Internationella Kommunistiska Partiet

Il Comunista 1921-09-04

Azione nazionale per la salvezza delle conquiste proletarie

La proposta del Comitato sindacale comunista per un’azione nazionale intesa a salvare le conquiste proletarie trova l’entusiastico consenso non solo degli aderenti al Comitato sindacale, ma anche di molta parte del proletariato e di non pochi inscritti al Partito Socialista. È ormai certo che la Confederazione sarà costretta a convocare il Consiglio nazionale per discutere in merito: essa se non lo farà di sua iniziativa, sconfessando in tal modo il ridicolo comunicato a firma Baldesi, lo dovrà fare per il numero di organizzazioni che lo chiederanno. Le organizzazioni a noi aderenti devono perciò scrivere alla Confederazione del Lavoro invitandola a riunire il Consiglio nazionale. Il testo delle lettera e l’ordine del giorno si deve far pervenire anche alla sede del Comitato sindacale comunista, che ne curerà la pubblicazione. In tutte le Leghe, Camere del Lavoro, Comitati federali, ecc., i nostri compagni devono presentare proposta di adesione alla nostra iniziativa. Del risultato della votazione si darà comunicazione al nostro Comitato col numero di voti ottenuti tanto di maggioranza come di minoranza. Per le votazioni si faccia sempre proposta di appello nominale e si segnalino quei socialisti o segretari di Leghe che voteranno contro, dandone i nomi a questo Comitato. Ricordiamo che lo statuto della Confederazione stabilisce che i membri del Consiglio nazionale devono essere eletti dai Consigli generali delle Camere del Lavoro ed a mezzo di referendum dalle Sezioni delle Federazioni nazionali. A giorni pubblicheremo i nomi dei nostri compagni che ci dovranno rappresentare per conto delle diverse Federazioni. Intanto, i nostri compagni chiedano nelle loro Sezioni la convocazione dell’assemblea per discutere la nostra proposta. Se la maggioranza si affermerà per noi, si deliberi che a rappresentare la Sezione sia un delegato a noi favorevole, in ogni modo si chiegga, come prescrive lo statuto, la rappresentanza proporzionale. Le Leghe dirette dai nostri compagni chiedano alle loro Federazioni, che in conformità detto statuto confederale, ed in previsione della convocazione del Consiglio nazionale, indicano il referendum ponendo altresì in discussione la proposta del nostro Comitato in ogni assemblea o riunione di operai. Le Sezioni curino di controllare nelle singole località che le Federazioni votino per il numero reale di soci attualmente inscritti.

Il CE del PC d’Italia

Terza riunione del CC

Nei giorni 25 e 26 agosto si è riunito a Milano per la terza volta il Comitato Centrale del Partito Comunista d’Italia.

L’Esecutivo ha presentato una dettagliata relazione del proprio lavoro in tutti i campi dell’attività del Partito, esponendo la statistica delle forze organizzate del Partito che sarà tra poco pubblicata, il lavoro fatto per le elezioni, l’attività parlamentare, sindacale, la sistemazione della stampa, i rapporti internazionali, l’opera di inquadramento delle nostre forze nella lotta contro il fascismo e la reazione, il movimento giovanile, ecc. Su questi argomenti il Comitato Centrale si è brevemente intrattenuto con osservazioni di dettaglio.

Quindi la delegazione al Terzo Congresso dell’Internazionale Comunista, per la quale erano presenti i delegati Terracini e Gaeta, ha riferito ampiamente sull’andamento del Congresso, sia per quanto riguardava le questioni generali discusse, sia per la questione italiana. Su questo secondo punto si è ampiamente discusso, e si è addivenuti a tracciare al Comitato Esecutivo una precisa linea di azione nei riguardi di tale questione. Si è approvato il seguente comunicato da rendere pubblico:

”II Comitato Centrale del Partito Comunista d’Italia, in seguito ad ampia discussione sui rapporti col Partito Socialista Italiano dopo il III Congresso dell’Internazionale Comunista, conferma l’attitudine fin qui tenuta dall’Esecutivo, dalla stampa del Partito e dal Partito tutto, verso i socialdemocratici e gli opportunisti di tutte le sfumature; e delibera di portare la situazione, che sarà creata dal Congresso del PSI, innanzi al Congresso nazionale del Partito Comunista d’Italia, convocato senza alcun atto o fatto che pregiudichi le sue deliberazioni, e senza intervento di alcuna rappresentanza estranea alla presente organizzazione dell’Internazionale Comunista e della sua Sezione italiana”.

Si confermano quali rappresentanti del Partito nel Comitato Esecutivo dell’Internazionale Comunista i compagni Egidio Gennari ed Umberto Terracini.

Quindi si passa alla relazione della delegazione al Congresso Internazionale dei Sindacati rossi, che viene largamente svolta dal compagno Repossi. Questi espone le decisioni del Congresso e gli accordi presi, tanto per le questioni tattiche generali che per la situazione sindacale in Italia. Il CC rileva con soddisfazione che le decisioni del Congresso Sindacale confermano integralmente la tattica sindacale fin qui seguita dal Partito, dalla sua attitudine rispetto ai vari organismi sindacali nazionali alla recente proposta per lo sciopero generale contro l’offensiva del capitalismo.

Si prendono accordi per svolgere sulla base delle decisioni del Congresso l’intenso lavoro nel campo sindacale e l’attiva propaganda delle direttive del Partito tra le masse proletarie, tracciando un completo piano di azione.

Il Comitato Sindacale Comunista, anche dopo il trasferimento a Roma della Centrale del Partito, rimarrà a Milano, diretto dal compagno Repossi, membro dell’Esecutivo politico. Sarà pubblicato il settimanale sindacale comunista.

Si esaminano in seguito altre questioni di organizzazione, prendendo accordi per il movimento femminile comunista, che avrà anche un suo giornale, e per l’attività comunista nel campo della cooperazione e mutualità.

Si discute sul lavoro di soccorso alla Russia dei Soviety e si prendono accordi per la partecipazione intensa del Partito alle prossime giornate internazionali per la Russia e pel movimento della gioventù.

Infine si decide che il Congresso Nazionale del Partito abbia luogo in novembre, e si danno all’Esecutivo le indicazioni di massima sulla preparazione di esso, e sugli argomenti che verranno sottoposti a discussione, in modo che il materiale relativo giunga in tempo utile alle organizzazioni del Partito che lo dovranno esaminare.