La lobbia di Eisenhower
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La « rivoluzione » agli Stati Uniti! Eisenhower si presenta alla cerimonia dell’insediamento alla Casa Bianca non in cilindro ma in lobbia.
L’episodio è banale e tutt’altro che rivoluzionario, checchè ne dicano i giornali, ma esprime qualcosa di interessante, un po’ più in piccolo la stessa cosa della nomina a ministro del Lavoro di un dirigente sindacale. Né esprime soltanto un tentativo demagogico di « andare verso il popolo », di presentarsi come ultrademocratico; — esprime la continuità profonda della politica americana ad onta dei cambi della guardia. Non sono andati ripetendo i grandi periodici, come Fortune (legati al big business), che, nonostante l’esito delle elezioni, quanto ha fatto il New Deal rooseveltiano e quanto ha fatto il Fair Deal trumaniano rimangono, nella storia degli Stati Uniti, una realtà acquisita, un dato di fatto immodificabile?
Mettendosi in lobbia. Eisenhower si mette nei panni dei suoi predecessori, così come Roosevelt, mettendo nel 1933 il cilindro, si poneva a continuatore e custode della politica generale della classe dominante. E’ dunque, il gesto di Ike, proprio l’opposto di una rivoluzione; un gesto di ben calcolata conservazione. Ma andate a farlo capire ai pennivendoli!