La deportazione degli immigrati fra Gran Bretagna Irlanda e Ruanda
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Le borghesie al potere in Irlanda e nel Regno Unito si trovano in una situazione di stallo per quanto riguarda una recente crisi dei rifugiati richiedenti asilo. Con l’avvento della Brexit il Regno Unito ha inasprito la legislazione in materia di immigrazione.
L’ultima legge sulla sicurezza afferma che gli immigrati “illegali” che arrivano nel Regno Unito sono soggetti a essere deportati in Ruanda. Questo ha fatto sì che, per non essere deportati in Ruanda, molti cercano di entrare nell’UE e di chiedervi asilo attraversando il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda, privo di punti di controllo.
La crisi generale del regime capitalista, oltre a dimostrare ancora una volta l’impotenza della borghesia, ha fatto precipitare le tensioni tra il governo britannico e quello irlandese. Il governo irlandese, che non vuole fornire una sistemazione a poco più di mille rifugiati, sta preparando una legge d’emergenza per rimandare gli immigrati nel Regno Unito, definito “paese sicuro” per gli emigranti che vivono nelle tende per le strade di Dublino.
L’anno scorso sono state ordinate oltre 7.000 espulsioni dal Regno Unito di cui circa 100 effettuate. Gli altri si trovano in quello che le Nazioni Unite hanno definito un limbo legale, in attesa di conoscere il loro destino, mentre la borghesia irlandese e quella britannica si accapigliano su una vuota retorica giuridica