Partidul Comunist Internațional

Prometeo (II) 41

La giornata sanguinosa di Madrid

La successione a Primo de Rivera, al governo spagnolo, del generale Berenguer, aveva suscitato nei primi momenti, nell’ambiente piccolo borghese, un certo barlume di speranza verso il ritorno di una situazione demo liberale.

Illusioni che sono state ben presto deluse attraverso il mezzo più persuasivo: la galera ed il fucile.

La forma violenta che hanno assunto le agitazioni operaie verificatesi nei centri più importanti della Spagna, dimostrano in quale misura i fattori, sprigionatisi dalla politica reazionaria, soggettivi della lotta di classe, si sviluppano e si scontrano nel corso degli ultimi avvenimenti spagnoli.

Il proletariato è portato sempre più su nette ed estreme posizioni ma la sua volontà si spezza di fronte alle condizioni d’insufficiente visione dei suoi compiti obiettivi.

L’eccidio di Madrid del 14 novembre deve costituire il giusto termine di valutazione della situazione e del suo corso.

Quattro morti, 60 feriti ed oltre 150 arresti sono le cifre eloquenti di un bilancio che la borghesia della Spagna, della nera storia inquisitoriale, ha voluto stabilire per misurare il rapporto della sua con la forza proletaria in un momento in cui i funerali di alcune vittime della speculazione capitalistica dovevano significare ed affermare il principio fondamentale della solidarietà di classe.

Divieto di accompagnamento, decisa volontà della massa, ordine di sparo. Questo l’aspetto della giornata di Madrid.

Lo sciopero generale di protesta, proclamato dal sindacato del batiment, ha trovato fra il proletariato di tutte le altre categorie una magnifica e sintomatica rispondenza dello spirito rivoluzionario classista.

I ritrovi pubblici sono stati costretti a privare delle ore di svago alla borghesia sanguinaria madrilena.

L’allargarsi quasi simultaneo dello sciopero a tutti i centri industriali, malgrado la resistenza dei capi riformisti, attesta lo sviluppo della coscienza proletaria che si matura impulsivamente sotto le ripercussioni nefaste della crisi economica che sconvolge l’equilibrio capitalista.

A Barcellona, gli operai, la massa in genere ha compreso l’importanza del movimento ed è scesa sulle piazze per manifestare la sua volontà di lotta contro il regime borghese.

Ed ancora una volta la guardia civile ha mitragliato gli operai.

Ancora delle vittime proletarie che cadono nella lotta contro l’infamante regime borghese.

Nell’esprimere ai colpiti ed al proletariato intero di Spagna la nostra più intensa e fraterna solidarietà, esprimiamo anche il nostro pensiero che vuole essere il doveroso apporto all’esame della situazione spagnuola.

Il fronte della lotta tra le due forze sociali si delinea e si approssima verso il punto decisivo in cui risiede il successo o la sconfitta della Rivoluzione Proletaria.

La condizione indispensabile per il successo consiste nella base essenziale su cui poggia il movimento di classe.

I movimenti spagnoli rivelano in modo assoluto questa grave mancanza costituita dall’incapacità, dall’assenza del suo partito politico: il partito comunista.

A questa condizione fondamentale non sarà la pratica opportunista del centrismo che potrà contribuire a stabilirla ma le forze sane dell’avanguardia proletaria rivoluzionaria esprimentesi nel nucleo dell’opposizione di sinistra.