terzi dei rappresentanti della Conferenza Nazionale dei Rappresentanti.

Prima risoluzione sui compiti del Partito

1. L’organizzazione dei lavoratori

La formazione di sindacati d’industria è lo scopo principale del nostro partito. In ogni località dove esistono più di un tipo di industria organizzeremo un sindacato di industria; se non ci sono grandi industrie in alcune località ma solo una o due fabbriche, può essere organizzato un sindacato d’azienda adeguato alle condizioni di quella località.

Il partito deve impregnare i sindacati dello spirito della lotta di classe. Se la lotta politica è alimentata da più sindacati non in accordo col nostro programma, il partito eviterà di diventare il burattino di altri partiti.

Dove esistono gilde e sindacati professionali, al partito è consentito di farvi aderire i suoi militanti al fine di fare il primo passo verso la riorganizzazione.
Un sindacato di lavoratori non può essere formato se non può contare su più di duecento membri. Almeno due nostri compagni devono esser mandati nel nuovo sindacato ad aiutare nell’organizzazione.


2. La propaganda

Riviste, quotidiani, libri e opuscoli devono essere tutti sotto la direzione del Comitato Esecutivo Centrale o del Comitato Esecutivo Centrale Provvisorio.

Ogni località può pubblicare una rivista sindacale, un quotidiano e un settimanale, opuscoli e circolari occasionali a seconda delle sue necessità.
Che le pubblicazioni siano centrali o locali, devono essere gestite direttamente e pubblicate dai membri del partito.

Ogni pubblicazione dell’organizzazione centrale o locale non deve ospitare articoli incoerenti con i principi, la politica, e le decisioni del partito.

 
3. La scuola sindacale [Labor Supplementary School]

Poiché la scuola sindacale è il passo preparatorio all’organizzazione di un sindacato di industria, tali scuole saranno formate all’interno dei reparti di varie industrie, come quella dei trasporti, del tessile, ecc. In nessuna di queste scuole sarà permesso l’insegnamento di temi diversi eccetto in quei casi in cui la necessità impone questa soluzione.

In queste scuole, solo i lavoratori possono essere membri del consiglio direttivo che gestisce le questioni scolastiche. Gli insegnanti, nominati dal partito, possono partecipare alle riunioni del consiglio.

Le scuole sindacali devono gradualmente diventare i centri degli organi sindacali; in caso contrario non vengono autorizzate, possono essere chiuse o riorganizzate dal partito a seconda delle condizioni.

La dottrina più importante da insegnare dovrebbe essere quella che può risvegliare la coscienza dei lavoratori e mostrar loro la necessità dell’organizzazione in sindacati.

 
4. Istituto per una organizzazione di studi sindacali

Questo istituto verrà organizzato dalle avanguardie di varie industrie, lavoratori con coscienza di classe e compagni di partito e dovrebbe insegnare i metodi adeguati all’organizzazione di industria.

L’oggetto di questo istituto è di disciplinare i lavoratori che portano avanti il lavoro pratico del partito così che una particolare attenzione possa esser data a questa fase dell’organizzazione dei sindacati, aiuti i diversi altri movimenti del proletariato, e indaghi la condizione dei sindacati e del proletariato.

Con l’intenzione di incrementare le capacita degli aderenti, possiamo dividere l’istituto in gruppi di ricerca sui temi seguenti: la storia del movimento operaio, il metodo di organizzare i sindacati di fabbrica, la teoria economica di Karl Marx, aspetti recenti del movimento sindacale nelle diverse nazioni. I risultati di queste ricerche possono essere pubblicati via via. (Nella discussione di questi problemi deve essere data molta attenzione alle condizioni locali in Cina.)

 
5. Atteggiamento verso gli attuali partiti politici

Verso gli attuali partiti politici sarà adottato un comportamento di indipendenza, ostilità e incompatibilità. Nella lotta politica, in opposizione al militarismo e al burocratismo, e nella rivendicazione della libertà di parola, stampa, e assemblea, quando dobbiamo dichiarare il nostro atteggiamento, il nostro partito si leverà a difesa del proletariato e non dovrà acconsentire a relazioni con altri partiti o gruppi.


