La relazione del C.C. sull’attività del Partito comunista approvata con plauso dal Congresso dopo ampia discussione
La seduta plenaria odierna si apre alle 10. presiede ROBERTO.
Egli informa anzitutto il Congresso sul modo come si sono svolti fino ad ora i lavori delle singole Commissioni. Dopo una discussione generale delle tesi si è passati all’esame particolare di esse, alla presentazione di emendamenti e di correzioni. La prima discussione ha messo in rilievo una diversità di opinioni attorno alla quale si è impostato il lavoro delle Commissioni singole. Esiste quindi una minoranza la cui voce deve essere sentita dal Congresso, e la quale è invitata anzi a presentare in forma organica e completa le sue osservazioni. È necessario però in pari tempo che i dibattiti vengano disciplinati onde evitare sia la confusione che la perdita di tempo. D’accordo col Comitato Centrale il Presidente propone quindi che venga limitato il tempo assegnato a ciascun oratore. Il relatore ed il contro relatore avranno facoltà di parlare per mezz’ora ciascuno. Gli altri compagni delegati al Congresso non potranno invece parlare per più di dieci minuti.
Approvate queste disposizioni il segretario dà lettura di altre adesioni che sono pervenute. Hanno inviato telegrammi o lettere di adesione e saluto il Comitato Centrale Comunista della Lega Proletaria di Milano, la Sezione della Lega Proletaria di Foligno e altri.
Il saluto dei comunisti bulgari
Il Comitato Centrale del Partito comunista bulgaro ha inviato la seguente lettera:
Cari compagni del Comitato Centrale del P.C. d’Italia.
Il Comitato Centrale del Partito Comunista Bulgaro vi ringrazia dell’invito che gli avete mandato di partecipare al vostro congresso. Siamo lieti di questo invito, ma con nostro grande rincrescimento siamo nella impossibilità di mandare il nostro delegato. Questa lettera vi porterà i saluti fraterni di tutto il Partito Comunista Bulgaro come pure del nostro proletariato.
Riconosciamo che il vostro Congresso ha dei compiti da risolvere e che la responsabilità del Partito Comunista d’Italia di fronte al proletariato italiano ed al proletariato mondiale nonché di fronte all’Internazionale Comunista non è leggero, ora che i briganti imperialisti si preparano al loro assalto alla Repubblica dei Soviet Russa. La Sezione Bulgara della III Internazionale nutre però una profonda fiducia delle forze spirituali e materiali della sua consorella la Sezione Italiana, che è la sola degna e fedele rappresentante del valoroso proletariato italiano. Perciò il Partito Comunista della Bulgaria è convinto che il Congresso adempirà pienamente ai compiti che gli si presentano.
Con questa fede, rivolgendo al Congresso il proprio saluto, noi lanciamo insieme a tutto il vostro Congresso il grido:
Viva la valorosa Sezione Italiana della III Internazionale!
Viva la Repubblica Socialista dei Soviet in Italia!
Viva la Repubblica socialista mondiale!
Viva l’Internazionale Comunista!
ROBERTO informa che numerosi compagni desiderano siano studiati dal Congresso anche i problemi scolastici. Indica quali sono i competenti in materia e li invita a riunirsi prima della seduta pomeridiana.
PRESUTTI propone che sia ammessa alle plenarie del Congresso la stampa sovversiva allo scopo di poter dare alle masse proletarie una maggiore informazione sui lavoro del Congresso stesso.
GRIECO – L’Esecutivo ha deciso la esclusione dal Congresso di tutta la stampa perché ignora l’esistenza di una stampa sovversiva. Occorre che tra le masse acquisti diffusione la stampa nostra.
PRESUTTI insiste nella sua proposta la quale però messa in votazione non raccoglie che un voto.
La verifica dei poteri
AZZARIO legge al Congresso la relazione della Commissione per la verifica dei poteri. La Commissione è giunta alla conclusione che non tutte le Federazioni hanno indetto il referendum sulla rosa dei candidati da inviare come delegati al Congresso e ne hanno trasmesso gli atti al Comitato Esecutivo e così pure non tutte le Federazioni hanno inviato l’esito delle votazioni per la nomina dei rappresentanti.
A queste osservazioni seguono altri rilievi riguardo ad alcune irregolarità constatate nelle deleghe.
