Partito Comunista Internazionale

Conferenza pubblica a Genova: Per l’unità dei proletari palestinesi e d’Israele! / Contro la guerra fra stati borghesi

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La guerra a Gaza, come quella in Ucraina, da entrambi i lati è condotta per interessi delle borghesie locali e delle potenze capitaliste regionali e mondiali che le spalleggiano. Le masse lavoratrici sono carne da cannone, spinte a combattere a colpi di massacri della popolazione civile.

I conflitti in Ucraina, nel Nagorno-Karabakh, a Gaza sono collegati, manifestazioni della marcia verso una nuova guerra mondiale del capitalismo, spinto verso di essa dalla crisi economica mondiale di sovrapproduzione che minaccia i profitti di tutte le borghesie.

Le lotte di liberazione nazionale – in un mondo approdato ovunque e da decenni alla tappa dello sviluppo storico del capitalismo – non hanno più alcun contenuto sociale progressivo e altro non possono essere che strumenti della guerra fra imperialismi. Anche la lotta di liberazione palestinese non ha più alcuna possibilità di soluzione nel quadro attuale di crescente scontro interimperialistico, ma viene usata demagogicamente per asservire il proletariato mediorientale e inquadrarlo in uno dei fronti di guerra.

In tutti i paesi arabi e mediorientali la rivolta delle masse proletarie da decenni è deviata dalle borghesie nazionali contro il binomio USA-Israele. Ogni borghesia ha sempre bisogno del nemico esterno per impedire che la classe lavoratrice capisca che i nemici sono in casa nostra, che sono la borghesia, i suoi partiti, il suo regime.

La terza guerra mondiale potrà essere fermata solo dalla rivoluzione della classe lavoratrice unita al di sopra dei confini nazionali. Per la borghesia portare i proletari al massacro fratricida è una questione di vita o di morte di fronte alla montante crisi economica del capitalismo: se non scatta la guerra non si ferma la rivoluzione.

I partiti operai opportunisti, residui del falso comunismo staliniano, del suo antiamericanismo funzionale agli interessi dell’imperialismo russo o cinese, continuano oggi a sostenere la lotta per il miraggio di uno Stato borghese palestinese. Questi partiti da decenni non contano nulla per i proletari ma sono ancora utili alla borghesia per continuare a screditare il comunismo di fronte alla classe operaia, dopo l’infamia del falso comunismo in URSS e in Cina!

L’oppressione capitalistica sulla classe salariata d’Israele e la doppia oppressione capitalistica e nazionale sul proletariato palestinese avranno fine solo con la rivoluzione proletaria contro le borghesie israeliana e palestinese, con la dittatura rivoluzionaria della classe lavoratrice.

A questo scopo è necessario rafforzare il Partito Comunista Internazionale, la sua conquista nei principali paesi della direzione del movimento di lotta dei lavoratori contro lo sfruttamento capitalista, in difesa delle loro condizioni di vita e di lavoro.