6. Rapporto fra il Partito e la Terza Internazionale

L’Organo Centrale farà un rapporto ogni mese alla Terza Internazionale. Se necessario una rappresentanza ufficiale sarà mandata nella sede del Segretariato dell’E­stre­mo Oriente della Terza Internazionale a Irkutsk, e rappresentanti saranno mandati in varie nazioni dell’Estremo Oriente per promuovere piani per l’unità nella lotta di classe.

Rapporto del gruppo comunista di Pechino

Zhang Guotao

Compagni,

l’organizzazione comunista di Pechino è stata fondata solo dieci mesi fa [ottobre 1920]. Hanno formato questa giovane organizzazione solo pochi intellettuali e molti di loro mancano di esperienza rivoluzionaria. Per i cambiamenti nella situazione politica tutta la nostra opera ha incontrato un considerevole numero di difficoltà. Per questa ragione il nostro lavoro non è stato così fruttuoso. Siamo molto dispiaciuti di non poter dire molto a questo congresso a proposito della nostra esperienza. Comunque sinceramente speriamo che questo congresso arricchirà molto la nostra esperienza e che riceveremo principi e istruzioni a riguardo di tutte le nostre future attività.

Prima di iniziare il rapporto vi darò una minima descrizione della società a Pechino.

1) Come sapete Pechino è il centro politico del Nord della Cina ed è stata la capitale della Cina negli ultimi cinquecento anni. Durante la dinastia Qing molti Manchu ci vivevano tenendo uno stile di vita dissoluto e arbitrario grazie alle loro relazioni con l’imperatore. Ancora adesso questi contano 200.000 residenti. Per la loro consolidata fedeltà non si trovano un lavoro fisso. A prescindere da questi buoni a nulla, una masnada di parassiti maneggioni alberga fra i funzionari civili e militari degli alti e dei bassi livelli. A questi sono da aggiungere i familiari. Per finire ci sono circa 30.000 tipacci occupati in ogni tipo di losche attività. La popolazione di Pechino è solo di circa 930.000 abitanti, e, oso dire, la metà di loro se la spassa in giro. Insomma, si direbbe che Pechino è la città più strana al mondo.

Come ho detto Pechino è il centro politico riconosciuto. Quindi la gente qui si dovrebbe interessare di politica. Ma non è proprio questo il caso. Quando la Cina aveva un sistema imperiale si considerava la politica una questione personale dell’imperatore. Dopo la rivoluzione fu considerata un affare dell’esercito. Questo per dire che la politica è vista come un affare personale dei funzionari di alto rango e subalterni e dei politicanti che inseguono il loro proprio egoismo nella lotta per ogni tipo di privilegi. Per questa ragione, la popolazione non pone molta attenzione alla politica.

Come può essere spiegato questo atteggiamento passivo della gente di Pechino? Primo, la gente di Pechino ricorda molto bene quel che dicevano i vecchi filosofi: “La politica non è per la gente comune”. Questa idea fatalista è radicata nelle loro menti. Secondo, per migliaia di anni hanno vissuto sotto un sistema dispotico. Molto forti sono l’obbedienza e il senso di sottomissione. Terzo, lo sviluppo industriale è agli inizi e un egoismo estremo si diffonde tra i lavoratori. Intrisi di conservatorismo, filosofia tradizionale, non hanno il senso della collettività; nelle case da tè o nei ristoranti si vedono spesso cartelli con scritto “No alle discussioni sugli affari dello Stato”. Questo tipo di sanzione su qualsiasi discussione sullo Stato o sulle questioni politiche sembra destinata a influenzare la gente della classe povera.

