Međunarodna komunistička partija

[RG-16] Resoconto della Interfederale di Torino

Kategorije: Life of the Party

Ovaj članak je objavljen u:

La periodica riunione del nostro movimento ha avuto luogo questa volta in Torino, colla abituale regolarità di organizzazione e di svolgimento, nei giorni di sabato 19 e domenica 20 maggio ultimi.

Da tempo si aveva l’intendimento di un convegno nella grande città proletaria, tanto legata alla storia del movimento comunista autentico, ed il gruppo di Torino malgrado i suoi modesti effettivi ha benissimo svolto il compito che gli è stato affidato, e che si è assunto con entusiasmo.

E’ stato provveduto egregiamente ad accogliere i convenuti da tutte le direzioni, al loro alloggio e sistemazione logistica, e tutto si è svolto col massimo ordine in locali idonei all’impegnativo lavoro della riunione.

Come sempre i compagni hanno lasciato Torino colla maggiore soddisfazione per il fruttuoso loro incontro, e presi i maggiori accordi ed intese per il compito comune nelle più disparate località, scambiandosi su tutto il fronte notizie commenti ed impressioni sulla situazione generale, e soprattutto sull’organico sviluppo del lavoro di sistemazione critica e programmatica, su cui sempre più converge il maturo consenso dei vecchi e sperimentati militanti come di non pochi giovani e giovanissimi elementi che attorno a noi si raccolgono con particolare serietà continuità ed impegno, del che è il caso, senza mai sognare clamorosi spettacolari successi che per principio restano fuori delle nostre previsioni, di altamente compiacersi.

Come a tutti i compagni è ben noto questa riunione non doveva trattare un tema nuovo diverso da quello di altre precedenti, e dare luogo ad un rapporto prima orale e poi scritto da aggiungersi ai precedenti. Il tema è consistito in una riesposizione per punti più notevoli di quanto, sull’argomento Russia, il nostro movimento è venuto trattando – oltre che in tutta la tradizione del suo lavoro di molti anni – nelle riunioni di Bologna, Napoli e Genova; ed anche nelle due pubblicazioni « Dialogato con Stalin » e « Dialogato coi morti », la prima già apparsa in volumetto nel 1953, la seconda (relativa sopratutto al recente Ventesimo Congresso del Partito comunista sovietico) testè terminata su queste pagine, e che si sta stampando in opuscolo.

Data l’altezza delle questioni, e la assoluta originalità del nostro modo di trattarle rispetto ad ogni altra corrente, russofoba o russofila che essa sia, la nostra organizzazione ha avuto cura di raccogliere tra gli aderenti una serie di quesiti, o anche di indicazioni dei punti che si considerava più utile ribadire, e come era naturale i compagni che per iscritto o a voce hanno espresso il loro avviso sono venuti a convergere tutti su taluni punti centrali, come nel resoconto della esposizione, che diamo qui di seguito, sarà manifesto.

La relazione si è svolta, a parte minori interruzioni, in tre principali sedute, una nel pomeriggio del sabato, e le altre due la mattina e il pomeriggio della domenica. Alle stesse si è opportuna- mente intercalata una riunione organizzativa interna, con una breve relazione della centrale, una serie di comunicazioni ai compagni circa la attività del partito, la parte amministrativa, la stampa, la organizzazione e propaganda, con comunicazione da parte degli inviati da varie zone della situazione locale e del lavoro che si svolge. Si sono in seguito presi gli ulteriori accordi per l’attività comune.

Durante la riunione è stata fatta una sottoscrizione per questo periodico e per il partito, e si sono presi accordi per la stampa e diffusione del nostro materiale.

Numerosi sono stati gli intervenuti, e tra essi – oltre ai compagni e ad alcuni simpatizzanti di Torino – i seguenti rappresentanti dell’organizzazione: Milano 8, Casale 7, Asti 6, Genova 3, Udine 1, Treviso 1, Forlì 1, Ravenna 1, Bologna 1, Como 1, Firenze 2, Roma 1, Napoli e provincia 2, Puglia 1, Cosenza 1, Messina 1, Svizzera 1, Francia 1; assenti giustificati gli altri gruppi.

Necessita ora ben chiarire che il testo che segue esaurisce il compito di rendere conto della bella Riunione di Torino, in quanto la sua materia si rinviene con maggiori sviluppi in quanto si è pubblicato già e si andrà pubblicando in seguito. Si tratta – senza ripetere una volta ancora in dettaglio i numeri di Programma Comunista che hanno ospitato le varie serie – del testo esteso della riunione di Bologna, e di quello delle due riunioni di Napoli e di Genova, in corso tuttora di svolgimento; e ben vero a tale materiale vanno aggiunti quelli dei due Dialogati, cui il partito ha dato e darà la massima diffusione che i suoi mezzi gli permettono,

I compagni ricordano che a seguito di tali pubblicazioni dovrà provvedersi a quella relativa al tema trattato a Milano in dicembre 1955: il dibattito tra la sinistra italiana e la maggioranza della Internazionale di Mosca negli anni 1919-1926 ed in seguito: il copioso e notevole materiale posseduto, compatibilmente alle forze e risorse del nostro piccolo partito, verrà a sua volta tra non molto pubblicato.

A parte la necessità di completare il tema Napoli-Genova su « Struttura economica e sociale della Russia d’oggi » ricordiamo ancora, per chiarezza, che ne esiste una sintesi comprendente anche il tema precedente di Bologna, che è stata data nei numeri 15 e 16 del 1955 e alla quale può farsi riferimento fin da ora, oltre che ai volumetti citati, per un’esposizione meno dettagliata, ma includente tutte le conclusioni.

Abbiamo anzi deliberatamente dato a questo resoconto di Torino lo stesso titolo che, dopo la cronaca della riunione di Genova adottammo per la esposizione sintetica di tutta la nostra collettiva opera sulla Russia, in cui le nostre tesi sono tutte organicamente presentate.

Le organizzazioni locali del partito posseggono tutte ordinatamente tale materiale comune, e in riunioni regionali e provinciali hanno preso impegno di seguitare a lavorare attivamente su di esso: di dette riunioni periferiche il nostro periodico ha dato e darà ampia notizia.

Nella nostra robusta tenacia di riordinare il campo del programma della rivoluzione proletaria comunista, non si intreccia impazienza alcuna: sappiamo quanto lunga e fiera fu ed è la peste opportunista, e che la cura di essa deve essere tanto radicale e profonda quanto scevra da leggerezza e da precipitazione, che impedirebbe alla caccia ai suoi maledetti germi di essere tanto efficace, quanto senza riposo e senza misericordia.

Il prossimo tema di una nostra convocazione, come a Torino si è annunziato, si porterà sulla teoria del capitalismo dell’Occidente, sui suoi moderni fenomeni e la loro identificazione colla potenza della costruzione storica marxista, sulla risposta alle nuove e miserabili dottrine dei cosidetti scienziati, servi della forza dominante, che sostengono la possibilità di sopravvivenza del modo capitalista di produzione ai terremoti della storia di domani; dottrine che ben si vengono a sposare colle non meno ignobili, di pace mondiale tra stati e tra classi, che in maniera sempre più infame sono diramate da Mosca.