La parola al relatore
Si inizia quindi la discussione sulla relazione del Comitato Centrale.
GRIECO, relatore, informa che la relazione è stata approvata dalla apposita Commissione alla unanimità meno un astenuto (il compagno on. Corneli della Federazione di Ancona). In seno alla Commissione sono però stati fatti dei rilievi di carattere particolare e sarà bene che il Congresso sia informato di essi anche perché il nuovo Comitato Centrale ed il nuovo Comitato Esecutivo possano prenderne atto per l’avvenire.
Quanto alla revisione degli inscritti alcuni delegati hanno chiesto che i risultati di essa vengano sottoposti ad una discussione nell’assemblea sezionale. Il compagno Grieco fa osservare che la revisione degli inscritti è un provvedimento di carattere speciale il quale deve servire per colpire quei compagni che si ritiene debbano essere eliminati dalle file del Partito anche senza che abbiano compiuto degli atti i quali possano venire considerati sufficienti a determinare una espulsione. È quindi necessario che non si faccia un processo pubblico, ma che si prendano provvedimenti di indole amministrativa.
Quanto alla propaganda il Comitato Centrale è cosciente di non aver fatto quanto forse sarebbe stato utile di fare; sa però di aver compiuto tutti gli sforzi possibili. Il primo anno di attività del Partito è stato soprattutto dedicato alla costituzione di tutti gli organi nei quali l’azione del Partito deve essere inquadrata. Senza dubbio per l’avvenire bisognerà maggiormente sviluppare l’attività di propaganda nei limiti delle possibilità economiche. Anche per il passato però il relatore ricorda come siano state organizzate delle settimane di propaganda, come siano stati mandati i propagandisti in varie regioni e come infine siano stati nominati degli ispettori i quali hanno lo scopo specifico di curare lo sviluppo della propaganda e dell’azione del partito nelle singole regioni dove vengono inviati.
È stata fatta da molti compagni la osservazione che la stampa del Partito è pesante. Il fatto è vero, ma si spiega con la necessità di compiere sui giornali quotidiani quelle discussioni teoriche e di principio che potrebbero essere fatte sulla rivista del Partito se questa avesse maggiore diffusione. È inoltre necessaria una maggiore collaborazione alla propria stampa di tutti i compagni. Quanto alle difficoltà finanziarie nelle quali si trovano soprattutto i giornali quotidiani e alla eventualità che si debba addivenire alla soppressione di uno di essi, il relatore informa il Congresso che la cosa è stata discussa in seno alla Commissione con grande ampiezza. Il problema economico della stampa è strettamente collegato col problema della sua diffusione, perché da una maggiore diffusione i nostri giornali potranno trarre i mezzi per migliorarsi tecnicamente e mettersi in grado di meglio soddisfare le esigenze del movimento e dei compagni.
Quanto agli aiuti alla stampa settimanale il compagno Grieco ricorda quello che il Comitato Esecutivo ha fatto, nei limiti delle sue possibilità.
Per il movimento giovanile si sofferma a parlare del modo e della facilità con la quale sono stati superati alcuni contrasti determinatisi tra i giovani ed il movimento adulto. Per il movimento femminile ricorda come soltanto da poco tempo esso è stato accentrato mediante la creazione di un Segretariato direttamente dipendente dall’Esecutivo.
L’attività editoriale del Partito, per quanto molto si sia riuscito a fare, deve essere maggiormente aiutata dai compagni e dalle Sezioni.
Per quello che si riferisce al lavoro illegale ed all’inquadramento si può ormai affermare che il Partito comunista, qualunque sia l’avvenire che lo attende, è in grado di affrontare un periodo di necessaria esistenza illegale. I risultati del lavoro compiuto sono dunque buoni e come prova si potrebbero portare le testimonianze di numerosi questori e commissari di pubblica sicurezza.
Brevemente il relatore dà ancora schiarimenti su altri capitoli della relazione del Comitato Centrale e specialmente sul lavoro di cultura e di organizzazione sportiva, sul movimento sindacale, sulla tattica da seguire nelle amministrazioni comunali, sulla cooperazione e sull’opera di soccorso per la Russia. Egli conclude quindi riconoscendo che molto rimane da fare, che molte difficoltà dovranno essere superate dai nuovi dirigenti del Partito. L’attuale Comitato Centrale è però convinto di avere fatto quanto le circostanze rendevano possibile di fare e di non essere mai sfuggito alle sue responsabilità. Al Congresso esso consegna la bandiera del Partito comunista perché la possa consegnare al nuovo Comitato Centrale agli ordini del quale noi – conclude Grieco – ci porremo per continuare a combattere la lotta che deve condurre il nostro Partito alla vittoria. (Applausi).
