Partito Comunista Internazionale

Il «testamento» di Lenin

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Per stabilità del Comitato Centrale di cui ho parlato più sopra, intendo delle misure contro la scissione, nella misura in cui, in generale, tali misure possono essere prese. Perché evidentemente il reazionario della Rousskaia Mysi aveva ragione quando contava in primo luogo – nel suo gioco contro la Russia Soviettista – sulla scissione del nostro partito, ed in secondo luogo contava sui più seri disaccordi nel partito che potevano portare alla scissione.

Il nostro partito si appoggia su due classi e per questo la sua instabilità è possibile, ed inevitabile la sua caduta, se fra queste due classi un accordo non potesse essere stabilito. In questo caso, sarebbe persino inutile di prendere tali o tali misure, e di deliberare sulla stabilità del nostro Comitato Centrale. Ma io spero che questo è un avvenire troppo lontano, ed un avvenimento troppo improbabile per parlarne mai.

Ciò che io ho in vista è la stabilità del Comitato Centrale come garanzia contro la scissione nel prossimo avvenire ed io ho intenzione di esaminare qui una serie di considerazioni di carattere puramente personale.

Credo che l’essenziale, nella questione della stabilità visto sotto questo aspetto sono dei membri del Comitato Centrale quali Stalin e Trotzky. I rapporti fra di essi costituiscono, a mio avviso, una grande metà dei pericoli di questa scissione che potrebbe essere evitata: ed a questo scopo deve servire, fra l’altro, l’aumento del numero dei membri del Comitato Centrale fino a 50 o 100 persone.

Il compagno Stalin, divenendo segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un potere immenso, ed io non sono convinto che egli possa sempre usarne con sufficiente prudenza. D’altra parte il compagno Trotzky, come l’ha già dimostrato la sua lotta contro il Comitato Centrale a proposito della questione del Commissariato del Popolo alle vie di Comunicazione, non si distingue solamente in ragione delle sue eminenti capacità. Personalmente egli è certamente l’uomo più capace del Comitato Centrale attuale, ma egli è eccessivamente portato alla sicurezza e trascinato oltre misura dal lato puramente amministrativo delle cose.

Queste due caratteristiche dei capi più notevoli del Comitato Centrale attuale possono involontariamente condurre alla scissione; se il nostro partito non prende le misure per prevenirla, questa scissione può prodursi inevitabilmente.

Non voglio caratterizzare in seguito gli altri membri del Comitato Centrale secondo le loro qualità personali. Ricorderò solamente che l’episodio di Ottobre di Zinovief e Kamenev non è stato evidentemente occasionale, ma che esso non può essere loro rimproverato personalmente come d’altronde il non-bolscevismo al comp. Trotzky.

Quanto ai giovani membri del Comitato Centrale, io voglio dire qualche parola di Bukharin e di Platakov. Essi sono, a mio avviso, i più notevoli fra le giovani forze, e bisogna, nei loro confronti avere in vista quanto segue:

Bukharin non è solamente il più prezioso ed il più forte teorico del partito, ed anche legittimamente considerato come il preferito di tutto il partito, ma le sue concezioni teoriche non possono essere considerate come veramente marxiste che con il più grande dubbio, perché vi è in lui qualche cosa di scolastico (egli non ha mai appreso, credo che non abbia mai COMPRESO veramente la dialettica).

Poi, Platakov, incontestabilmente uomo di volontà e di capacità eminenti, ma inclinato troppo all’amministrazione ed al lato amministrativo delle cose perché si possa affidarsi a lui in una questione politica seria.

Evidentemente l’una e l’altra osservazione sono fatte per me solamente per il momento presente, e nella supposizione che questi due lavoratori eminenti e devoti non trovino l’occasione di completare le loro conoscenze e di modificare ciò che vi è in essi di unilaterale.

22 dicembre 1922

Stalin è troppo brutale e questo difetto, pienamente sopportabile nelle relazioni fra di noi comunisti, diviene intollerabile nella funzione di segretario generale. Per questo io propongo ai compagni di riflettere al mezzo di spostare Stalin da questa carica e di nominare al suo posto un uomo che, sotto tutti i rapporti, si distingua dal compagno Stalin per una superiorità, cioè che sia più paziente, più leale, più gentile, e più attento verso i compagni, meno capriccioso etc. Questa circostanza può sembrare una bagatella insignificante ma io penso che per preservarci dalla scissione, e dal punto di vista di ciò che ho scritto più sopra sui rapporti reciproci fra Stalin e Trotzky, questa non è una bagatella, a meno che non si tratti di una bagatella che può acquistare una importanza decisiva.

2 gennaio 1923