Dopo la rivoluzione nella “letteratura” (la volgarizzazione del baihua, etc.) per la prima volta gli intellettuali hanno sentito la necessità di nuovi ideali, aspirazioni e ambizioni. Nello stesso tempo si sono sviluppati i contrasti tra Cina e Giappone sulla questione dello Shandong, alla conferenza per la spartizione del bottino. Questo tra gli studenti ha provocato un movimento nazionalista senza precedenti, il Movimento del 4 Maggio. Allora gli studenti misero molto impegno per interessare le masse ai problemi politici, ma invano. Senza l’appoggio delle masse il movimento degli studenti languì. Questo esempio dimostra che in questo centro politico lo spirito patriottico degli intellettuali non ha messo radici nel proletariato.

Il movimento politico fra gli intellettuali si può dividere in tre scuole: (1) il movimento democratico; (2) il socialismo delle gilde e (3) il movimento anarchico. I sostenitori del movimento democratico non hanno stabili organizzazioni. Il socialismo delle gilde ha solo un piccolo numero di sostenitori. Pertanto la sua influenza è limitata. Per diffondere le loro confusissime idee, usano ogni giornale o altro periodico esistente. Anche gli anarchici non sono diversi da questa gente. Ricorrono a qualsiasi giornale, inclusi quelli gestiti dai Signori della Guerra, dove si possono trovare articoli in un guazzabuglio di idee diverse e confuse; democrazia, socialismo delle gilde, anarchismo e così via. Naturalmente, questo tipo di movimento, dati i mezzi che impiega, non può realizzare il suo scopo. Riguardo gli anarchici, nonostante abbiano probabilmente compreso quanto importante sia sollevare le masse, oltre a fare uscire i loro piccoli opuscoli e ritrovarsi in prigione, non sanno che fare. Per esempio durante il recente Movimento del 4 Maggio gli anarchici raccolsero insieme trenta persone ma furono incapaci di organizzare dimostrazioni tra i lavoratori. Fecero uscire solo qualche settimanale, che distribuirono a caso perché non sono riusciti a organizzarne la distribuzione in un modo appropriato.

Chi fa parte dei circoli intellettuali è convinto che la trasformazione della società necessiti delle loro conoscenze. L’offerta di capacità scientifiche consentirebbe loro di acquisire posizioni influenti, così chiedono una maggiore istruzione. Considerano il proletariato una classe ignorante, povera e impotente che può essere usata per favorire i loro scopi. Mentre gli intellettuali pensano di essere molto importanti, del proletariato non varrebbe la pena nemmeno di far menzione. Questa loro tendenza è del tutto ovvia e ne risulta un grosso ostacolo al movimento rivoluzionario operaio.

Compagni, da quello che ho detto scaturiscono due questioni importanti che necessitano di una immediata soluzione. Primo, come possiamo avvicinare i lavoratori, privi di interesse politico, e far leva sullo spirito di ribellione per educarli e organizzarli a un coinvolgimento nel lavoro rivoluzionario? Secondo, come possono essere dissuasi dal desiderio di diventare degli studiosi che aderiscono ai circoli intellettuali? Come possono essere convinti a partecipare al movimento rivoluzionario del proletariato? Infine, come possono farsi parte del proletariato?

In generale, questo governo di Signori della Guerra e di burocrati non è per niente stabile. Non ha alcuna coerente direzione politica. Sarebbe facile sbarazzarsi di questo governo se il proletariato facesse forza.

2) La situazione economica di Pechino non è molto complicata. Pechino è un centro politico, né industriale né commerciale. Di fatto solo alcuni milionari hanno soldi in banca. Veramente pochi gli industriali, e non molti grandi commercianti. Alcune relativamente grandi aziende e imprese, come uffici editoriali, case editrici, la tesoreria locale, aziende di macchinari di precisione, di apparecchi di misura, e le ferrovie, sono tutte istituzioni governative. Pertanto i proprietari d’azienda e i dipendenti sono essi stessi governativi. Per rafforzare lo spirito patriottico tra i lavoratori di queste aziende e imprese e per farli lavorare molte ore, il governo dice, “Dovete farlo per la prosperità del paese”. Naturalmente in queste condizioni è molto difficile un lavoro di propaganda. È più difficile che aver a che fare con i capitalisti.