La discussione generale
Aperta la discussione il compagno Ercole FERRARIS chiede che vengano dati schiarimenti sulla questione delle Amministrazioni comunali e del contegno che in esse debbano tenere le minoranze o le maggioranze comuniste. Egli ricorda l’esperienza della sua regione ove i comunisti in numerose occasioni perché non si dovesse addivenire allo scioglimento della Amministrazione hanno approvato il bilancio presentato dai socialisti, mentre le minoranze socialiste sistematicamente respingono i bilanci che vengono presentati dai comunisti rendendo ad essi impossibile di rimanere nei Comuni. Egli si chiede quindi se non convenga esaminare l’eventualità di una modificazione della tattica del Partito su questo punto.
MORABITO, della Federazione di Reggio Calabria, dichiara che la sua Federazione approva l’operato del Comitato Centrale e l’indirizzo seguito dal Partito comunista. Chiede però che ci si interessi maggiormente della sua regione. Al Gruppo parlamentare fa torto di non essere stato abbastanza energico nell’espulsione dalla Camera del compagno Misiano.
Le Amministrazioni comunali
MICHELANGELI si preoccupa egli pure della tattica da seguire nelle Amministrazioni comunali. Osserva che i compagni i quali hanno delle cariche in queste Amministrazioni non si occupano più degli altri lavori del Partito. Teme, in questo modo, che si venga a costituire anche nel nostro Partito una categoria di funzionari. Chiede schiarimenti sulla questione della ripartizione col Partito socialista italiano dei fondi raccolti mediante il credito comunista. Teme che gli operai comunisti i quali hanno contribuito a questo prestito debbano fare la fine dei piccoli risparmiatori che avevano dato i danari alla Banca di Sconto e che sono stati fregati dai grandi banchieri.
BAVASSANO di Torino spiega in quali difficili condizioni si trovano le Amministrazioni locali nella sua Provincia per la scarsità di compagni capaci di dirigere l’azione che in esse deve svolgere il nostro Partito. Afferma la necessità di dare agli amministratori una assistenza legale.
ZINNARI di Genova dopo avere conosciuto che gli appunti che vengono mossi al Comitato Centrale non hanno valore sostanziale ma di dettaglio ricorda ai compagni che si sono preoccupati delle Amministrazioni locali che in esse i comunisti non si troveranno a disagio se si ricorderanno del programma col quale si sono presentate alla massa elettorale e cercheranno di applicarlo.
TORCHIO chiede quale contegno debbono tenere i comunisti nei Consigli comunali dove le loro forze sono pari a quelle dei socialisti.
SCAFFIDI dopo aver fatto alcuni rilievi sul modo come sono stati fatti i resoconti delle sedute delle Commissioni si occupa delle disposizioni che sono state date per il lavoro illegale e per l’inquadramento. Lamenta che in alcune occasioni le squadre di comunisti abbiano tenuto un atteggiamento non conforme con le necessità del momento. Si duole in seguito perché il Partito non ha fatto abbastanza per la propaganda in Sicilia, esprimendo l’opinione che anziché inviare dei propagandisti da altre regioni sia necessario servirsi di elementi locali.
SERAFINI insiste perché venga data assistenza legale ai compagni che dirigono delle Amministrazioni locali.
L’azione del G.P.
FERRARI Enrico si occupa egli pure dell’inquadramento chiedendo schiarimenti sulla attuazione pratica di esso e sulla distinzione fra quello civile e quello militare. Vuole che ci si occupi maggiormente della propaganda antimilitarista. Dice che nella Romagna per quello che riguarda le Amministrazioni locali vi è una situazione analoga a quella esposta dal compagno Ferraris di Alessandria. È di opinione che si debba giungere anche all’abbandono delle Amministrazioni locali. Quanto all’azione svolta dal Gruppo parlamentare egli riconosce in linea pregiudiziale che la responsabilità di essa risale anzitutto all’Esecutivo ed al Comitato Centrale che la dirigono e la controllano da vicino e di continuo. Ritiene però che essa sia stata troppo ristretta e che il nostro Gruppo avrebbe potuto alla Camera esplicare una attività maggiore e più corrispondente ai fini del Partito e alla propaganda che esso deve fare per la conquista delle masse.
