Sempre un osso duro i tranvieri napoletani
Kategorijas: Italy, Union Question
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La trinità sindacale sperava di contenere nel limite di poche ore di sciopero la protesta degli autotranvieri dell’ATAN per la mancata applicazione dell’accordo sulle competenze accessorie (questione che dura dal 1964 e che pareva risolta alla fine del 1966); ma non faceva i conti con un osso duro: la volontà dei tramvieri di mandare a carte quarantotto il famoso «senso di responsabilità» e la «programmazione delle agitazioni», per scioperare finalmente ad oltranza.
Così, fra le grida di scandalo di tutti i benpensanti il 24-3 nessun pullman e nessun tram è uscito dai depositi malgrado e contro gli ordini dei sindacati che volevano limitare l’astensione a tre ore soltanto: e così è stato pure il 25, il 26 e il 27 sebbene i «responsabili sindacali» si adoperassero, fra gli elogi del Mattino a nome e per incarico della classe dominante, per «far opera di persuasione» e, l’ultimo giorno, riuscissero a raggranellare qualche crumiro. Orrore: «la realtà sfugge ai dirigenti sindacali, che non riescono più a controllare gli aderenti alle organizzazioni!»; «la loro autorità è scossa, i loro orientamenti e la loro azione non sono più condivisi dalla maggioranza»; «i dirigenti sconfessati di fatto, e clamorosamente, dalla base»: «un gruppo di oltranzisti è riuscito a bloccare i mezzi nei depositi!» — ecco un piccolo campionario delle urla di sdegno dei giornali. Sembra di essere alla vigilia della fine del mondo: se non si «programmano» gli scioperi, e se ogni programmazione è «sconfessata dalla base», dove si andrà a sbattere? Per giunta, ecco astenersi dal lavoro i dipendenti della Cumana: c’è da farsi il doppio o triplo segno della croce!
Di fronte a tale situazione, figurarsi se non si è strillato allo «scandalo» degli ingorghi stradali, al «disagio della popolazione», ai «danni del turismo partenopeo…».
Ma i tramvieri hanno tenuto duro per quattro giorni — e avrebbero resistito di più se «l’opera di persuasione» dei loro «dirigenti» e, soprattutto, la decisione di questi di non chiamare in lotta l’intera classe operaia partenopea, non li avessero infine costretti a riprendere il lavoro. Resta il fatto che essi hanno saputo dare un magnifico esempio di combattività scavalcando le barriere erette dai bonzi, e infischiandosene delle urla di quanti gridavano: «Dalli al… cinese» o «A morte gli… oltranzisti!». Non è la prima volta, come abbiamo documentato su queste colonne; e non è azzardato prevedere che non sarà l’ultima!