La prima fucilazione
Categorie: Antifascism, Communist Left, Democratism, Fascism, Italy
Questo articolo è stato pubblicato in:
Il Tribunale Speciale, che per l’occasione si era trasferito a Lucca, ha pronunciato una sentenza di condanna a morte contro il compagno Della Maggiora imputato di uccisione di due fascisti e che al processo ha rivendicato la responsabilità del suo atto affermando nettamente che aveva agito spinto dall’odio politico contro i carnefici del proletariato italiano. L’altro imputato, Spadoni, è stato condannato a 18 anni per aver fornito il revolver a Della Maggiora. La logica di questa condanna è quella imposta dalla attuale situazione italiana. Il capitalismo vuole inaugurare il sistema delle condanne a morte contro i militanti rivoluzionari. Non noi insorgeremo levandoci a un appello alla coscienza del «mondo civile» contro questi misfatti. Noi non lanceremo quest’appello perché siamo convinti che esso non ha altro risultato che quello di allontanare innanzi al proletariato mondiale la visione della terribile situazione del proletariato italiano e di disperderne quindi le energie combattive nella attesa che la coscienza civile del mondo… dia i suoi risultati. Noi siamo persuasi che se non ci si mette nettamente sulla stessa strada che fu percorsa l’anno scorso con le manifestazioni Sacco e Vanzetti, la situazione diventerà sempre più grave per il proletariato italiano mentre non si saranno prodotte che delle cataste di chiacchiere in loro favore.
Ed a nulla vale contro questa nostra opinione il fatto che a proposito del processo dell’attentato di Milano si è ottenuto un successo grazie al… risveglio della coscienza del mondo civile rappresentata dal Comité de Défense e dal suo rispettivo annesso. Se ci si ferma al semplice profitto sulle difficoltà della politica estera del fascismo, si possono attendere dei risultati effimeri per la sorte degli stessi compagni che si trovano nelle più terribili difficoltà perché la modificazione temporanea della loro condizione può essere nuovamente cambiata dal fascismo non appena le vicende della politica dei governi borghesi permette al fascismo di infischiarsene delle inconcludenti proteste del cosiddetto mondo civile e dell’opinione pubblica. Solo sulla via della lotta del proletariato noi potremo ottenere dei veri successi, solo su questa via noi potremo salvare dei compagni in Italia perché, contemporaneamente, agiamo nel senso di favorire la lotta del proletariato italiano contro il capitalismo.
Dalla Maggiore sarà fucilato. Egli ha dichiarato che ha ucciso per esclusive ragioni politiche e che nessuna ragione personale era possibile ricercare nel suo gesto. Il Tribunale Speciale ha pronunciato la condanna definitiva che vorrebbe ammonire categoricamente i proletari che non devono protestare senza essere condannati per offesa al regime, che non devono difendersi per non essere fucilati sotto l’imputazione di avere attentato al sacro ordine del capitalismo.
Le fucilate che i militi fascisti tireranno al compagno Della Maggiora feriscono il proletariato comunista che dall’esempio di questo coraggioso militante trarranno argomento non per desistere dalla lotta ma per rinvigorire il combattimento. Gli episodi di questo genere appartengono al periodo della battaglia che si combatte per la rivoluzione ed i comunisti che sono per l’azione violenta delle masse sanno anche salutare questi meravigliosi atti individuali di estremo sacrificio, che preparano la riscossa di domani.
Contro un proletario, contro Della Maggiora si sono schierate tutte le forze del capitalismo oggi superiori a quelle del proletariato. Spetta ai comunisti di divulgare questo episodio fra i proletari degli altri paesi per richiamare intorno a questo esempio la loro attenzione e la loro solidarietà e perché questa «lezione» frutti l’insegnamento che essa comporta. Il sacrificio di Della Maggiora sarebbe totalmente inutile se noi non sapessimo profittare di questa crudele esperienza per prepararci ad una reale difesa degli altri compagni che sono minacciati.