TASCA riconosce che nell’azione svolta dai comunisti nelle Amministrazioni locali si trovano frequente delle contraddizioni, ma dice che queste contraddizioni derivano da una situazione che il nostro Partito ha ereditato e sulla quale non ha potuto influire. Esse non potranno venire eliminate completamente se non quando si potrà affrontare il problema nella sua interessa decidendo se al Partito convenga affrontare una lotta per la conquista dei Comuni e con quale programma. Quanto al programma però noi faremmo una figura ben meschina se ci accontentassimo dell’eredità del Partito socialista il quale non aveva saputo fare altro che formularne uno demagogico. È però necessario dare assistenza legale agli amministratori.
Raccomanda ancora che si dedichi maggiore attività alla organizzazione sportiva e soprattutto, osserva, che deve essere curato il movimento giovanile. I compagni che in esso avevano acquistato un certo allenamento sono passati al Partito ed ora, quantunque sia pieno di fede, il movimento dei giovani comunisti è unilaterale, poco redditizio e scarso di elementi utilizzabili.
Il compagno Tasca osserva ancora che molti compagni hanno la sensazione che l’intervento degli organi centrali in certe questioni non abbia tenuto conto delle situazioni locali. L’attività dei dirigenti del Partito non si deve esaurire nella formazione di Comitati centrali e nella compilazione di comunicati, ma deve essere una attività concreta, la quale segua l’opera dei Comitati in tutte le articolazioni del loro lavoro.
La stampa del Partito
BELLONE di Milano riconosce che nel primo anno di vita del Partito il Comitato Centrale ha fornito ad esso una guida sicura e precisa. Si occupa in seguito delle possibilità economiche. Il trasporto della Centrale da Milano a Roma e la creazione del quotidiano centrale hanno forse costituito uno spreco di energie che avrebbero potuto essere impiegate meglio in altro modo. Vuole che ci si preoccupi di questa questione. Consiglia di addivenire alla soppressione del quotidiano di Roma il quale potrebbe essere trasformato in un settimanale o quindicinale. Per i bisogni della propaganda nel Mezzogiorno dovrebbe essere creato un ufficio di corrispondenza e qualora i mezzi lo rendessero possibile, si dovrebbe creare un nuovo quotidiano a Milano.
DI GAETANO della Sicilia non protesta perché si sia dimenticata nell’azione di propaganda la sua regione. Afferma anzi che il Partito comunista ha fatto molto per la Sicilia, inviando propagandisti e curando l’organizzazione locale. Sulla Sicilia però è necessario che si fermi l’attenzione del Congresso perché essa ha bisogno che le vengano dedicate maggiori energie di quelle che occorrono alle altre regioni. Forse non è vero che la Sicilia sia la terra delle rivoluzioni, vero è però che essa è la terra delle guardie regie e delle guardie carcerarie. In Sicilia non esiste nemmeno ancora lo stato industriale, ma esiste lo stato feudale. Scarso vi è il numero dei compagni buoni e capaci di lavorare utilmente per il Partito e il proletariato deve affrontare nella sua lotta un’organizzazione reazionaria, la mafia, che è più terribile del fascismo. È necessario quindi che la Sicilia abbia aiuti maggiori di quelli che sono necessari per le altre regioni dove già esiste la tradizione di un movimento proletario.
PRESUTTI. Poiché la relazione del Comitato Centrale è una relazione di carattere amministrativo, si limiterà a fare dei rilievi di indole amministrativa. Chiede una spiegazione pregiudiziale per il contegno tenuto verso il compagno Vittorio Ambrosini il quale ha inviato sulla tattica del Partito una risoluzione che non è stata pubblicata dai nostri quotidiani.
Quella relazione potrebbe anche essere una fesseria …
Voci: Lo è.
PRESUTTI. Io non mi rendo solidale con l’Ambrosini, ma credo che il Comitato Esecutivo doveva dare pubblicità alla risoluzione da lui presentata. Dopo questa osservazione preliminare il compagno Presutti rileva alcune incertezze che vi sono state nell’azione del Comitato Esecutivo, e che secondo lui hanno valore come sintomo di una incertezza generale. Così afferma che per il sistema di prelevamento delle tessere un primo comunicato è stato modificato da un altro alla sola distanza di dieci giorni. (Mormorii).
