Partito Comunista Internazionale

Dichiarazione dei diritti e dei doveri del popolo lavoratore

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Questa dichiarazione fu votata dal Congresso Nazionale dei Soviet del gennaio 1918 e rappresenta, con la Costituzione della Repubblica Socialista di Russia, la base della dittatura del proletariato rivoluzionario.

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Noi, lavoratori di Russia, operai d’industria, contadini, cosacchi, soldati e marinai, uniti nei consigli dei delegati degli operai, dei soldati, dei contadini e dei cosacchi, proclamiamo ed affermiamo per mezzo dei nostri rappresentanti autorizzati, alla faccia del mondo, la dichiarazione seguente dei diritti e dei doveri del popolo lavoratore e sfruttato.

L’asservimento economico dei lavoratori per opera dei possessori dei mezzi di produzione, della terra, delle macchine, delle fabbriche, delle ferrovie e delle materie prime, di queste sorgenti essenziali della vita, si presenta come la causa di tutte le forme di soggezione del popolo, dello sfruttamento economico, dell’oppressione intellettuale e morale delle masse operaie. La liberazione economica dei lavoratori dal giogo capitalista costituisce dunque il più importante compito della nostra epoca che deve e non può essere che l’opera dei lavoratori stessi i quali, a questo scopo, devono unirsi nei Consigli degli Operai, Contadini, Soldati e Cosacchi.

Per mettere fine a tutte le miserie che affliggono oggi l’umanità e per assicurare al lavoro i diritti che gli spettano, noi consideriamo come assolutamente necessaria la distruzione delle basi attuali della società, poggiante sulla proprietà privata del suolo e dei mezzi di produzione, dello sfruttamento e sulla soggezione delle masse operaie, e l’edificazione sulle nuove basi dell’ordine socialista. Allora il suolo con la sua superficie e i suoi giacimenti minerari, gli attrezzi e i mezzi di produzione creati dal lavoro delle classi operaie, apparterranno, secondo i principi della proprietà collettiva, al popolo intiero, solidalmente unito in una Lega del Lavoro.

E’ solamente in una società socialista che cesseranno la lotta di classe e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Tutti gli uomini, eguali in diritti e in doveri, formeranno una società, immagine fedele delle loro forze e capacità, e riceveranno da essa secondo i loro bisogni.

La liberazione completa dei lavoratori dallo sfruttamento e dall’oppressione, non è compito locale o nazionale, ma un compito mondiale. Essa non può essere ottenuta che dagli sforzi dei lavoratori di tutti i paesi. In conseguenza è un dovere assoluto dei lavoratori di ogni paese aiutare gli operai quando questi insorgono contro l’ordine capitalista. La classe operaia russa, fedele agli insegnamenti dell’Internazionale, ha – nell’Ottobre 1917 – , vinto la sua borghesia e, d’accordo con gli strati contadini più poveri, si è impadronita del potere. Gli operai, costituendo una dittatura del proletariato e dei contadini, hanno deciso di strappare il capitale alla borghesia, di riunire nelle mani dello Stato socialista tutti i mezzi di produzione e di accrescere, per quanto possibile, la loro forza di produzione.

I primi passi in questa direzione erano:

  1. la soppressione dei diritti di proprietà sul suolo e sul sottosuolo, la dichiarazione di tutta la proprietà fondiaria come proprietà collettiva del popolo, e la sua trasmissione, senza indennità, agli operaii sulla base dell’utilizzazione uniforme del suolo,
  2. la dichiarazione, quale proprietà collettiva, di tutte le foreste, di tutti i giacimenti minerari, di tutte le sorgenti d’importanza generale per lo stato, e l’inventario mobiliare e immobiliare degli stabilimenti industriali e delle imprese agricole,
  3. l’introduzione di una legge sul controllo del lavoro e la nazionalizzazione di alcuni rami dell’industria,
  4. Nazionalizzazione delle banche che, fino ad ora, furono il mezzo più possente dello sfruttamento capitalista,
  5. Annullazione dei prestiti conclusi dal governo zarista per conto del popolo russo, annullazione che porta un colpo fortissimo al capitalismo finanziario internazionale, uno dei fattori più responsabili della guerra mondiale,
  6. Armamento degli operai e contadini e disarmo delle classi possedenti. D’altra parte si prevede l’introduzione dell’obbligo generale del lavoro, per distruggere gli strati sociali parassitarii.

Quando la produzione intiera sarà nelle mani delle masse operaie, unite in una vasta società, dove il libero sviluppo di ogni personalità sarà la condizione del libero sviluppo di tutti; quando, al posto della vecchia società borghese, con le sue differenze di classe, si edificherà definitivamente la società socialista basata sul lavoro collettivo, sull’utilizzazione sistematica e sulla distribuzione dei mezzi di produzione, e sulla solidarietà di tutti i componenti della società, allora, con la scomparsa delle classi, cesserà la necessitò della dittatura proletaria ed il potere dello Stato, apparato di una dominazione di classe.

