Secondo Congresso Nazionale
Si pubblicano in forma definitiva le norme che regoleranno la preparazione e i lavori del prossimo Congresso nazionale del Partito e che annullano ogni precedente comunicazione, opportunamente integrandone il contenuto.
Il Congresso avrà luogo in Roma nei giorni 4, 5, 6, 7, 8 marzo 1922.
ORDINE DEL GIORNO:
1. Nomina della Presidenza, saluto delle rappresentanze, verifica dei poteri;
2. Relazione del Comitato Centrale;
3. La tattica del Partito comunista (relatori: Amadeo Bordiga e Umberto Terracini);
4. Il Partito comunista e i Sindacati (relatori: Antonio Gramsci e Angelo Tasca);
5. La quistione agraria (relatori: Antonio Graziadei e Giovanni Sanna);
6. Questioni di organizzazione e testo definitivo dello statuto del Partito (relatore il C.C.);
7. Nomina del Comitato Centrale.
N.B. — Gli argomenti di cui punti 3, 4 e 5 verranno considerati, nelle relazioni e nella discussione, sotto l’aspetto generale ed internazionale, oltre che in rapporto alla situazione italiana, in modo che le risoluzioni del Congresso servano anche di base alla partecipazione del Partito ai dibattiti dei successivi Congressi internazionali.
Norme per l’organizzazione del Congresso
1. Il testo definitivo ed ufficiale delle conclusioni proposte dai relatori e approvate dal Comitato Centrale è quello che è pubblicato nel numero 17 della Rassegna Comunista (punti 3, 4 e 5). La relazione del Comitato Centrale sarà distribuita ai congressisti. Sulle questioni di organizzazione e sul progetto dello statuto definitivo del Partito riferirà una apposita Commissione nominata dal C.C.
2. I Congressi federali appositamente convocati per discutere sugli argomenti posti all’ordine del giorno del Congresso Nazionale, e che possono essere stati preceduti da discussioni preparatorie delle Sezioni, fanno un’ampia discussione senza procedere al voto. Inoltre stabiliscono la rosa dei candidati che si propongono a componenti la delegazione federale al Congresso (in numero di uno ogni cinquecento inscritti e frazione computati secondo il numero delle tessere 1921 risultanti alla Centrale del Partito). Quindi ogni Sezione tiene la propria assemblea con l’intervento obbligatorio dei propri delegati al Congresso federale che fanno ampia relazione dei dibattiti di questo, e vota in modo deliberativo su tutti gli accapi dell’ordine del giorno del Congresso e sui nomi dei delegati federali proposti. Tutte le deliberazioni col numero dei voti sono comunicate all’Esecutivo federale per referendum.
3. Lo spoglio del referendum – in base ai voti effettivamente avuti nelle assemblee sezionali – verrà fatto dall’Esecutivo federale che ne consegnerà poi tutti gli atti alla delegazione al Congresso. La nomina dei delegati verrà fatta col criterio dei maggiori voti, se non vi sono tendenze delineate, con criterio proporzionale ai voti di ciascuna tendenza, nel caso opposto.
4. Gli emendamenti di dettaglio che venissero approvati dalle assemblee sezionali e che si affermassero nel referendum, saranno portati dalla delegazione federale al Congresso a titolo di raccomandazione consultiva. I voti invece per l’una o l’altra delle eventuali opposte proposte di conclusioni, avranno valore di mandato imperativo per la delegazione. Ciascun gruppo di questa voterà in tal caso al Congresso per un numero di voti rappresentato dalla ripartizione proporzionale del numero dei voti spettante alla Federazione (tessere 1921).
5. Il quadro dei voti a cui ciascuna Federazione ha diritto nel Congresso nazionale, in base alle tessere effettivamente pagate dalle sezioni e per le quali esistono presso la Centrale del Partito i regolari elenchi, sulla base dei soli soci effettivi, è quello che il Comitato Esecutivo metterà a disposizione delle verifica dei poteri. Le Federazioni potranno reclamare contro l’effettivo loto attribuito nel quadro suddetto, pubblicato almeno venti giorni prima del Congresso, con la dimostrazione di maggior numero di inscritti risultanti da elenchi di tessere pagate dalle sezioni.
6. Le spese per il viaggio dei delegati e per la loro permanenza fuori sede saranno a carico della Federazione, che vi provvederà tassando opportunamente le sezioni aderenti.
7. Ogni Federazione paga alla Centrale del Partito una quota di adesione al Congresso di lire 25 per ogni delegato a cui ha diritto.
8. Ultimato il referendum la Federazione deve comunicare all’Esecutivo i nomi dei delegati accompagnando la comunicazione con l’invio delle quote, senza di che non saranno inviate le tessere per i delegati strettamente personali e non cedibili in nessun caso. La comunicazione suddetta deve quindi pervenire alla Centrale non oltre il 25 febbraio.
9. Non è ammesso il mandato multiplo.
10. I funzionari ed impiegati del Partito che non traggono la loro carica da una designazione elettiva di assemblee e congressi di partito non possono essere delegati.
11. Non è ammessa la rappresentanza di Federazioni diverse da quella a cui il delegato è inscritto.
12. Oltre ai delegati aventi diritto al voto sono ammessi al Congresso con diritto alla parola: i membri del Comitato Centrale, i relatori, i rappresentanti ufficiali della Internazionale comunista e dei partiti ad essa aderenti, i delegati della Federazione Giovanile comunista d’Italia.
13. Possono assistere al Congresso come invitati e senza diritto alla parola i compagni inscritti al Partito o alle Sezioni estere della Internazionale comunista che facciano richiesta sotto la responsabilità di un organo di partito (Sezione, Federazione, ecc.) della rispettiva tessera, per la quale pagheranno una quota di lire 10 da versare non oltre il 28 febbraio. In ogni momento gli invitati possono essere tenuti ad allontanarsi.
14. Oltre alla cariche politiche che saranno nominate all’inizio dei lavori il Congresso avrà uffici appositi per il disbrigo di mansioni tecniche, costituiti preventivamente dall’Esecutivo con compagni addetti agli uffici del Partito i quali avranno apposita tessera per accedere alla sala (ufficio stampa, ufficio segreteria, ufficio traduzioni).
15. Per quanto riguarda l’esame delle conclusioni su tutti o parte dei commi all’ordine del giorno il Congresso funzionerà per commissioni. Il regolamento interno per la costituzione e il funzionamento delle Commissioni nonché per l’ordine dei lavori in seduta plenaria sarà allestito all’inizio dei lavori a cura dell’Esecutivo e della Presidenza.
Disposizioni transitorie
Come si è praticato in quasi tutti i Congressi federali che si sono tenuti la discussione sulla relazione del C.C. può essere fatta da tutte le sezioni e da tutti i compagni sulla base della loro partecipazione alla vita attiva del Partito e delle conoscenze che ne hanno tratte, e di spiegazioni che sono state chieste nei Congressi ai delegati della Centrale, anche in mancanza della relazione scritta. Da questi elementi le sezioni partiranno nel voto sul comma 2 all’ordine del giorno. Per quanto riguarda il comma 6 (questioni di organizzazione), Sezioni o Federazioni possono affidare alla delegazione quelle proposte di organizzazione che hanno tratte dalla loro esperienza e che vorrebbero vedere incluse nel nuovo statuto. La Commissione apposta nel Congresso terrà conto di tutto il materiale così pervenutole. In genere su tutte le quistioni sarà utile che gli organi di partito e i compagni che credono di avere a fare osservazioni e proposte le comunichino direttamente o a mezzo dei delegati alla Commissione competente o ai relatori stessi.