Il caro dei fitti
Categorie: Housing Question, Italy
L’amministrazione comunale, di accordo coi partiti aderenti al Blocco Popolare, ha indetto una serie di comizii per protestare contro i padroni di case e per provvedere ai mezzi più adatti a scongiurare la minaccia del rincaro delle pigioni.
In verità i discorsi pronunziati nel 1° comizio di domenica non miravano ad altro che a difendere la Amministrazione bloccarda che ha applicata la nuova tassa di sovraimposta, perché gli oratori comizianti capiscono bene che l’unica scusa che i proprietari possono accampare quest’anno per rincarare le pigioni è precisamente l’aumento della sovraimposta fondiaria.
Ed il pubblico feticista applaude sempre, perché i musicisti e la musica sono sempre gli stessi, che trascinano inconsapevolmente più che convincere la folla.
Con ciò non vogliamo dire certamente che i comizi non si debbano tenere, anzi riteniamo, che qualunque azione debba agitarsi nelle pubbliche piazze per modo che il popolo vi partecipi direttamente per far sentire alta e solenne la sua voce.
Ma disgraziatamente il popolo napoletano infatuato dai discorsi degli omenoni del blocco socialistoide interviene nei comizi per applaudire ciecamente senza avere una nozione propria di quella che dovrebbe essere un’azione veramente energica in questo triste momento.
I provvedimenti legislativi proposti dagli on. Lucci, Altobelli, Labriola e Ciccotti per quanto inspirati a sentimenti di equa giustizia lasciano il tempo che trovano e si risolveranno quasi certamente in un’altra amara delusione. Intanto fra venti giorni si maturerà la rinnovazione dei fitti ed i padroni di casa sono già belli e pronti per imporre l’aumento, non in rapporto alla nuova tassa, imposta dall’Amministrazione bloccarda, ma come al suo solito, ma con una proporzione ed un crescendo strozzinesco addirittura.
Pel momento non riteniamo sia il caso di baloccarsi dei provvedimenti legislativi da parte di un governo borghesista e per giunta presieduto dall’on. Salandra, vigile tutore della proprietà privata. Forse sarebbe più efficace un’azione concorde di tutti gli inquilini costituiti in lega per la difesa immediata dei propri interessi disposti a qualunque resistenza collettiva per impedire il minacciato aumento.
Di fronte alla prepotenza dei padroni di casa bisogna opporre quella degli inquilini, che non è più prepotenza quando viene esercitata in nome di un diritto sacro ed intangibile.
Il primo compito dovrebbe essere quello di non rinnovare i fitti presso quei proprietari che volessero arbitrariamente imporre il solito aumento annuale ed intanto rimanere nella casa già abitata per lo passato.
Se tale esempio fosse seguito da tutta la massa degli inquilini – su cui pende la minacciosa spada di Damocle- certo i padroni di casa dovrebbero piegare la dura cercice e rassegnarsi a considerare che la casa non può ritenersi un mezzo di speculazione commerciale, ma una necessità pubblica, sottoposta magari alla sanzione del popolo, quando mancano delle leggi capaci di disciplinare i rapporti fra proprietari ed inquilini.
Ben vengano in seguito i provvedimenti del governo, sotto la pressione degli interessati, ma nel frattempo è bene che gli inquilini si riuniscano subito in lega per disciplinare l’azione da svolgere nello interesse di tutti, onde impedire energicamente il minacciato aumento. Quando la lega sarà costituita ci permetteremo di avanzare anche proposte concrete che valgano ad intergrarne l’azione combattiva.
Ai comizi bisogna far seguire una azione decisiva ed organica perché in caso diverso succederà come tutti gli anni passati, in cui si sono tenuti centinaia di comizi senza alcun pratico risultato, appunto perché mancava la lega di resistenza capace di fronteggiare energicamente l’azione dei padroni di casa.
Perché non si sperimenta questa forma di azione, che secondo noi sarà l’unica che in questo momento potrà approdare a qualche cosa di concreto?
R.F.