I comunisti e le elezioni: La nuova epoca ed il nuovo parlamentarismo
Kategorijas: Electoralism
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Mentre il Partito Comunista d’Italia si accinge a partecipare alle elezioni generali politiche, per ricordare e precisare il contenuto della tattica elettorale dei comunisti, quale fu definita dal Secondo Congresso mondiale della Internazionale Comunista, riportiamo la parte introduttiva delle tesi sul parlamentarismo adottate dal Congresso medesimo, dalla quale si desume la profonda differenza che intercede tra il metodo parlamentaristico dei partiti socialdemocratici -tipicamente applicato in Italia dal Partito Socialista, ed oggi più che mai – ed i criteri rivoluzionari con i quali i Comunisti si propongono di utilizzare le elezioni ed il parlamento.
La nuova epoca ed il nuovo parlamentarismo
In principio, all’epoca della Prima Internazionale, l’atteggiamento dei Partiti socialisti di fronte al Parlamentarismo era quello dell’utilizzazione dei parlamenti borghesi a scopo di agitazione. La partecipazione al Parlamento veniva considerata dal punto di vista dello sviluppo della coscienza di classe, vale a dire del risveglio dell’ostilità di classe del proletariato contro la classe dominante. Questo rapporto si trasformò, non già sotto la influenza della teoria, ma sotto l’influenza della evoluzione politica. Con l’ininterrotto aumento delle forze produttive e con l’ampliamento del campo di sfruttamento capitalistico, il capitalismo e con esso gli Stati parlamentari guadagnarono continuamente in solidità.
Da ciò nacquero: l’adattamento della tattica parlamentare dei Partiti socialisti al lavoro legale “organico” del Parlamento borghese, la sempre maggiore importanza della lotta per ottenere riforme nell’ambito del capitalismo, il predominio del cosiddetto programma minimo della socialdemocrazia. Su questa base si svilupparono poi i fenomeni dell’arrivismo parlamentare, della corruzione, del tradimento velato o palese a danno degli elementari interessi della classe operaia.
II rapporto tra la Terza Internazionale e il Parlamentarismo non viene determinato da una nuova dottrina, ma dal cambiamento di funzione del parlamentarismo stesso. Nell’epoca precedente il Par- lamento, quale strumento dell’evolventesi capitalismo ha in certo qual modo, compiuto un’opera storicamente progressista. Nelle presenti condizioni di sfrenato imperialismo, però, il Parlamento si è trasformato in uno strumento di menzogna, di frode, di violenza e di chiacchiera snervante. Di fronte alle devastazioni, ai saccheggi, alle violentazioni, alle rapine e alle distruzioni dell’imperialismo, le riforme parlamentari private di sistema, di continuità e di regola, perdono ogni importanza pratica per le masse lavoratrici.
Come tutta la società borghese, così anche il parlamentarismo perde la sua solidità. L’improvviso passaggio dall’epoca organica a quella critica crea la base per una nuova tattica del proletariato sul campo del parlamentarismo. Così, il Partito Operaio Russo (i Bolscevichi) ha elaborato, già nel periodo precedente, la natura del parlamentarismo rivoluzionario, perché fin dal 1905 la Russia era stata portata fuor dell’equilibrio politico e sociale ed era entrata nel periodo delle procelle e dei rivolgimenti.
Quando alcuni socialisti, inclini al comunismo, affermano che nei loro paesi non è ancora venuto il momento per la rivoluzione e si rifiutano di staccarsi dagli opportunisti parlamentari, essi partono essenzialmente dal fatto che ravvisano nell’epoca imminente un’epoca di relativo consolidamento della Società imperialistica e suppongono che su questa base, nella lotta per le riforme, una coalizione con i Turati e i Longuet possa dare risultati pratici. II Comunismo teoretico e chiaro deve, al contrario, rettamente valutare il carattere dell’epoca attuale l’apogeo del capitalismo, auto-negazione e auto-distruzione imperialistica, ininterrotto aumento della guerra civile. ecc.). Coi diversi paesi possono essere diverse le forme delle relazioni politiche e i raggruppamenti. Ma l’essenziale rimane dappertutto lo stesso: per noi si tratta della immediata preparazione politica e tecnica della insurrezione del proletariato per la distruzione del potere civile e per l’instaurazione del nuovo potere proletario.
Nel momento attuale il Parlamento non può, in nessun caso, essere per i Comunisti il teatro di lotte per riforme, pel miglioramento delle condizioni della classe operaia, come fu in certi momenti del periodo passato. II centro di gravità della vita politica è state interamente c definitivamente trasportate oltre i confini del Parlamento. D’altra parte la borghesia, non solo in seguito ai suoi rapporti con le masse lavoratrici, ma anche in seguito alle intricate vicende entro le classi borghesi, è costretta, nell’uno o nell’altro modo, a tradurre in atto una parte dei suoi provvedimenti nel Paria- mento, dove le diverse cricche trattano intorno al potere, manifestano i loro lati forti, svelano i loro lati deboli, si scoprono, ecc., ecc.
Perciò è immediato compito storico della classe operaia strappare questi apparecchi dalle mani delle classi dominanti, spezzarli, distruggerli, e creare in loro luogo nuovi organi proletari di potere. Nello stesso tempo però lo Stato rivoluzionario della classe operaia è vivamente interessato ad avere suoi esploratori nelle istituzioni parlamentari della borghesia per facilitare questo lavoro distruttore. Da ciò risulta chiara la differenza fondamentale fra la tattica del comunista, che entra nel Parlamento con scopi rivoluzionari, e la tattica del parlamentare socialista. Questi parte dalla premessa della relativa solidità. della indefinita durata del regime attuale, si propone il compito di ottenere riforme con ogni mezzo ed ha interesse che la massa veda in ogni conquista un merito del parlamentarismo socialista (Turati, Longuet e compagni).
In luogo del vecchio parlamentarismo di adattamento subentra il nuovo parlamentarismo come uno degli strumenti di distruzione del parlamentarismo. Le ripugnanti tradizioni della vecchia tattica parlamentare spingono però alcuni elementi rivoluzionari nel campo degli avversari assoluti del parlamentarismo (I.W.W., Sindacati rivoluzionari, Partito Comunista Operaio di Germania).