Gli stalinisti provocano gravi incidenti
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Da New York
Ci giunge da New York la notizia di gravi incidenti avvenuti in quella città fra la maggioranza e l’opposizione del P. C. americano.
Martedì 20 febbraio si teneva nei locali del Labor Temple un comizio indetto dall’opposizione americana per protestare contro l’espulsione dalla Russia del compagno Trotzky. Assistevano alla riunione circa 400 persone. Gli stalinisti, circa un centinaio, si rifiutarono di pagare i 25 cents di entrata, ma poi dovettero pagare per entrare. Quando il «chairman» della riunione, Martino Abern, aprì il comizio in nome della minoranza restata fedele ai principi della Rivoluzione d’Ottobre, gli stalinisti lo interruppero e scatenarono la lotta, che durò una ora e mezza.
Gli schiamazzi attirarono l’attenzione della polizia che intervenne a più riprese, e ad un momento intervennero pure le riserve di tre stazioni di polizia e due squadre di detectives. Ma la minoranza sciolse il comizio e Marino Abern fece la seguente dichiarazione: «Noi protestiamo contro la tattica fascista di questi «gangsters». Essi hanno causato l’intervento della polizia, mentre noi non vogliamo la sua protezione. Noi terremo la prossima riunione meglio organizzata».
Gli stalinisti erano armati di sfollagente, di sacchetti di sabbia e qualcuno anche di pugno di ferro, il che sta pure a dimostrare che la manifestazione era organizzata.
I feriti sono numerosi da una parte e dell’altra. Due compagni di sinistra italiani sono rimasti pure feriti ed uno assai gravemente.
Questa a cronaca. Le considerazioni che noi facciamo sono le seguenti:
La parola d’ordine del centrismo è di impedire con tutti i mezzi, in Russia come negli altri paesi, che la opposizione possa avvicinare le masse, precisare – contro la falsificazione costante dell’apparecchio della bolscevizzazione – la propria posizione politica rivoluzionaria di fronte al proletariato comunista. La tattica è di squalificare i compagni di sinistra agli occhi dei membri dei partiti cacciandoli dai partiti stessi sotto l’accusa di tradimento, divenuto ormai un cliché buono a tutto, e di impedire che fuori dei ranghi dei partiti, l’opposizione trovi lo stesso il mezzo di parlare ai compagni ingannati.
Questa tattica è in applicazione. Nel momento in cui la posizione della burocrazia che domina il partito russo e internazionale si vede minacciata seriamente dai progressi costanti, impressionanti della sinistra russa, essa applica ai comunisti il famoso articolo 58, essa deporta a centinaia i proletari comunisti o l’imprigiona ed al compagno più rappresentativo della sinistra russa, Trotzky, intorno a cui il proletariato può raccogliersi come in altri momenti difficili nel corso della rivoluzione, dà l’esilio, allo scopo evidente – e dimostrato dalle pubblicazioni della Pravda, dei vari Falce e martello e della stampa bolscevizzata in generale – di discreditarlo, e con lui la sinistra russa, agli occhi del proletariato mondiale.
La stampa bolscevizzata degli altri partiti della internazionale, si attiene scrupolosamente, ove non faccia peggio, a questo principio eminentemente… rivoluzionario. Non essendo possibile applicare l’articolo 58, in Belgio questa stampa bolscevizzata ricorre alla falsificazione del pensiero della sinistra ed alla delazione, in Francia, in Germania alla bassa diffamazione, e quando si tratta di dare asilo a Trotzki in una casa di cura in Cecoslovacchia, la Direzione del Partito comunista di questo paese si trova d’accordo con il ministro dell’interno per rifiutarlo!
Ripetiamo, la tattica in corso di applicazione è di screditare la sinistra russa ed il suo capo Trotzky, e di impedire che la voce di questa, con quella dei comunisti degli altri paesi possa arrivare ad essere sentita dai proletari ancora nei PC. Le manifestazioni pratiche di questa tattica sono quelle che si vanno verificando e che servono a caratterizzarle. Le conseguenze:
Noi diciamo nettamente e subito che nessuna confusione è possibile fra la nostra posizione comunista, che rivendica tutta intera la responsabilità storica della dittatura del proletariato, delle misure rivoluzionarie da essa prese contro quegli uomini e quelle correnti politiche che la combatterono in Russia praticamente e che la combattono ancora oggi come principio: la l’opportunismo porta esso la responsabilità di aver creata una situazione nella quale la lotta per il principio della dittatura del proletariato nel seno del proletariato stesso è divenuta estremamente difficile: una situazione che permette una facile, superficiale speculazione da parte di anarchici di diverse tendenze e della socialdemocrazia; la responsabilità ancora maggiore dell’urto fra comunisti, e del distacco crescente del proletariato dalla Russia.
Se gli anarchici ed i socialdemocratici credono di poter sollevare in casi come quello verificatosi a New York, la questione della «libertà di parola» da un punto di vista che noi, comunisti, non possiamo accettare, non si debbono però illudere di trovarci d’accordo. Noi impediremo ogni confusione, impediremo sopratutto, che la lotta che la sinistra conduce sulla base dei principi del marxismo rivoluzionario, sulla base della tradizione del partito comunista italiano, in opposizione irriducibile al centrismo, che la tradizione il programma del P.C.I. ha abbandonato: che la lotta che i comunisti russi conducono sulla base dei principi che permisero l’Ottobre 1917, venga falsificata, nel senso di trascinarla su di una base di rivendicazioni sentimentali e piccolo borghesi.
Perciò noi affermiamo di sostenere interamente i principi sui quali fu basata la costituzione della IIIa Internazionale.
Noi combattiamo l’opportunismo, perché da queste basi si è spostato, creando l’insostenibile situazione attuale; noi combattiamo oggi contro anarchici, socialdemocratici e centristi, non in nome della «libertà di parola», non in nome di astruserie senza fondamento rivoluzionario, ma in nome dei principi comunisti che portarono il proletariato russo alla vittoria, per la dittatura del proletariato, contro cui, centristi, socialdemocratici ed anarchici non attraverso le apparenze, la forma, l’espressione del momento, ma fondamentalmente e storicamente hanno realizzato il fronte unico.
E su questa strada, noi abbiamo detto e lo ripetiamo, risponderemo a tutti gli attacchi, a tutte le provocazioni, a tutte le aggressioni dell’opportunismo.