Passando ad argomenti più sostanziali il compagno, ricordate le tesi del terzo Congresso dell’Internazionale sulla organizzazione dei partiti comunisti rimprovera al Comitato Esecutivo di non aver dedicato questo primo anno della sua attività alla creazione di un quadro organico completo di tutto il Partito mediante l’attribuzione ad ogni Federazione di un funzionario stipendiato. Questa osservazione lo porta a fare dei rilievi generali sul modo come sono state amministrate le forze del Partito. Ritiene che si dovrebbe spendere maggiormente per la propaganda e meno per la stampa e conclude ricordando egli pure la necessità di una più intensa propaganda antimilitarista.
CARRETTO si occupa brevemente dell’azione svolta dalle Sezioni e dai compagni nel campo sindacale e afferma che non si è fatto quanto si sarebbe dovuto fare. La responsabilità di ciò non risale però al Comitato Centrale.
La relazione approvata
Ultimo prende la parola il compagno AZZARIO il quale dice di voler fare una critica non tanto alla relazione dei Comitato centrale quanto piuttosto alle critiche che ad essa sono state fatte. Infatti sono state portate in seduta plenaria delle questioni particolari, non sempre di grande importanza, le quali avrebbero dovuto essere esaminate in sede di commissione. In questo modo si è venuto in parte a violare l’ordinamento dei lavori congressuali approvato nella seduta di lunedì. Nessuno vuole evitare le critiche o strozzare la discussione, ma la divisione del Congresso in commissioni è stata voluta precisamente per rendere possibile agli oppositori tanto su questioni di principio quanto su questioni particolari di vagliare le loro osservazioni e di coordinarle in modo da poterle presentare al Congresso in forma organica. Perciò è necessario che per la discussione degli altri commi dell’o.d.g. ogni commissione presenti non un solo relatore, ma anche un controrelatore e che tutti i delegati comunichino alle commissioni stesse, sia per iscritto che a voce, le osservazioni di natura particolare.
Fatta questa osservazione che raccoglie il favore di tutti i congressisti il compagno Azzario presenta un o.d.g. di approvazione della relazione del C.C.
PRESIDENTE – È necessario procedere alla nomina di una commissione di tre compagni la quale proceda alla revisione dei conti dell’amministrazione del Partito.
ARACCO – Propongo che i nomi vengano fatti dal presidente.
ROBERTO – Se il Congresso è d’accordo chiamo a far parte di questa commissione i compagni Presutti, Germanetto e Tanazzi.
Si approva.
BORDIGA ha chiesto la parola in seguito alle osservazioni di Presutti sul modo come sarebbero stati amministrati i fondi del Partito e tiene a far rilevare che a questo lato dell’attività degli organi centrali il C.E. ha sempre dedicato la più grande attenzione e la più solerte attività.
Sono stati fatti regolarmente dei preventivi e dei consuntivi, ed esiste una commissione internazionale nominata dal III Congresso, la quale esercita uno stretto controllo. Bisogna però tener conto delle necessità di ordine politico sia nazionale che internazionale le quali non permettono all’amministrazione del Partito quella rigidità che possono avere le amministrazioni private e fanno sì che sovente risulta impossibile osservare i preventivi.
Quanto al criterio generale direttivo la Centrale espressamente non ha voluto creare un numeroso inquadramento di funzionari stipendiati, ritenendo che questo sistema sarebbe stato dannoso e avrebbe fatto venir meno lo spirito di iniziativa delle organizzazioni locali per le quali i compagni debbono saper fare sacrifici.
ROBERTO – È giunto alla Presidenza il seguente o.d.g.:
Il Congresso, udita la relazione sull’opera svolta nel primo anno di vita del Partito dal C.C. e la discussione in merito; tenute presenti le molto gravi difficoltà d’ordine politico ed economico incontrate;
riconfermata la necessità del più accurato accentramento e disciplinamento di tutte le attività ed energie del partito;
dando incarico al nuovo C.C. di tener presente le raccomandazioni fatte in sede di discussione, approva la relazione e passa all’o.d.g.