Compagni, voglio richiamare la vostra attenzione su questo problema. Ci sono molti risciò tirati da lavoratori, dai cinquanta ai sessantamila. Sebbene non lavorino per i capitalisti, vengono dallo strato sociale inferiore e il lavoro consente loro di stare in contatto con gente di tutte le provenienze sociali. Dobbiamo trovare il modo di fare propaganda tra di loro.

3) A Pechino è normale vedere gente fare prepotenze. Gli stranieri insultano i cinesi; i funzionari militari trattano duramente i civili; i passeggeri dirigono i tiratori di risciò con fruste e bacchettate. Secondo me, non importa dove e quando avvengono cose come queste, noi dobbiamo cogliere l’opportunità al balzo per risvegliare lo spirito rivoluzionario del proletariato.

Funzionari del governo, ufficiali, burocrati, e polizia gareggiano a opprimere la gente comune. Le auto dei “VIP” possono impunemente travolgere i pedoni. Possono infilarsi nel traffico come vogliono e con lo schieramento della polizia a opprimere arbitrariamente la gente. Tutto questo indica che ci sono molte occasioni per la propaganda tra le masse.

Ora fatemi tornare a parlare delle trascorse attività e del programma dell’organizzazione comunista a Pechino. Dobbiamo far notare che in ottobre dello scorso anno, quando l’organizzazione fu fondata, aderì anche qualche falso comunista. Questa gente in realtà era anarchica, e ci crearono qualche problema. A causa della loro visione estrema della politica lasciarono l’organizzazione. Dopo la loro uscita le cose iniziarono a scorrere meglio. Non abbiamo molte persone, sicché non possiamo adesso proporci compiti esaustivi. Dobbiamo concentrarci sul lavoro di propaganda e di organizzazione fra gli intellettuali e i lavoratori.

Il lavoro di propaganda tra i lavoratori

L’industria a Pechino non è molto sviluppata. Non ci sono grandi fabbriche che concentrino lavoratori in un luogo. Per questa ragione abbiamo deciso di spostare la nostra attenzione sui lavoratori delle ferrovie. Però tutti noi veniamo da famiglie intellettuali e lontane dalla classe lavoratrice. Pertanto la prima cosa che abbiamo fatto è stato di aumentare le comunicazioni fra questi lavoratori. Abbiamo deciso di fondare una scuola operaia [workers’ supplementary school] a Changxindian per 2.000 lavoratori delle ferrovie. Questa scuola non è lontana da Pechino e ha tre insegnanti, che sono socialisti.

La scuola è un modo per avvicinare i lavoratori. In più di una occasione la nostra proposta ha suscitato entusiasmo. Ne è risultato che ogni tipo di classi ha sollevato richieste, e si sono estese fra i lavoratori le idee sugli aumenti di salario, la riduzione dell’orario di lavoro, e la formazione di sindacati. Successivamente hanno fondato un sindacato delle ferrovie con 340-350 aderenti.

Compagni, non dovremmo limitarci a fondare sindacati. Dopo la loro costituzione, dovremmo guidarli alla lotta contro i padroni di fabbrica. Solo così i lavoratori possono dimostrare il loro interesse per i propri sindacati e credere nella loro forza. I lavoratori sono incolti e analfabeti. Solo uno su dieci riesce a leggere un giornale. Ovvio che un lavoro di propaganda tramite materiale stampato non serve. Come potete capire ci troviamo a combattere queste difficoltà e superarle a tutti i costi.

In breve, le lezioni che abbiamo imparato in questo poco tempo sono: Primo, buone relazioni possono essere create tra coloro che sono leali verso la causa dei lavoratori e i lavoratori stessi. Secondo, i capi dovrebbero essere scelti dai lavoratori. Terzo, dovremmo ricordare loro lo scopo della nostra organizzazione e utilizzare i loro sindacati per combattere i padroni così che l’odio di classe si intensifichi. Quarto, dobbiamo cogliere ogni opportunità per incoraggiare le masse a fare dimostrazioni e a sferrare scioperi.

