I Consigli di fabbrica: Nuove forme di organizzazione e nuovi metodi di lotta
E’ fatale la lotta operaia sempre più abbraccia i metodi fatti loro dai comunisti e sperimentati nella rivoluzione russa.
Nel 1905 sorgevano i primi Soviet, che crollavano quando falli’ l’attacco rivoluzionario, ma appena la rivoluzione scoppiò nuovamente nel 1917 la massa operaia che già sapeva quale poderosa arma erano li ricreò con essi creò anche i consigli di fabbrica, che grande azione svolsero in un primo periodo della rivoluzione e che sotto altre forme ancora oggi sono utili.
Scoppiava la rivoluzione in Germania e anche là sorgevano i Consigli d’Azienda, intanto in Italia le Commissioni interne erano ufficialmente riconosciute e a Torino quel proletariato andava oltre, creava i Comitati fabbrica a Milano ed in altre città, rastremando le basi gerarchiche delle organizzazioni, valorizzando sempre più la fabbrica. Anche in Francia l’idea dei Comitati di fabbrica fu dibattuta e messa in pratica dai sindacalisti comunisti e in questi giorni i rappresentanti di stabilimenti metallurgici, sono riuniti a Congresso, quasi simultaneamente alla grande assise internazionale di Francoforte, convocata essa pure per iniziativa dei Consigli d’ Azienda della Renania Westfalia. Anche in Francia come in Italia come in Germania trovano i Comitati di fabbrica l’opposizione dei riformisti e l’adesione entusiastica dei comunisti. Gli è che i comitati di fabbrica sono potenti leve rivoluzionarie essi interpretano esattamente la volontà operaia, agiscono e hanno capacità d’agire solo quando la massa li anima della sua volontà d’azione, ma sono anche spinte all’azione stessa per l’obbligo che portano con se di discutere tutti gli avvenimenti, sentono i bisogni del proletariato di cui sono l’esatta espressione e svolgono azione di difesa e di offesa a seconda della capacità d’azione che ha la massa, ma in ogni caso essi sono l’arma migliore che il proletariato ha e conosce in questo tempo, essi sono influenzati dai Sindacati ogni volta che il Sindacato sentendo le nuove situazioni forgia le armi adatte e fa sua quest’arma e li crea, li sostiene, li convoca, si fa loro interprete e li dirige correggendone gli errori: fa si che sindacato e comitato di fabbrica diventino una cosa sola sburocratizzando il Sindacato togliendo, la padronanza ai funzionari ed elevando la massa al suo posto di battaglia e di responsabilità, il sindacato in una parola può ancora aver valore e nella lotta operaia e sul comitato di fabbrica solo se agendo sul terreno di classe lotta rivoluzionariamente, quando altro terreno sceglie egli è dannato a scomparire.
Ed è questa la fine che farebbero fare i riformisti di quei paesi ai sindacati se in ogni paese non vi fossero nuclei forti di comunisti che lottano per trascinare a sinistra i sindacati ed ovunque trionfano in Germania i gruppi di comunisti convocano i consigli di azienda, la confederazione ne minaccia l’ espulsione ma 1500 consigli rappresentanti più della metà dell’organizzazione vi partecipa e la Confederazione è costretta a rimangiarsi la delibera, a Francoforte ancora contro la volontà del socialdemocraticismo stipendiato si convocano 250 rappesentanti di ogni paese e la maggioranza dei consigli di fabbrica al convegno e per la prima volta mentre i funzionari sono via sorgono voci di operai socialdemocratici a condannare l’opera dei dirigenti loro grazie ai consigli di fabbrica in Germania il fronte unico ha fatto un passo decisivo, a quel Convegno.
Fimmen, invitato non vi partecipò, vi era invece Losowski per l’Internazionale Rossa; vi era Kolarof, i comunisti italiani e i sindacalisti francesi. Amsterdam e la socialdemocrazia tedesca comprese l’errore, tentò di riparare con un comizio internazionale, inutile tentativo, i consigli di fabbrica avevano già emessa la loro condanna così attraverso l’ azione di essi sperimentata dai fatti la massa vede sempre meglio e mentre abbandona ovunque i mestieranti dell’organizzazione che veri conservatori non vogliono riconoscere queste nuove necessità della lotta proletaria e si fossilizzano nel Sindacato corporativista e laburista, vengono verso noi, verso il comunismo che primo additò la formula audace alle masse.
Cosi sarà anche in Italia; quando il proletariato era in piena efficienza i riformisti non si opposero alla creazione dei consigli di fabbrica a Torino, a Milano se ne fecero promotori e a Busto Azzimonti creava il Soviet addirittura, poi non ebbero il coraggio di cacciarci dalle organizzazioni, e quando la feroce reazione si scateno’ su e di noi allora come se la manna fosse caduta su di essi ne approfittarono di quest’aiuto poliziesco per trasformare sindacati e creare così delle sinecure per essi senza scrupolo, colla più abbietta delle azioni cacciano leghe, sciolgono camere del lavoro, non convocano congressi, sperano cosi di preparare il nuovo terreno favorevole ad essi per la inevitabile ripresa delle masse; no non sarà, quando la massa spinta dalla necessità riprenderà a lottare, noi pure in mezzo ad essa saremo e ricordando il passato e dimostrandogli l’efficacia dei nuovi metodi di lotta rivoluzionaria, faremo sì che essa chieda al Sindacato la convocazione dei rappresentanti di fabbrica nella loro veste di Comitati di fabbrica e o voi lo concederete e in questo caso dovrete piegare a quanto noi vi chiederemo, o voi vi opporrete ed allora la massa farà senza di voi. Noi però saremo con essa’ coi consigli di fabbrica.
LR.