AZZARIO
Dopo la lettura dell’o.d.g. ha nuovamente la parola il compagno GRIECO per rispondere alle varie osservazioni mosse dai precedenti oratori.
Egli fa rilevare che molte delle cose che sono state rilevate sia in seduta di commissione che in seduta plenaria si riducono a essere non già delle critiche alla Centrale, ma delle critiche al modo come le sezioni ed i compagni hanno lavorato per l’attuazione delle norme da essa emanate. Così per quanto riguarda il poco interessamento di alcuni compagni per l’attività sindacale e per molte delle cose che sono state dette circa le condizioni delle amministrazioni locali. Spetta agli organi locali controllare che gli amministratori comunisti non divengano dei funzionari ma continuino a dedicare la loro attività al partito anche in altri campi e per altri lavori. Anche per l’inquadramento non è colpa della Centrale se le disposizioni non sono state da tutti applicate con eguale sollecitudine, solerzia e precisione.
Le critiche fatte all’opera del G.P. offrono modo al relatore di ritornare ad occuparsi dell’azione che esso ha sviluppata e di dare schiarimenti sul caso Misiano.
Per il movimento giovanile la Centrale sa che esso abbisogna di aiuto e si dispone a darglielo.
Per le circoscrizioni federali si ritiene in genere che sia migliore il sistema di restringere le Federazioni anziché di allargarle. Quindi non è da escludere che si addivenga alla divisione di alcune delle Federazioni attuali.
Di Vittorio Ambrosini è bene che il congresso sappia che era in corso contro di lui una inchiesta disciplinare la quale è stata sospesa per il suo passaggio al Partito comunista d’Austria.
Voci – Diteci che ne è anche del compagno Bucco.
BORDIGA – Non è più un compagno.
GRIECO conclude con pochi cenni sulla situazione della stampa quotidiana in relazione alle proposte fatte da Bellone.
BORDIGA fornisce spiegazioni sulla questione della ripartizione col Partito socialista italiano dei fondi famosi del prestito comunista. Informa che il contegno dei capi del P.S.I. è stato tale che non si è potuto ancora giungere a duna conclusione della vertenza nonostante lo spirito di conciliazione da noi dimostrato. Ultimamente si era giunti a ridurre le nostre richieste a una cifra veramente irrisoria, ma la Direzione del P.S.I. non ha consentito a sborsarla che nel corso … di dieci anni. La questione non è ancora stata portata in pubblico a mezzo della stampa perché si attende una comunicazione definitiva.
Il caso Ambrosini
TERRACINI – A proposito del compagno Ambrosini, il quale è riuscito a fare della sua persona un «caso» internazionale, debbo fare una dichiarazione. Il C.E. dell’Internazionale ha sciolto la commissione che avrebbe dovuto esaminare questo caso in base a un contraddittorio tra Ambrosini e il P.C. d’Italia. Si è ritenuto inopportuno e non lecito mandare davanti ad una commissione un Partito intiero per una controversia con un suo aderente e si seguirà invece la procedura d’invitare il P.C. d’Austria a fare una inchiesta sull’operato dell’Ambrosini. Questi ha cercato del resto di suscitare anche in Austria un movimento secessionista.
Due delle sezioni di Vienna hanno creduto di prendere posizione per lui contro i deliberati della Centrale, la quale sarà perciò costretta per opera sua a prendere provvedimenti disciplinari contro un certo numero dei suoi soci. E questo dico perché il Congresso sia in grado di bene apprezzare l’uomo di cui si tratta. (Mormorii).
ROBERTO – È stato presentato dall’comp. Pozzoli un emendamento all’o.d.g. Azzario. Il compagno Pozzoli propone di modificare l’ultimo comma così:
«Approva con plauso la relazione, ecc.».
Metto in votazione l’o.d.g. così modificato.
PRESUTTI – Poiché nella relazione del C.C. sono contenute affermazioni tattiche in contrasto coi principii che sosterrò discutendosi della tattica generale del Partito, sono costretto a votare contro.
CORNELI – Si astengono pure i rappresentanti della Federazione di Ancona, Macerata e Ascoli.
TROMBATORE – La sezione di Roma approva, ma senza plauso.
Il rimanente dei congressisti approva l’o.d.g. Azzario con l’emendamento Pozzoli.
Dopo una breve discussione sull’ordine dei lavori la seduta è tolta alle 18.