Il Partito e i media sociali
Categorie: Opportunism
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- Inglese: The Party and Social Media
- Italiano: Il Partito e i media sociali
- Svedese: Partiet och sociala medier
Il Partito Comunista Internazionale si impegnerà nella creazione e diffusione di un giornale rivolto al proletariato mondiale, che col tempo sarà pubblicato, oltre che in inglese, nelle altre lingue in proporzione alle possibilità materiali date dalla crescita del nostro movimento.
Il giornale conserverà un contenuto ideologicamente omogeneo e in linea con i principi internazionalisti del marxismo rivoluzionario. Eventuali inserzioni locali potranno essere integrate, ma sempre subordinate alla prospettiva universale della lotta di classe, evitando qualsiasi deriva opportunistica o federalista.
La produzione e la distribuzione di questo organo centrale dovranno costituire una priorità assoluta per il Partito, poiché solo attraverso una comunicazione coerente e internazionalmente coordinata si potrà prevenire il riemergere di frazionismi, deviazionismi e crisi interne. Ogni energia e risorsa del Partito dovrà essere dedicata a questo strumento di battaglia politica, che rappresenterà il fulcro della strategia per il rafforzamento del nostro movimento, costituendo la guida della classe operaia verso la rivoluzione proletaria mondiale.
Le sonde del Partito non hanno il semplice compito di trasmettere informazioni ai gruppi di lavoro o al centro. Il loro ruolo va ben oltre una funzione meramente meccanica, come avviene in contesti superficiali come i social media, dove spesso ci si limita a un banale lavoro di copia e incolla. La loro missione è profondamente radicata nella comprensione delle esigenze e delle direttive del Partito, elaborate nei piani di lavoro collettivi. Non si tratta solo di raccogliere dati o notizie, ma di analizzare, interpretare e determinare cosa significano quei fatti per la lotta rivoluzionaria e per il Partito stesso. Ogni informazione va analizzata attraverso la lente della dottrina comunista, comprendendo le implicazioni politiche e strategiche. Questo lavoro di riflessione teorica e politica è essenziale per garantire che ogni elemento raccolto sia funzionale alla causa del proletariato, mantenendo salda l’unità ideologica e operativa del Partito.
La capacità di interpretare correttamente la realtà, senza cadere in approcci superficiali o frammentari, è ciò che distingue l’azione del Partito Comunista Internazionale da qualsiasi altra organizzazione, assicurando che ogni sua azione e comunicazione risponda a un fine rivoluzionario coerente e ben definito.
La società attuale è caratterizzata da una sovrabbondanza di informazioni e rumore, che spesso confonde e disorienta, rendendo difficile discernere ciò che è realmente rilevante per la causa rivoluzionaria. In questo caos, il compito del nostro movimento diventa cruciale: esso deve essere in grado di filtrare con rigore e metodo questo flusso incessante di dati, selezionando e trasmettendo al Partito solo quelle informazioni che risultano utili e pertinenti per l’azione e la strategia collettiva.
Quando si comunica all’interno del Partito, è essenziale adottare un approccio organico e chiaro. In primo luogo, occorre sempre precisare la ragione per cui si sta inviando una comunicazione, esplicitando il contesto in cui si inserisce e il suo potenziale valore. In secondo luogo, bisogna indicare con precisione a chi può essere utile quella determinata informazione, garantendo che essa venga destinata ai giusti compagni o gruppi. Terzo, è necessario citare le fonti da cui l’informazione è stata ricavata, permettendo così al Partito di verificare e approfondire ulteriormente i dati. Infine, e forse più importante di tutto, ogni comunicazione deve essere accompagnata da una riflessione politica aderente al punto di vista del Partito, assicurandosi che l’informazione non sia trasmessa come un mero fatto grezzo, ma già contestualizzata e interpretata alla luce della nostra dottrina.
In questo modo, l’informazione non solo sarà immediatamente fruibile, ma contribuirà attivamente all’elaborazione teorica e pratica del Partito, evitando dispersioni di energia e garantendo che ogni elemento comunicativo sia indirizzato verso il rafforzamento dell’azione collettiva. Solo così si può contrastare efficacemente il rumore generato dal capitalismo, trasformando l’informazione in uno strumento di lotta consapevole e organizzata.