Naturalmente, a causa della inadeguatezza del nostro gruppo e per la mancanza di fondi, non possiamo aspettarci un immediato aumento generale del livello di educazione dei lavoratori. Attraverso questa scuola cerchiamo di raggiungere i due scopi delineati sopra. Il fine della scuola è fondamentalmente educare i lavoratori e abituarli a una situazione nella quale loro stessi nominano quelli fra loro con maggiore coscienza ed entusiasmo per dirigere la scuola e il sindacato. Gli incontri studenteschi forniscono buone occasioni per il lavoro di propaganda, ed è estremamente importante sviluppare l’abitudine di parlare in pubblico, negli incontri di massa. Questo tipo di riunione è la miglior via per sviluppare il senso dell’interesse comune e della disciplina.

Cosa insegniamo ai lavoratori? Costantemente diciamo loro che sono sfruttati dai proprietari delle fabbriche capitalistiche e che questo è il motivo per cui hanno una vita miserabile. Inoltre li introduciamo alla storia del movimento dei lavoratori negli altri paesi. Sempre mettiamo loro in evidenza il significato e i metodi per diventare organizzati. Spesso facciamo letture e insegniamo loro come leggere. Allo stesso tempo gli insegniamo l’uso delle parole per esprimere il loro pensiero e facciamo loro scrivere della loro quotidiana vita familiare e di tutte le ingiustizie che succedono in fabbrica. All’inizio erano piuttosto riluttanti, ma abbiamo tirato fuori alcuni eccellenti agitatori. Comunque il compito di trovare dei veri capi proletari è molto difficile.

Penso che non sia necessario aprire questo tipo di scuole a lavoratori di ogni professione. Solo dove non ci sono organizzazioni e capi operai è necessario avere una scuola come questa. L’esperienza mostra che non possiamo avere scuole generiche ma scuole che sono specializzate, come le scuole per i lavoratori del tessile, delle ferrovie ecc. Questo tipo di scuola è la tappa preparatoria necessaria per la costruzione dei sindacati secondo le divisioni professionali.

Riguardo al sindacato della ferrovia Pechino-Hankou il nostro impegno è di portare i lavoratori a una stretta relazione con noi. Allo stesso tempo siamo molto attenti agli scioperi che scoppiano qua e là. Una volta, appena abbiamo saputo di uno sciopero indetto da lavoratori delle miniere e altri, il Compagno Luo [Zhanglong] e io vi ci siamo precipitati in treno. Volevamo aiutare gli scioperanti ma loro non credettero che avrebbero potuto ricevere un aiuto dall’esterno e inoltre sospettavano che fossimo delle spie e temevano di noi. Così il nostro intervento è fallito.

Molte delle nostre pubblicazioni di propaganda per il proletariato hanno solo poche pagine. Spesso incoraggiamo i lavoratori a scrivere brevi corrispondenze e le stampiamo nelle pubblicazioni nostre e di altri. La nostra prima pubblicazione fu “Il Settimanale dei Lavoratori” [Laodong zhoukan], ma dopo il sesto numero il governo lo ha proibito. Dopo questo ordine restrittivo del governo, cambiammo il nome in La Voce della Benevolenza [Rensheng], ma dopo la terza uscita abbiamo dovuto cessare le pubblicazioni per mancanza di fondi. Abbiamo anche fatto uscire alcuni opuscoli come La Vittoria dei Lavoratori [Gongren de shengli] e Primo Maggio [Wuyijie]. Queste pubblicazioni hanno avuto una larga diffusione. Però il nostro principale lavoro di propaganda finora si è concentrato sull’aumento dei salari e la riduzione della giornata lavorativa. Queste rivendicazioni sono diventate le parole d’ordine principali della nostra lotta.

Voglio fare un esempio per illustrare quanto è importante per i lavoratori organizzare apertamente scioperi e manifestazioni.

