Partido Comunista Internacional

L’atteggiamento della Sinistra del P.S.I.

Categorias: Communist Abstensionist Fraction of the PSI, Electoralism, Opportunism, Partito Socialista Italiano, Party History

Parte de: O Preparazione rivoluzionaria, o preparazione elettorale

– L’atteggiamento della Sinistra del P.S.I.

La Sinistra Comunista non prestava minimamente il fianco ai tradizionali pregiudizi dell’anarco-sindacalismo latino, mentre era perfettamente vaccinata contro le “malattie infantili” che affliggevano nel 1920 il comunismo anglosassone. Una simile maturità non era il privilegio di pochi dirigenti, ma discendeva dalle caratteristiche stesse del socialismo italiano di prima del 1914, che da lunga data aveva rotto con l’anarco-sindacalismo (Congresso di Genova, 1892) e, in seguito, non gli aveva mai lasciato il monopolio della lotta contro i riformisti (espulsione dei socialimperialisti in occasione della guerra in Libia nel 1912). Queste ed altre circostanze fecero della campagna elettorale del 1913 una vigorosa manifestazione di propaganda rivoluzionaria. Come mostra l’articolo “Contro l’astensionismo”, i rappresentanti della Sinistra non difesero allora soltanto la partecipazione alle elezioni, ma denunciarono nella ricetta anarchica dell’astensione una forma di apoliticismo e neutralismo la cui sola conclusione poteva essere il peggior blocco di collaborazione di classe.

I tre articoli del 1919, fanno eco alle elezioni dell’immediato dopoguerra che in tutti i paesi ebbero così funesta influenza sulla lotta e l’organizzazione del proletariato rivoluzionario e, in Italia in particolare, ritardarono il processo di selezione del partito di classe. Da allora, l’antiparlamentarismo della Sinistra Comunista si basa su una doppia analisi: quella della situazione, da una parte, e quella della strategia del partito di classe nella fase delle guerre imperialistiche e delle rivoluzioni proletarie, dall’altra. Sul primo punto la valutazione di Lenin, formulata nella “Lettera agli operai d’Europa e d’America” (21 gennaio 1919), e quella della Sinistra, sono rigorosamente identiche: chiamare il proletariato alle urne nel 1919 significa pugnalare alla schiena le repubbliche sovietiche di Baviera, Ungheria e Russia; è ammettere che la lotta debba rimanere necessariamente «racchiusa nei limiti dell’ordine borghese». Il secondo punto è sviluppato con forza nell’articolo “Preparazione rivoluzionaria o preparazione elettorale”, e ulteriormente chiarito nell’articolo “Le contraddizioni del massimalismo elettorale”, e sarà al centro delle divergenze sulla tattica al Secondo Congresso di Mosca. Per la Sinistra, infatti, «l’incompatibilità delle due forme di attività non è un’incompatibilità momentanea», ma caratterizza tutta una fase imperialista e fascista nella quale sono irrimediabilmente entrati i paesi a vecchia democrazia. Perciò il rifiuto della tattica parlamentare dev’essere adottato anche a prescindere dal flusso e riflusso delle situazioni rivoluzionarie, come un dato di fatto imposto al partito di classe dalle condizioni obiettive della sua lotta finale.

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