L’UIL conduce la danza
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L’UIL. attraverso il suo organo Il lavoro italiano, ha mille ragioni di pavoneggiarsi; è lei che mena la danza, ed è la CGIL che la segue a guisa di mite cagnolino.
I tessili, nei due scioperi del 15 e del 22 marzo, hanno dato prova di voler combattere a fondo? L’UIL- tessili ne conclude che bisogna « evitare un inopportuno braccio di ferro e ulteriori scioperi prima che sia definito un quadro sufficientemente ampio delle rispettive posizioni delle parti » [figurarsi; dopo tanto tempo, il « quadro » delle posizioni rispettive non è ancora abbastanza « ampio »!], e propone (e gli altri due sindacati accettano) di buttarsi in ginocchio di fronte al padronato, pregandolo a mani giunte di riprendere le trattative. Ecco l’umiliante lettera delle tre segreterie (Il Lavoro italiano del 2-4): « Le segreterie delle tre organizzazioni sindacali dei lavoratori .. hanno deciso di chiedervi la ripresa delle trattative in quanto ritengono che le manifestazioni del 15 e 22 abbiano dato la misura della volontà dei lavoratori di pervenire ad una rapida e soddisfacente conclusione della vertenza … Ci auguriamo che anche voi abbiate maturato le opportune riflessioni »«.
Dunque, sono loro, i rappresentanti di una categoria che lotta da mesi e mesi, quelli che vanno a Canossa, « augurandosi » che la controparte abbia nel frattempo fatto il suo esame di coscienza. « Ci sembra a questo punto che da parte dei sindacati si sia dimostrata tutta la buona volontà possibile ». commenta il suddetto organo; e davvero sarebbe difficile pensare che le brache potessero essere calate più di così.
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Anche la conferenza triangolare ministri-sindacati-industriali del 3-4 aprile sull’occupazione è un’iniziativa UIL, prontamente accettata dalla CGIL in base al principio che « la programmazione è una realtà e quindi bisogna esserci dentro anche se, per salvar la faccia, ci si è astenuti dal darle il proprio voto. Così i sindacati si avviano ad inserirsi « responsabilmente » nel meccanismo dello Stato, che è – e come! – una realtà, e quindi non bisogna starne fuori …
Oggi in funzione consultiva, domani in funzione deliberativa, in ogni caso in un dissimulato collaborazionismo e corporativismo… fascista !