Międzynarodowa Partia Komunistyczna

Fascismo valido sostegno della repubblica antifascista

Kategorie: Antifascism, Italy, MSI, Opportunism

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La messa fuori della legge del M.S.I. è un ottimo motivo per un prossimo «referendum» magari nel colmo della crisi, e quando le squadracce nere scorrazzeranno in lungo e in largo più indisturbate di oggi.

La borghesia ha più volte sospeso le garanzie costituzionali, ma sempre a mezzo di una dittatura aperta e per colpire la classe proletaria. Non ricordiamo che lo Stato capitalista abbia consentito il democratico scioglimento di una formazione politica borghese, peraltro numericamente e politicamente forte. Abbiamo assistito, invece, allo scioglimento militare, armato e violento, anche di partiti borghesi da parte di governi borghesi. Mussolini e Hitler, per ricordare periodi passati, Castro, Pinochet, i colonnelli greci, il Portogallo odierno, ecc.

Ammettiamo per un momento che il partito neofascista venga cancellato dai ruoli di Montecitorio, con grande soddisfazione e relativo vantaggio economico per le infinite schiere dei concorrenti; che ne vengano arrestati i dirigenti e gli on.li parlamentari, chiuse le sedi, proibite le manifestazioni. Questo partito, allora, sarebbe sciolto? NO! Sarebbe un’ennesima beffa che si ritorcerebbe contro la classe operaia.

I partiti non si costituiscono né si sciolgono per decreto. I partiti, in quanto espressioni delle classi, nascono e muoiono con le classi. Il M.S.I. è non solo un partito borghese, ma più precisamente il più moderno, organizzato ed efficiente partito del regime capitalistico. Ha stretti legami con tutti gli strati della borghesia, con le alte sfere della finanza, della industria, del commercio, dell’agricoltura, ed in particolare ha saldi collegamenti con l’organizzazione statale, segnatamente con gli alti e medi gradi della casta militare. Da questi numerosi canali trae ispirazione e mezzi; dalla brodaglia piccolo-borghese e sottoproletaria, uomini e squadracce.

L’imbecillità credulona del democratume e la subdola intelligenza della sgangherata classe politica borghese, furbastra e crudele quanto mai nella manovra antiproletaria, vorrebbe farlo sparire, questo partito, con un incantesimo formale. Basterebbe il voto del Parlamento, secondo costoro, per recidere le radici di questo partito che affondano nella struttura sociale. Se di tanta potenza dispone, non capiamo allora come mai il Parlamento della Repubblica è congenitamente impotente di fronte ai terribili problemi economici e sociali che ogni giorno lo tormentano.

La verità è che un processone democratico anti-MSI, intentato da pagliacci a pagliacci, distoglierebbe l’attenzione dei lavoratori dalla disoccupazione, dalla fame, dalla miseria e ridarebbe fiato ai tromboni democratici, per guadagnare la fiducia delle masse, per ottenere il loro oceanico consenso a privarle delle «garanzie» economiche e sociali accumulate col loro stesso sudore. È elementare, allora, che non solo il MSI, ma qualsiasi partito che non sia un fenomeno folcloristico ed estemporaneo, non potrà che essere distrutto dalla forza delle armi. Il MSI, partito borghese per eccellenza della reazione bianca, potrà essere distrutto soltanto con la distruzione del potere capitalista, che lo ha allevato e nutrito. Questo compito eminentemente rivoluzionario può adempierlo una sola classe, il proletariato, espressa da un solo partito, il Partito comunista rivoluzionario.

L’argomento offre spunti interessanti, che qui ci limitiamo solo ad accennare.

Partendo dalla premessa, fondata e arciprovata, che il fascismo non è un capriccio infernale della storia, ma il metodo politico di governo più moderno e avanzato del capitalismo, è connaturato al sistema capitalista, per cui non poteva che essere ereditato dall’antifascismo resistenziale e democratico, uscito dalla seconda guerra, in quanto il regime democratico non si poneva né si poteva porre il compito di distruggere il capitalismo; dato questo assioma, essendo indifferenti le etichette dei partiti alla soluzione del problema, il M.S.I. potrebbe essere liquidato, in assenza del pugno proletario, soltanto da una nuova edizione del M.S.I.

Come partito fascista il MSI fa abbastanza schifo. Tutti i suoi furori si risolvono in un pietoso osanna alla democrazia, al parlamentarismo. Ma gli va dato atto che la «fede» democratica è strumentale, sebbene non si capisca perché non dovrebbe profittare della copertura parlamentare opportunamente offertagli dall’«odiata» democrazia. D’altronde, la finzione democratica è soltanto esteriore, dato per scontato che qualsiasi partito borghese deve sforzarsi di rappresentare gli interessi di tutte le classi superiori a tenere a bada la classe operaia.

Ora, questa funzione è rivendicata anche dal PCI, che lo spaccia come «modello», senza chiamare in causa altri attori-partiti, come D.C. o PSI. Qualunque partito può liquidare politicamente il MSI a condizione che ne faccia propri i mezzi e gli scopi. Che la liquidazione politica venga ufficialmente celebrata con rito giudiziario è solo scenografia. La sostanza non cambia. Questi trasformismi sono possibili in relazione alla tradizione, provenienza e sviluppo di ciascun partito. Ma in potenza la funzione fascista può essere svolta più o meno bene da qualsiasi partito che ad essa si disponga. D’altra parte, il partito russo della controrivoluzione staliniana svolge oggi gli stessi compiti reazionari del fascismo e con gli stessi mezzi; come li svolgono le due bande di gangsters americani, il partito democratico e quello repubblicano, tanto per fare due esempi illustri.