Come ho detto prima, abbiamo impiantato il primo seme di lavoro di propaganda a Changxindian, e il Primo Maggio dello scorso anno c’è stato il primo sciopero. Voglio elogiare questo sciopero organizzato dai nostri compagni. Quel giorno fu convocato un raduno di massa con la presenza di migliaia di persone. I lavoratori hanno tenuto discorsi di agitazione; alcuni non sono riusciti addirittura a parlare anche se la manifestazione è durata tre ore. Dopo si sono spostati nelle strade. Circa 1.500 persone hanno marciato per le strade, alzando bandiere con importanti parole d’ordine, cantando canzoni rivoluzionarie e gridando “salari più alti, riduzione dell’orario di lavoro!”. Meno di una settimana dopo la manifestazione sono accaduti una decina di piccoli incidenti nella fabbrica causando grande preoccupazione alla direzione aziendale. Vi voglio ricordare, compagni, che dobbiamo lavorare con i lavoratori che hanno il senso della disciplina. Secondo me, il modo migliore è aiutarli a organizzare scioperi e manifestazioni. Dobbiamo prendere ogni accorgimento che può accelerare questo movimento.

Il lavoro di propaganda fra gli intellettuali

Abbiamo provato a condurre un lavoro di propaganda più ampio tra gli intellettuali, ma la nostra casa editrice era sotto sorveglianza e non abbiamo potuto stampare alcunché. Abbiamo tradotto alcuni piccoli opuscoli “La Rivoluzione Russa e la Lotta di Classe” e “Il Programma del Partito Comunista”, per esempio, ma non abbiamo stampato i testi tradotti. Abbiamo fatto circolare “Il Manifesto Comunista” e “Conversazioni sull‘Economia”, che erano state stampate a Shanghai.

Nonostante uno dei nostri compagni sia il responsabile per la pubblicazione della rivista La Luce dell’Aurora (Shuguang), la rivista è condotta insieme ad altri. Abbiamo pubblicato alcune traduzioni e pezzi originali. Quando il professor [Bertrand] Russell fece una conferenza a Shanghai appoggiando il socialismo delle gilde, noi organizzammo un pubblico dibattito per esprimere la nostra critica in merito. Molto spesso dobbiamo polemizzare con gli anarchici e i socialdemocratici, ma molte discussioni sono condotte nella forma di dibattiti pubblici e in conversazioni private piuttosto che attraverso articoli.

Negli anni recenti il numero delle scuole pubbliche è aumentato notevolmente. Queste scuole prevalentemente insegnano ai loro studenti ad essere patriottici, ma ci stiamo impegnando perché insegnino il comunismo e abbiamo fatto qualche passo avanti in questo senso.

Siamo alla fine del mio rapporto, ma lasciate che aggiunga ancora poche cose. Nonostante adesso noi concentriamo tutta la nostra energia per l’organizzazione e l‘educazione delle masse, allo stesso tempo dobbiamo anche fare attenzione al lavoro di propaganda verso gli intellettuali. Compagni, una desolata situazione politica pervade la nostra corrotta società; insopportabili ingiustizie sociali e penose condizioni di vita sono tutti fattori che distolgono dallo scoppio della rivoluzione. Se potremo trarre vantaggio da un semplice evocare lo spirito rivoluzionario del proletariato, e se potremo incanalare una rivoluzione politica democratica in una rivoluzione sociale proletaria, tutto dipenderà dal grado dell’impegno che mettiamo nella lotta che tiene alta la rossa bandiera. Questo congresso fondativo si occuperà di tutti i compiti che ci stanno di fronte in un modo concreto e redigendo uno specifico piano di lavoro. È certo che il compito di questo congresso non sarà facile.

Rapporto del Pc di Canton

Chen Gongbo

1) Lo scorso anno

Non c’era nessuna organizzazione qui l’anno scorso, né era possibile trovare qualcuno per fare un lavoro organizzativo a Canton. Quando ritornammo a Canton fondammo un quotidiano, Il Socialista; ma non potevamo dire che Il Socialista fosse una definita organizzazione. Era un organo di propaganda. A quel tempo Canton era governata dalla gente di Guangxi, che reprimeva con crudeltà qualsiasi tipo di movimento; abbiamo avuto anche problemi finanziari, così non ci sono stati progressi.

