Partido Comunista Internacional

Battaglia Comunista 1946/II/25

Sviluppare il lavoro sindacale

Riconoscendo e affermando che la degenerazione degli organismi sindacali, ostacolo fondamentale allo sviluppo di qualunque lotta di classe del proletariato e al successo di ogni battaglia rivendicativa immediata e mediata, pone sul tappeto il problema della creazione della frazione sindacale comunista internazionalista, il Partito non ha inteso indulgere ad una concezione volontaristica, ma rispondere ai dati effettivi della situazione e regolarsi perciò su di essi. Non si trattava dunque per noi di «costruire» organismi privi di vita, ma di segnare la via da percorrere in rapporto all’evolversi della situazione generale del Proletariato e al grado di sviluppo delle lotte di classe.

Ciò significa che alla frazione sindacale, riconosciuta come esigenza del corso storico apertosi negli ultimi mesi, si arriverà non per un atto arbitrario di volontà ma per un’armonica convergenza della situazione obiettiva e dell’attività sindacale svolta dal Partito attraverso la rete di tutti i suoi organismi, dai periferici ai centrali. La circolare che riproduciamo è intesa a questo scopo: tracciare la via sulla quale il Partito si muoverà e l’obiettivo verso il quale tenderà i suoi sforzi in costante parallelismo con gli sviluppi delle lotte di classe sul piano nazionale e internazionale.

Circolare del C.C.S., serie 2-1-46, alle Federazioni.

A seguito delle direttive emanate sul n. 23 di «Battaglia Comunista», il Comitato Centrale Sindacale, conscio delle responsabilità inerenti al suo compito, ha creduto necessario precisare alcuni problemi toccati nella circolare di cui sopra.

Non è fuori luogo insistere anzitutto sul fatto che, per mettere il Partito in condizione di assolvere i suoi compiti in campo sindacale, è necessario che la circolare n. 6 dedicata all’organizzazione dei gruppi di fabbrica sia presa nella massima considerazione da tutte le Federazioni e sezioni per la sua rapida messa in esecuzione: solo in tal modo sarà infatti possibile tradurre proficuamente in atto l’ulteriore programma di azione sindacale tracciato nelle «Direttive Sindacali del Partito» e teso verso l’organizzazione della Frazione Sindacale Comunista Internazionalista.

Quest’ultima dovrà risultare dal raggruppamento di tutti gli operai che sono in opposizione alla politica dei dirigenti sindacali e che condividono la politica sindacale del Partito Comunista Internazionalista, agitata e propagata dai nostri gruppi di fabbrica. La frazione non deve quindi essere in nessun modo un’improvvisazione, ma la risultante di un lavoro serio e tenace di propaganda e di organizzazione. Nella misura che i nostri gruppi si organizzano, avranno cura di stringersi attorno i simpatizzanti, iscritti o no al sindacato, e di raccogliere il maggior numero di adesioni alla nostra politica sindacale – premessa necessaria per dar vita organica alla Frazione.

Le norme organizzative per la costruzione della Frazione sono le seguenti:

Tutte le frazioni sindacali di fabbrica verranno divise per categorie di mestiere: ad esempio, tutte le frazioni sindacali di fabbrica della categoria metallurgici verranno organizzate su scala provinciale prima, regionale poi e infine nazionale, dando così vita alla frazione sindacale internazionalista in seno alla FIOM. Lo stesso procedimento sarà necessariamente seguito in tutte le altre Federazioni di mestiere. Tutte le frazioni sindacali internazionaliste di categoria opereranno nell’ambito della C.G.I.L. sotto la guida diretta del Comitato Centrale Sindacale del P. C. Int.

Nella misura che tale lavoro di organizzazione si svilupperà, il C.C.S. provvederà ad emettere un tesserino del quale ogni appartenente alla frazione sindacale dovrà essere in possesso.

In nessun modo e per nessuna ragione la frazione sindacale dev’essere considerata come premessa alla scissione sindacale, ma si prefigge come suo scopo fondamentale quello di convogliare le forze operaie sul piano della difesa classista e rivoluzionaria contro la degenerazione confederale, e della ricostruzione del sindacato di classe.

Riassumendo, ricordiamo ancora una volta che, al fine di poter attuare il lavoro impostato dal C.C.S. in rapporto alle necessità del momento, bisogna che i Comitati sindacali e le Federazioni si dedichino con la massima cura alla riattivazione dei gruppi comunisti di fabbrica, premessa indispensabile per ogni ulteriore lavoro.

IL C.C.S.