Pei compagni dell'opposizione di sinistra di Russia
Commemorando il XIV anniversario della Rivoluzione russa non è possibile sfuggire, nella rassegna del percorso degli avvenimenti, dalla considerazione di uno degli elementi essenziali che assicurarono il successo nell’ottobre del 17. Non si tratta di ricordare nomini al semplice titolo di esaltazione personale, il richiamo alla memoria dei giovani, particolarmente, di quelli che furono primi tra i primi gli artefici della vittoria, assume il carattere di un doveroso compito dei militanti non contaminati dalla masturbazione del burocratismo centrista, di fronte alla cosciente falsificazione della storia del “17”
Sono proprio quelli dell’ottobre vittorioso che vengono insultati, deportati ed imprigionati, quando non addirittura assassinati.
Ed è davvero doloroso constatare che la vile calunnia riesce a far presa sulla coscienza di molti militanti ripetendo l’infame accusa di “controrivoluzionario”.
Il più interessato degli storici della borghesia non è giunto mai a sopprimere completamente nella narrazione dei fatti le principali figure che in essi hanno avuto una parte importante.
E pure a questo è arrivato la scuola stalinista.
Ma fortunatamente sono passati appena e soli 14 anni dal 17 ad oggi ed anche se ne fossero passati di più, non sono e sarebbero dimenticati quelli che per elevarsi in difesa del comunismo vivono oggi nella privazione e nella persecuzione di una vendetta di parte che impadronitasi dei posti dirigenti costituisce il più grave pericolo per la più grande conquista rivoluzionaria.
Ricordiamo l’ottobre del 17 ove troviamo in prima fila molti, tutti quelli che nel 1931 sono in esilio o in Siberia.
La difesa vera, unica della Rivoluzione russa sta al compito delle frazioni di sinistra che non dimenticano quella che in catena attende con la sua liberazione la ripresa della marcia verso il comunismo,
Viva la Rivoluzione russa!
Viva l’opposizione di sinistra!
Viva il Comunismo!