Questi sono i compiti interni immediati della Repubblica socialista. Nelle sue relazioni con gli altri popoli, la repubblica socialista si pone sulla base dei principi della Prima Internazionale, che adotta la Verità, la Giustizia e la Moralità alla base delle sue relazioni con gli altri popoli, senza considerazioni per le differenze di razza, di religione o di nazionalità.

Il governo socialista dei Soviet, dichiara che ovunque un membro individuale della famiglia umana è oppresso, tutta l’umanità è oppressa. In conseguenza esso proclama e riconosce, nella più larga misura, a tutte le nazioni il diritto di disporre di loro stesse, cioè la libera decisione della loro sorte. Questo diritto esso lo estende a tutte le nazioni senza distinzioni, ivi comprese anche le centinaia di milioni di lavoratori, e popolazioni dell’Asia, dell’Africa, di tutte le colonie e dei piccoli paesi che finora furono oppressi e sfruttati spietatamente dalle classi dirigenti dei popoli cosiddetti civilizzati.

Il governo dei Soviet procede direttamente all’applicazione dei principi che proclama. Ai primi giorni della Rivoluzione d’Ottobre, esso dopo avere riconosciuto il diritto della Polonia a disporre di sé stessa, ha riconosciuto l’intiera indipendenza della Finlandia, il diritto alla libera disposizione dell’Ucraina, dell’Armenia e di tutti i popoli che abitano il territorio dell’antico impero russo. Siccome il governo dei Soviet ha in vista la realizzazione di un benessere che sarà tanto più completo e reale per quanto più sarà veramente libero e volontario, esso ha costituito una Repubblica Federativa. Esso dà il diritto agli operai ed ai contadini di ogni nazione, di decidere in piena indipendenza, nei loro Congressi dei Soviet responsabili, se essi vogliono aggregarsi con eguali diritti alla Repubblica Federativa.

Siccome il governo dei Soviet ha dichiarato la guerra alla guerra non con delle frasi ma con degli atti, esso ha proclamato solennemente, nel nome delle masse operaie della Russia, di rinunciare ad ogni forma di conquista o di asservimento, come d’ogni idea di dominio sulle piccole nazioni. Per dimostrare la sincerità dei suoi sforzi, il governo dei Soviet ha rotto pubblicamente con la diplomazia secreta ed ha proposto a tutti i popoli belligeranti di concludere una pace generale democratica; senza annessioni né indennità, sulla base della libertà dei popoli di disporre di loro stessi. Il governo dei Soviet ammette ancor oggi questo principio.

Obbligato dalla politica di violenza dell’imperialismo mondiale ad opporsi con tutte le sue forze, alle esigenze crescenti dei banditi del capitalismo internazionale, il governo dei Soviet attende la decisione della questione dei rapporti amichevoli fra i diversi popoli, dell’inevitabile rivoluzione mondiale delle classi operaie. Una rivoluzione socialista internazionale, attraverso la quale i lavoratori di ogni paese vinceranno i loro propri imperialisti, potrà solamente, una volta per tutte, mettere fine alla guerra e creare le condizioni per la completa realizzazione della solidarietà dei lavoratori del mondo. Per raggiungere questo scopo, il governo dei Soviet fa appello a tutti i popoli.

Il governo dei Soviet riconosce, con i fondatori dell’Internazionale, che non vi sono diritti senza doveri, che non vi sono doveri senza diritti e nello stesso tempo in cui proclama i diritti dei lavoratori nella nuova società, afferma i doveri seguenti:

  1. Lottare con tutte le forze per il potere dei lavoratori e reprimere ogni tentativo di ristabilire la dominazione degli sfruttatori e degli oppressori;
  2. Vincere, con tutti i mezzi i disastri provocati dalla guerra, dalla resistenza della borghesia e riprendere, al più presto possibile, il lavoro produttore in tutti i domini della vita economica del popolo;
  3. Difendere il governo dei Soviet, unico focolare del socialismo nel mondo capitalista, contro gli attacchi dell’imperialismo mondiale, impiegandovi tutte le proprie forze ed anche a prezzo della vita;
  4. Avere in vista, dovunque e sempre, il dovere della liberazione del lavoro dal potere del capitalismo e tendere verso una Lega Solidale dei Lavoratori comprendente il mondo intiero;

Il governo dei Soviet di Russia proclama questi diritti e questi doveri dei lavoratori, domanda alle classi operaie di compiere il loro dovere fino alla fine, fermamente fiducioso nella realizzazione prossima dell’ideale socialista, esso inscrive sulle sue bandiere il grido di battaglia tradizionale del lavoratore: «Proletari di tutti i paesi unitevi. Viva la rivoluzione socialista mondiale!».