Mors tua, vita mea
Questo articolo è stato pubblicato in:
I teorici idealisti tipo Benedetto Croce potranno, finita la guerra in Corea, trovarvi una nuova conferma della provvidenza nella Storia. La Corea, infatti, ne ha sofferto; ma, viste le cose più in grande, in tutto l’orizzonte mondiale le perdite sono più che compensate dai profitti. Si leggano per esempio i benefici effetti esercitati sulla situazione giapponese dalla giostra intorno al 38° parallelo:
« D’altro canto, in questi tre anni il Giappone non si è soltanto divertito: ha lavorato sodo e una buona parte del suo lavoro gli è stata procurata dalla guerra di Corea. Esso è diventato il secondo fornitore degli eserciti di Corea dopo gli Stati Uniti. Si è fatto pagare cento servizi diversi. Ha costruito vaste installazioni per le truppe di terra, ha ingrandito i propri porti, si è coperto d’una fitta rete di aerodromi. Ha riparato una enorme quantità di materiali, ha prodotto armi e munizioni. Ha trovato infine una importante fonte di dollari nella presenza dei soldati americani: quelli che sono qui di guarnigione e quelli che transitano o ritornano in licenza. Si calcola che nel 1952 il Giappone si sia procurato così, per diverse vie, quasi 950 milioni di dollari.
« Tali profitti, nonostante la loro ineguale ripartizione, hanno contribuito a elevare notevolmente il livello di vita della popolazione: che sta per eguagliare per la prima volta, otto anni dopo la disfatta, quello del triennio di prosperità 1934-36. Per la maggior parte dei nipponici, la “vita di bambù”, la vita terribilmente dura del dopoguerra, appartiene ormai al passato. L’indice generale della produzione per il 1952 attesta che essa è aumentata del cinquanta per cento rispetto al periodo precedente la guerra di Corea. L’indice della produzione industriale nel marzo 1952 è stato di 149, sulla base di 100 nel 1934-36. Il consumo interno ha raggiunto o sorpassato le cifre del periodo precedente la grande guerra. L’alimentazione non assorbe più tutti i mezzi della famiglia nipponica. Nel ’52 le spese per il vestiario hanno sorpassato del sessanta per cento quelle del ’51: segno che si ricomincia a vestirsi a nuovo. Quelle per l’alloggio mostrano che, a poco a poco, case più decenti prendono il posto delle baracche del primo dopoguerra. Nelle campagne, il reddito familiare medio è cresciuto, l’anno scorso, più del venticinque per cento e il risparmio è in aumento.
Insomma, la guerra di Corea ha permesso al Giappone di respirare ». (La Stampa, 23-9).
Che importa se a milioni di coreani ha tolto letteralmente il respiro? Così voleva la provvidenza della Storia!