La comunicazione interna al Partito necessita di coordinamento e attenzione, richiedendo un minimo di impegno e riflessione. Non può essere lasciata al caso o alla superficialità tipica delle modalità di interazione quotidiana. Le comunicazioni interne devono essere trasmesse in modo strutturato e formale, attraverso strumenti come la posta elettronica, che consentono un’organizzazione sistematica e un’archiviazione accurata; non possono essere affidate a mezzi inadeguati come le chat dei cellulari, i social media o i forum, che incoraggiano la distrazione e frammentano il pensiero collettivo.
Le abitudini comunicative imposte dalla società capitalista, basate sull’immediatezza e sulla superficialità, sono incompatibili con le esigenze del Partito. La massa informe del popolo, priva di un’organizzazione consapevole, si esprime sui social in modo caotico e passivo, riducendo la comunicazione a un banale copia e incolla di link, accompagnato, al massimo, da qualche commento estemporaneo. Non vi è un vero mittente, né un destinatario definito: ogni messaggio è disperso in una marea indistinta di informazioni, senza una logica costruttiva o una finalità chiara. In questo contesto, ogni discussione sui social è destinata a svanire rapidamente, seppellita da nuove conversazioni prive di continuità. Nulla viene conservato, nulla costruito.
Nel Partito, invece, la comunicazione è parte integrante di un progetto di lungo termine. Ogni contributo viene trattato con cura e sistematicità, non per essere dimenticato, ma per essere archiviato e valorizzato nel tempo. Il lavoro non viene disperso, bensì organizzato con rigore, affinché possa costituire, mattone dopo mattone, le fondamenta solide dell’intelligenza collettiva del Partito. Ogni intervento, ogni analisi, ogni contributo scritto è destinato a durare e a contribuire al rafforzamento dell’azione rivoluzionaria, con una visione chiara e proiettata verso il futuro. Questo metodo non solo garantisce la continuità del lavoro teorico e pratico del Partito, ma rappresenta anche la differenza fondamentale tra il nostro approccio e quello frammentato e dispersivo delle comunicazioni tipiche della società borghese.
Non si può cedere alla tentazione di adottare, per ragioni di “facilità”, le modalità comunicative dei social all’interno del Partito. Il Partito non ha potuto né potrà mai scegliere la via più semplice senza tradire la sua natura e missione storica. Chi si illudesse di poter trasporre nel Partito le abitudini di comunicazione tipiche della massa, di fatto, abbraccerebbe una concezione distorta del Partito stesso. Una tale visione finirebbe per confondere il Partito con la massa informe e disorganizzata, assimilandone l’instabilità emotiva, l’irrequietezza fine a sé stessa, e l’inconcludente frenesia di comunicare senza scopo, piano o programma.
Il Partito, invece, è un organismo compatto, guidato dalla chiarezza teorica e dalla coerenza strategica. La comunicazione al suo interno non può e non deve essere casuale o impulsiva, ma deve sempre rispondere a un fine preciso, inserendosi armoniosamente nei piani di lavoro e nella tradizionale linea di azione.
Il sinistro piccolo-borghese, al contrario, trova il suo habitat naturale nei social, dove trascorre ore in un incessante agitarsi. Egli cerca continuamente lo scontro e l’approvazione, attirando su di sé l’attenzione con parole d’ordine rivoluzionarie vuote, che ripete senza alcun legame con le condizioni materiali e oggettive di una data situazione. Si gonfia il petto, si esalta con discorsi altisonanti e suggestivi, ma che non poggiano su alcuna base reale. Questo atteggiamento non solo è alieno dall’azione del Partito, ma è pericolosamente illusorio, poiché maschera l’assenza di un’analisi concreta della realtà con slogan vuoti, incapaci di incidere realmente nella lotta di classe.
Nel Partito, al contrario, ogni parola, ogni azione, deve essere radicata nella conoscenza delle condizioni oggettive e nelle necessità della classe operaia. Non c’è spazio per la superficialità o l’autocelebrazione: ciò che conta è la chiarezza e l’efficacia del messaggio rivoluzionario, sempre orientato verso la costruzione di una coscienza collettiva e di un’azione. Solo così il Partito può rimanere fedele al suo ruolo storico di avanguardia della classe proletaria, senza farsi trascinare nei vortici inconcludenti dell’agitazione piccolo-borghese.
