Maneggi Confederali. Unione con le Corporazioni Fasciste.
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I signori della Confederazione amano scandalizzarsi quando noi affermiamo che essi intendono trascinare l’organizzazione classista ai piedi del governo mussoliniano e conseguentemente a quelli del padronato.
Essi affermano che colui che agisce e lavora tanto intensamente per raggiungere tale scopo -stenterello Baldesi- non ha niente a che vedere con la Confederazione e che lavora in nome proprio. Chi segue attentamente Battaglie Sindacali non può che sorridere di questa affermazione che tende a mascherare tutto un piano ben preordinato.
Da un po’ di tempo a questa parte il magna pars del foglio confederale ama intrattenersi in polemica cordialissima con i signori delle Corporazioni fasciste. Attraverso le sue articolesse si sente la volontà di smussare gli angoli, di creare l’atmosfera per un avvicinamento. Si sente lo sforzo di spianare la via a colui che tratta. E si fanno delle affermazioni piacevolissime. Affermazioni nuovo stile laburista per stringere in modo più facile la mano al voltagabbana Rossoni. Sentite infatti cosa afferma il signor Azimonti nei riguardi della Internazionale dei lavoratori:
“Egli (il proletariato) vuole svolgere però nella Nazione un’attività che si combini con quelle che svolge il proletariato nelle altre Nazioni, nel senso di facilitare l’intesa e l’affratellamento delle nazioni tutte, onde eliminare per sempre il pericolo delle guerre“
Affermazione semplicista e da comizio elettorale. Dunque per il buon Azimonti l’azione internazionale del proletariato deve essenzialmente, anzi solamente essere rivolta ad eliminare il pericolo di nuove guerre. Per un tale che pretende di chiamarsi ancora socialista non c’è male. E’ la mentalità di prima della guerra. La mentalità di chi, avversò la guerra, facendosene poi vanto rivoluzionario, ispirato solamente da sentimenti pacifisti e umanitari.
Una volta anche i nostri riformisti ammettendo le finalità rivoluzionarie del movimento proletario ammettevano che esso dovesse curare la propria preparazione e centuplicare i suoi sforzi per cementare l’unione internazionale di tutti i lavoratori per il raggiungimento di quelle tali finalità. Ma i riformisti non amano cristallizzarsi. Essi sono divenuti, dopo la cura del manganello, evoluti e coscienti e quindi possono pure affermare che sono per L’internazionale operaia perchè questa mira solamente ad evitare nuove guerre..
Non avevamo ancora compreso che Marx, quando lanciava le parole: “proletari di tutti i paesi unitevi!” intendeva che la unione doveva servire a quello scopo che ora gli assegnano i nostri confederalisti. Noi avevamo invece capito (che ignoranti!) che quelle parole volessero unione per la difesa degli interessi dei lavoratori contro lo sfruttamento borghese. Si capisce
lotta anche contro le guerre scatenate dai capitalisti nel loro interesse di classe, guerre che rappresentano una delle forme in cui si manifesta lo sfruttamento dei lavoratori da parte della dittatura della borghesia. Avevamo anche capito che la unione dei lavoratori dovesse mirare soprattutto all’abbattimento del regime borghese ed all’instaurazione del regime proletario.
Il buon Azimonti, per ammansare i vari Rossoni, perchè questi tolgano il veto votato nel loro Convegno di Bologna, riduce ai minimi termini e snatura la ragione classista della unione dei lavoratori di tutti i paesi.
Ma forse egli fa ciò in omaggio alla divisione del lavoro. Nella commedia tragica dei confederalisti che ha per ultimo atto la unione con le Corporazioni fasciste ogni messere ha la sua parte. Azimonti liscia, D’Aragona porge la mano, Baldesi intesse colloqui e conduce le trattative..
A Baldesi si è unita la strombazzata medaglia d’oro: l’on. Zaniboni. I colloqui di questi deputati socialdemocratici con Mussolini prima, con D’Annunzio poi hanno in questi giorni riempito le colonne dei giornali borghesi. In questi (specie nei più accreditati nella simpatia dei confederalisti) si parla chiarissimamente come d’un tentativo della Confederazione inteso alla fusione colle forze fasciste. Si osserva che Baldesi pur essendo fuori ufficialmente della Confederazione interpreta il pensiero e la volontà della maggioranza del Consiglio Direttivo.
La Confederazione non vede e non sente mulla. Essa che è così lesta a passare ad un’agenzia ufficiale un comunicato contro una nostra proposta, non crede di dichiarare esplicitamente con un comunicato il suo preciso pensiero nei, riguardi di questi colloqui e di queste trattative..
La Confederazione fa la finta tonta per non pagare il dazio. Giacchè oggi dire apertamente che ci si vuole più che alleare fondersi e confondersi con coloro che hanno incendiato e devastato le Camere del Lavoro, con coloro che hanno assassinato dei lavoratori potrebbe essere pericoloso per il cadreghino, e per il cadreghino vale la pena di mettere in onore la omertà e lavorare sott’acqua per meglio minare il movimento classista dei lavoratori confederati.
Il lavorio è tanto ben condotto che anche il buon Zirardini ha sentito la necessità di dire la sua parola di protesta e di rampogna. Ma Zirardini sarà messo alla cuccia e i capi seguiranno “la via dei compromessi e delle dedizioni e quindi della mortificazione”, perchè quello che importa loro è di conservare i posti di dirigenza,
A questo aperto atteggiamento dei confederalisti si deve opporre la forza di tutri i lavoratori confederati che non vogliono e non intendano imbrancarsi con i tricolorati, per giovare al nemico e per andar contro ai loro interessi di categoria e di classe.