Alla fine dello scorso anno, B e Perlin vennero a Canton e aprirono un ufficio dell’Agenzia di Stampa Russa. Presero alcune iniziative per organizzare sindacati e scrissero articoli per la rivista settimanale Il Mondo dei Lavoratori [Laodongjie]. Il Compagno Huang Lingshuang li presentò ai rivoluzionari di Canton, e così si trovarono in mezzo agli anarchici. Nonostante ci fosse un PC, sarebbe stato più appropriato chiamarlo il PC degli anarchici. Dei nove membri del comitato esecutivo del partito, sette erano anarchici; solo i compagni Perlin e Stoyanovich erano comunisti. Per le nostre differenti posizioni, Tan Pingshan, Tan Zhitang, e io rifiutammo di entrare in questo gruppo. Il foglio che pubblicavano si chiamava Il Lavoratore [Laodongzhe], con una diffusione di 3.000 copie. A quel tempo due organizzazioni di lavoratori emersero a Canton: una era il Club dei Lavoratori Meccanici e l’altra il Club dei Lavoratori di Kuanshan; Kuanshan è una piccola località a circa 25 chilometri da Canton. Ciascuna di queste organizzazioni aveva dai 40 ai 50 aderenti. Siccome noi non eravamo membri di queste associazioni non possiamo fornire resoconti dettagliati su di esse.

Il Compagno Chen Duxiu è arrivato a Canton a gennaio insieme al Compagno B. Dopo intense discussioni conclusero che dovevamo sbarazzarci degli anarchici. Proprio allo stesso tempo gli anarchici uscirono dal partito, così iniziammo la costruzione del vero PC, e dichiarammo che il quotidiano Il Socialista era il giornale ufficiale per la propaganda del partito. In tutto c’erano nove membri del partito, inclusi Chen Duxiu, Stoyanovich e Perlin.

Purtroppo avevamo un gran bisogno di fondi. Il Lavoratore era in chiusura: due sindacati avevano dovuto chiudere perché, primo, problemi finanziari e, secondo, la vasta diffusione del pensiero anarchico nei sindacati.


2) La situazione attuale

Adesso il nostro giornale di propaganda è il foglio quotidiano “Il Socialista”. Questo giornale richiede 700 Yuan al mese; è molto difficile continuare le pubblicazioni. Inoltre abbiamo una Società di Ricerca Marxista con circa ottanta aderenti. Il venti per cento sono studenti di legge, venti per cento sono studenti universitari e di istituti commerciali e il resto sono membri di tutti i tipi di gruppi politici ed editoriali. Non ci sono lavoratori in questi gruppi perché è molto difficile per noi stabilire contatti con loro. Ancora più difficile è stabilire legami con i soldati. Per tenere a galla la rivista mensile Il Comunista [Gongchandang] e pagare il costo delle scuole serali dei lavoratori, ogni mese mettiamo a disposizione il 10 percento degli introiti di ciascun membro del partito.

In Shanghai [Canton] abbiamo fondato una scuola per lavoratori meccanici. Grazie all’aiuto dei sette membri del comitato della scuola, abbiamo trasmesso i nostri principi e speriamo di aumentare il numero delle scuole. Inoltre abbiamo anche fondato un istituto per la formazione di propagandisti, che è direttamente gestito dal comitato di propaganda. Io sono stato nominato direttore dell’istituto. Questo istituto è il principale organo per lo svolgimento dell’educazione socialista nella provincia del Guangdong. Molti insegnanti sono nostri buoni compagni. Speriamo che l’istituto di formazione apra delle scuole serali affiliate per lavoratori e scuole per il lavoro di organizzazione fra i lavoratori. Ma l’esistenza di questo istituto di formazione dipende da legami politici; noi possiamo solo approfittare di questi legami.