Il Partito non ha alcuna necessità di fare affidamento su individui che, grazie alla loro popolarità o visibilità sui social, esercitano una significativa influenza sulle opinioni e sugli atteggiamenti delle masse. Il Partito rigetta l’idea stessa di legarsi a figure individuali, poiché non ha bisogno di personificarsi attraverso il volto, o nome, di alcun personaggio. Questo principio non è nuovo, ma coerente con la sua visione storica: il Partito ha sempre respinto con fermezza la demagogica personificazione dei propri nemici e, allo stesso modo, rifiuta di cadere nella trappola di affidare la sua immagine o i suoi obiettivi a singoli individui, per quanto “carismatici” o influenti essi possano apparire.
Anche nell’era dei social, con il dilagare della visibilità personale e del culto della celebrità, il Partito continuerà a portare avanti la propria propaganda nel pieno anonimato. La sua forza risiede non nei volti o nei nomi, ma nell’unità e nella coerenza della sua dottrina e delle sue azioni collettive. Rinunciare alla figura del “mezzobusto” non rappresenta una perdita, ma un atto di coerenza e di forza, che garantisce al Partito di non deviare mai verso forme di personalismo o protagonismo borghese. La propaganda rivoluzionaria non ha bisogno di farsi spettacolo, né di appellarsi all’autorità individuale, poiché la sua legittimità deriva dalla solidità della teoria marxista e dalla capacità di organizzare e guidare la classe operaia verso la rivoluzione.
In questo senso, l’anonimato non è una debolezza, ma un segno distintivo della purezza della lotta del Partito, che si distanzia dalle dinamiche corrotte e alienanti del sistema capitalistico, dove tutto viene ridotto a immagine e spettacolo. Il Partito, immune a queste logiche, rimarrà sempre un’entità collettiva, forte non nei singoli individui, ma nella compattezza della sua organizzazione e nella chiarezza del suo progetto storico.
Il lavoro sui social, come ogni altra attività di propaganda, deve essere svolto da militanti di comprovata esperienza, e solo a seguito di approvazione centrale. La loro azione deve essere costantemente rapportata al centro e documentata in modo dettagliato, mantenendo un’organizzazione rigorosa. È fondamentale che i militanti impegnati in questa attività non esprimano alcunché a titolo personale, né cerchino di costruire un personaggio attorno alla propria figura. La loro presenza sui social deve essere sempre funzionale alla diffusione dei testi, dei giornali e dei volantini prodotti dal Partito, senza deviare in iniziative individuali o personali.
In questa fase storica, caratterizzata da una debolezza relativa della classe proletaria, non è il momento di produrre “nuovi” contenuti specifici per alimentare le dinamiche volatili dei social media. L’attività di propaganda deve seguire un piano preciso, prestabilito e periodicamente verificato, evitando ogni dispersione di energie e ogni tentazione di adattarsi ai ritmi effimeri della comunicazione moderna. La priorità assoluta è rafforzare gli organi del nostro movimento, in particolare il giornale, che rappresenta lo strumento fondamentale di organizzazione e indirizzo della lotta rivoluzionaria.
Il Partito dispone dei suoi specifici organi di informazione e propaganda, e i compagni devono dedicarsi esclusivamente a questi. Collaborare con stampa o mezzi di informazione esterni che non appartengono al Partito, così come fare propaganda attraverso canali personali come i profili social o blog, è estraneo al metodo del Partito e deve essere evitato. La propaganda comunista, infatti, non si affida a mezzi effimeri o individualistici, ma si basa su un’azione collettiva e centralizzata, mirata a costruire un’intelligenza collettiva solida e duratura.
Il primo compito del Partito, in questo contesto, è quello di permettere ai nuovi contatti di dedicare tutte le loro energie alla corrispondenza con il Partito stesso. Questo flusso di comunicazione interna è essenziale per alimentare la capacità del Partito di elaborare un giornale più completo e articolato, che sappia rispondere ai bisogni della classe operaia e guidarla verso la presa di coscienza e l’organizzazione rivoluzionaria. L’azione sui social, dunque, deve essere concepita non come fine a sé stessa, ma come parte integrante di un progetto più ampio e strutturato, sempre al servizio del rafforzamento degli organi centrali del Partito.