Partito Comunista Internazionale

Avviene nelle case chiuse elettorali

Categorie: Democrazia Cristiana, Electoralism, Italy, MSI, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano

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Si legge nella stampa che la Commissione democristiana appositamente istituita per l’esame della legge elettorale per le elezioni politiche dell’anno venturo, ha presentato a De Gasperi i risultati dei suoi lavori. Mai lavori sono stati condotti con maggiore scrupolosità ed impegno. C’è poco da scherzare in tanto ardua materia: si tratta, né più né meno, di «fabbricare», anzi di «pre-fabbricare», l’esito della «consultazione» elettorale, alla faccia della cosiddetta sovranità popolare. Diamoci uno sguardo, e certamente non per scandalizzarci, siccome fanno le caste susanne dello Stalin-socialismo, così pronte e prone nell’applaudire alle edizioni in lingua russa delle identiche, medesime magagne elettorali, proprie della democrazia parlamentare.

Pare che prevalga nella «gang» elettorale democristiana, e negli ambienti governativi, la cosiddetta proporzionale corretta con apparentamento di liste e premio di maggioranza. Sembra arabo, ma quanta pacchiana grossolanità e semplicità è racchiusa nella ampollosa definizione. Si tratta, in sostanza, di portare i poveri elettori alle urne con questa prospettiva: per ogni stock di voti raccattati, cioè per ogni quoziente, mettiamo di 40.000 voti, la lista considerata conquista un seggio. I voti saranno 80.000? I seggi saranno due, e così di seguito. Quale dei galantuomini segnati in lista sarà «titolare» dei quozienti raccolti dalla lista? Colui che riceverà il maggior numero di preferenze, il secondo in classifica si papperà il secondo quoziente, e così via. Questo e non altro, con qualche dettaglio, è la proporzionale pura, con cui si votò il 18 aprile 1948. Allora convenne agli strateghi della Democrazia cristiana, che all’epoca potevano contare sull’apporto totalitario di voti delle destre. Oggi, non conviene più, dato che le destre si sono scisse dal calderone democristiano, dando vita al M.S.I. e al P.N.M. Da ciò, le modifiche che si vogliono apportare alla proporzionale. Quali?

Innanzitutto, c’è l’estensione del principio del collegamento delle liste in vigore nelle amministrative, alle elezioni politiche. Collegando il collegamento con i partiti minori, liberale socialdemocratico, repubblicano, il Governo e la D.C. si prefiggono innanzitutto di aumentare il bottino di voti complessivi e di «quozienti». È proprio difficile da capire? In secondo luogo, l’apparentamento delle liste mira a dare al blocco governativo di centro la massima percentuale dei voti scrutinati su scala nazionale, in sostanza la maggioranza assoluta su tutte le altre liste collegate (P.C.I. + P.S.I., M.S.I. + P.N.M.) messi insieme. Ma i gesuiti del Governo e della direzione della Democrazia Cristiana non sono sicuri, visti i successi ottenuti dalle destre nelle recenti amministrative, di ottenere la maggioranza assoluta raggiunta il 18 aprile 1948. Da questa facile previsione è nata l’idea ultracentenaria, del premio di maggioranza. Il «premio» sarebbe costituito da centinaia di seggi da attribuirsi col sistema del ballottaggio. Che significa? Nulla di difficile: le cose elettorali sono solennissime asinerie. Il ballottaggio è in sostanza la ripetizione di una partita elettorale, conchiusa, diremo così, col pareggio. Esempio: se alla prima votazione avvenuta nella fatale domenica X dell’anno venturo, né il centro governativo, né la destra monarco-fascista, né la sinistra cominformista riuscirà a totalizzare almeno il 50 per cento più uno dei voti validi, dovranno ripresentarsi alla votazione le liste che avranno ottenuto rispettivamente il primo e il secondo posto… nella classifica generale. Tali raggruppamenti saranno con tutta probabilità, se non con certezza, il blocco governativo e quello cominformista, essendo l’apparentamento monarco-fascista solo… il terzo incomodo. Significa che gli elettori sovrani saranno convocati, una seconda volta, per disputare le finali, dopo aver giocato… l’eliminatoria. Al vincitore toccherà il famoso premio di maggioranza, che alcuni fanno ascendere ad un terzo dei seggi di Montecitorio. Semplice, spicciativo, altamente agonistico.

Obiettano i social-stalinisti: noi siamo sicuri di superare felicemente il primo round del torneo elettorale e di andare al ballottaggio in gara con i democristiani ed apparentati vari. Ma è anche ovvio che gli elettori monarco-fascisti, chiamati a votare per la seconda volta, e dovendo scegliere tra cominformisti e democristiani andranno a votare per questi ultimi. Hanno perfettamente ragione ma diverso è il gioco democristiano: utilizzare comunque i voti delle destre, tanto preziosi al 18 aprile. Sentendosi fregati in anticipo, i tromboni del Fronte popolare gridano al reato di lesa democrazia e profferiscono vane minacce. Ha risposto non ricordiamo quale ministro in carica: «Possiamo contare su 80 mila carabinieri, 80 mila poliziotti, 3 o 4 divisioni dell’Esercito modernamente armate». Voleva dire con ciò che al parlamento passano le leggi che vuole chi possiede la forza materiale. A forza di dire menzogne, qualche volta i nostri politicanti dicono sacrosante verità. Le elezioni si fanno in base alla legge elettorale, ma la legge elettorale la redige e la impone chi possiede il potere statale, cioè la classe dominante. Tutto il resto è una sola colossale balla. Ciò nonostante, l’anno venturo avremo la solita orgia schedaiola. Ma quanti proletari abboccheranno all’amo?Avviene nelle case chiuse elettorali