 
3) Suggerimenti per il futuro

A. Reclutamento di nuovi membri dei partito

Il numero di militanti a Canton è piccolo: ci ricorda che dobbiamo mettere più attenzione in questo lavoro. Però, fin dall’inizio, in questo lavoro non dovremmo essere disinvolti nelle nuove ammissioni al partito. La situazione a Canton è molto diversa che in altre località. Tranne i lavoratori e i soldati, possiamo dire che gli studenti universitari simpatizzano con gli anarchici o sono manipolati dal Kuomintang (GMD). Per queste difficoltà dobbiamo essere particolarmente determinati. Nel futuro pensiamo di reclutare nuovi militanti da alcuni gruppi marxisti, dalla scuola dei lavoratori meccanici e dall’istituto di formazione dei propagandisti. Se altra gente vuole entrare nel nostro partito non possiamo aver a che fare con loro in questo momento poiché non fa parte del nostro programma.

B. Fondare sindacati

Questo è un duro problema perché l’anno scorso il numero dei sindacati è aumentato a più di cento. Ma tutti questi sindacati sono stati contaminati dall’anarchismo o sono controllati dal GMD. Non c’è bisogno di parlare degli anarchici perché sono solo cinque o sei a Canton. Di questi, tre andranno presto in Francia. Dobbiamo anche far presente, in generale, che gli anarchici non hanno alcuna organizzazione. La nostra lotta contro il GMD è molto più dura perché i rapporti fra i lavoratori e il GMD hanno una lunga storia. Non più di dieci anni fa il GMD provò a diffondere le sue idee e influenza fra i lavoratori e i soldati. L’anno scorso, istigarono i lavoratori a uno sciopero per sostenere il generale Chen [Jionming]. Molti appartenenti a questo partito si considerano socialisti. Il Comitato Centrale del GMD ha una sezione per la propaganda che è esclusivamente incaricata del lavoro di collegamento con i lavoratori, in particolare quelli alle macchine utensili e i meccanici.

Il nostro primo compito nell’organizzare i lavoratori è di fondare il sindacato dei lavoratori meccanici e il club dei ferrovieri. Adesso stiamo prendendo delle misure per organizzare il sindacato degli insegnanti.

In apparenza siamo legati con il GMD ma noi stiamo ancora provando a organizzare sindacati in modo indipendente. Adesso abbiamo dei collegamenti con alcuni sindacati come quello dei barbieri; stiamo prendendo delle misure pratiche per influenzare il sindacato dei meccanici e sembra che i nostri sforzi iniziali abbiano successo.

C. Istituire scuole per i lavoratori

1. Scuole per i sindacati

Il piano per istituire questo tipo di scuole è: chiedere a ciascun sindacato di mandare due rappresentanti alla scuola per due o tre volte a settimana. L’insegnamento dei corsi nella scuola prevede: leggi organizzative dei sindacati, storia del movimento dei lavoratori, l’attuale situazione del movimento in Europa, in America, ecc. Pensiamo che questa scuola otterrà sicuramente grandi risultati in due o tre mesi e che molti sindacati saranno soddisfatti del nostro lavoro.

2. Scuole serali per i lavoratori

Per adesso solo una scuola è gestita direttamente dai nostri compagni. Sebbene molte scuole siano state fondate da lavoratori che hanno legami con noi, il lavoro in queste scuole non è stato agevole. Il sindacato dei lavoratori meccanici è molto influente a Canton. Questo sindacato ha molti aderenti che ci appoggiano. Dopo che questa scuola ha raggiunto risultati cospicui, inizieremo il lavoro in altre scuole.

D. Propaganda per i contadini

Il Compagno Zhu Nuochen, membro del Gruppo Marxista, ha fondato Il Nuovo Villaggio, per divulgare il nostro pensiero comunista; noi faremo del nostro meglio per aiutare il giornale a guadagnare una grande influenza e ad espandere la sua propaganda.

E. Legami con i soldati

Abbiamo intenzionalmente messo questo punto da ultimo perché non ci sono soldati a Canton. I soldati dell’esercito sono o delle uova marce o banditi. Sono pericolosi; dobbiamo stare molto attenti con loro. Molti ufficiali hanno il nostro rispetto. Dobbiamo convincerli a passare dalla nostra parte prima o poi.